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Scritto Mercoledì 10 ottobre 2018 alle 16:19

Montevecchia: nuovo impianto vinicolo al Ceresé. L'azienda si impegna per il progetto della Casetta Ter

Accesso Sud-Ovest lungo la strada interpoderale esistente

Mira a diventare un centro nodale per le aziende agricole del territorio circostante il comparto in zona Ceresé la cui riqualificazione è sempre più vicina. Un piano che punta a stabilire la centralità di Montevecchia come meta per flussi legati a un turismo eco-consapevole e sostenibile. Un terreno di 2.308 mq complessivi, per la coltivazione - quasi esclusivamente a vitigno - per la produzione casearia e vinicola (1.196 mq pavimentati), per la vendita a chilometro zero nei giorni festivi (140 mq pavimentati).

 

I proprietari del fondo e della società agricola "Il Ceresé", Maria Bonatti e Giovanni Mameli, vedono sempre più da vicino il concretizzarsi di un sogno: l'implementazione della cantina vinicola e dei laboratori di trasformazione delle materie prime. Il progetto calcola un aumento dei posti di lavoro sia fissi sia stagionali e, in parallelo, propone stage e attività di formazione e insegnamento di cultura del territorio ai giovani residenti a Montevecchia e nei Comuni adiacenti.

Vista aerea recente dal drone


Da un punto di vista architettonico, verrà sfruttato il dislivello di oltre quattro metri per ridurre il consumo di suolo. Il volume destinato alle attività produttive sarà così all'interno del terreno in pendenza. Il porticato creerà un impatto visivo di maggiore leggerezza e integrazione con l'ambiente circostante. Con la stessa finalità è stata pensata la copertura verde con il recupero delle terre di scavo. Il tetto/giardino sarà quindi trattato a prato fiorito naturale autoctono. All'interno dell'edificio è inserita una sala conferenza e una sala per degustazioni. Il programma si lega inoltre con la riqualificazione avvenuta nel decennio scorso della corte storica del Ceresé.



Lato Sud

Attualmente è in corso il procedimento di variante del Piano di Governo del Territorio, richiesto dall'azienda. L'area infatti, pur essendo in disuso, è catalogata nel PGT vigente come "Zona per servizi pubblici di interesse generale". Più in particolare, risulta "Zona per Servizi Tecnologici" perché era stata individuata come possibile alternativa per il posizionamento dell'isola ecologica. Perciò è stata avanzata una proposta di cambio di destinazione d'uso, per diventare un ambito produttivo industriale e artigianale. Ciò comporta la modifica degli indici edificatori che produrranno maggiori oneri a favore delle casse comunali.



Fronte Sud e relazione con le vigne

Nel frattempo sono state prodotte la documentazione per ottenere l'esclusione della Valutazione Ambientale Strategica e le successive integrazioni delle carte progettuali. Il prossimo 5 novembre in Municipio a Montevecchia si svolgerà la Conferenza dei Servizi per acquisire i pareri tecnici degli Enti interessati, che di fatto confermeranno il percorso progettuale.
A seguito di approfondimenti, sarebbe emerso che il rilascio dell'autorizzazione finale si intreccia con il progetto della Casetta Ter: la biblioteca civica in via del Fontanile e relativo polo culturale del paese. L'affidamento dell'incarico per lo studio di fattibilità del nuovo edificio pubblico a cui mira l'attuale amministrazione comunale non ha avuto evidenza sull'albo comunale.

Tale fattibilità sarebbe già stata sviluppata dallo stesso studio di architetti che si è occupato della progettazione del nuovo impianto vinicolo. Ancora non è avvenuta la presentazione pubblica, ma pare siano pronte già da qualche mese due possibili ipotesi realizzative del futuro centro culturale. Uno studio di fattibilità, quest'ultimo, che varrebbe una cifra quantificabile tra i 20 e i 25 mila euro. Ci è stato confermato dall'amministrazione comunale che questa spesa è a carico dell'azienda agricola "Il Ceresé" e che risulterà come "standard qualitativo" per confermare la variante al PGT sul lotto dell'impianto vinicolo Ceresé. Tanto che per il rilascio dell'autorizzazione finale dovrà essere firmato un "patto di impegno unilaterale" che tra gli obblighi contiene anche lo "standard qualitativo" sopracitato. Un impegno che, a logica, ci risulta ex post.
Marco Pessina
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