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Scritto Mercoledì 10 ottobre 2018 alle 11:47

Retesalute deve guardare al futuro e ampliarsi ma c’è chi per futili motivi mette a rischio i servizi erogati alle fasce deboli

Siamo stati cattivi profeti. Lo avevamo sostenuto nell'ultimo consiglio comunale di Merate, quando, a proposito della fusione di Idrolario in LRH, avevamo evidenziato il rischio di un'implosione del progetto di allargamento territoriale di Retesalute, proprio come accaduto nella vicenda Ecosystem Gas fusa per incorporazione in Acel Service S.p.A. ben dieci anni fa. A farne le spese, come sempre, il meratese e il casatese. A destare preoccupazione, da ciò che si apprende dalla stampa, è la disinvoltura con la quale alcuni sindaci di centro sinistra dell'area territoriale maggiormente interessata alle sorti di Retesalute hanno tecnicamente eseguito l'affossamento. E' triste constatare che per futili motivi si possa mettere a rischio il futuro di Retesalute, azienda che eroga servizi di qualità alle fasce deboli della nostra società. Probabilmente, l'unica spiegazione plausibile potrebbe essere che alcuni sindaci in buona fede hanno ritenuto che l'emendamento proposto fosse una mediazione ragionevole non tenendo in debito conto che, di fatto, un simile atto ha bocciato la proposta di rilancio e ampliamento aziendale proposto dal CDA. D'altro canto, è confortante che altri sindaci di centro sinistra, a cui sta più a cuore il benessere dei propri cittadini rispetto alle logiche di appartenenza, si siano schierati con i Sindaci di Merate e di Casatenovo votando contro un emendamento pretestuoso e dilatorio.
L'azienda speciale Retesalute, nata dalla lungimiranza di amministratori, come Marco Panzeri e Dario Perego, che facendo tesoro dell'esperienza e della vocazione territoriale al sostegno delle fragilità hanno avvertito la necessità di organizzare, sotto il profilo della programmazione e della gestione, i servizi sociali a tutela delle fasce deboli, fiore all'occhiello del territorio meratese-casatese, esempio virtuoso e ispiratore della recente riforma sociosanitaria regionale, è dunque implosa sotto i violenti colpi di scure recate da mani per nulla sagge e avvinte unicamente dalla tracotanza del pregiudizio.
Quale alternativa a questi punti? A nostro giudizio nessuna. Retesalute ha il dovere di guardare al futuro e di ampliarsi inglobando anche i comuni che hanno espresso intenzione di entrare nell'azienda speciale, ovvero quelli dell'Oggionese e del Caratese.
Un monito, infine, anche a chi teorizza una maggiore attenzione e sinergia tra il Meratese e il Casatese: negli ultimi due anni, il dialogo tra i comuni di Merate e Casatenovo, scevro dal preconcetto e ispirato unicamente a forme e figure di politica nuova incentrate su di una maggiore attenzione ai bisogni e ai servizi dei due territori, hanno costituito un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale che merita di essere ripetuto anche per altri settori che occupano la vita politica e amministrativa delle nostre comunità.
La strada è lunga ma siamo consapevoli che sia l'unica percorribile, perchè se il pessimismo potrebbe essere largamente giustificato, tuttavia, l'ottimismo è sempre doveroso.
Alfredo Casaletto – capogruppo Lista Civica Più Merate
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