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Scritto Martedì 09 ottobre 2018 alle 18:47

La Valletta: già condannato a 18 mesi, il consigliere Lanzotti di nuovo a giudizio

Marco Lanzotti
Il processo entrerà nel vivo il prossimo 21 maggio. Si deve ancora attendere dunque per fare luce sulla vicenda giudiziaria avente quale imputato Marco Lanzotti, ex assessore di La Valletta Brianza (dimessosi dalla carica a giugno dell'anno scorso per questioni lavorative, ma rimasto comunque in assise in qualità di consigliere comunale), chiamato a rispondere di "accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico" ai sensi dell'articolo 615 ter del codice penale.
Il tassello lecchese farebbe parte di una vicenda che vede coinvolto l'ex assessore de La Valletta -secondo una tesi accusatoria ancora tutta da confermare- già in parte esaminata dal Tribunale di Milano sia in sede civile che in sede penale. A trascinare Lanzotti nelle aule del Tribunale del capoluogo lombardo sono state la Lucini & Lucini Holdings srl e Lucini & Lucini Communication, società che producono servizi di intrattenimento e newsletter inviate tramite email, per cui il rovagnatese svolgeva l'incarico di amministratore di sistema, responsabile della sicurezza dei sistemi, dei server e del database fino al momento delle dimissioni avvenute nel 2013 insieme ad altri dipendenti. Marco Lucini, legale rappresentante delle due società allo stesso riconducibili, ha sporto denuncia querela nei confronti dell'ex collaboratore perchè -secondo quanto emerso a Milano nel corso delle udienze dibattimentali- si sarebbe impossessato del database contenente gran parte degli indirizzi email della Lucini e lo avrebbe utilizzato -insieme ad altri ex colleghi- per una società da lui costituita (la Adglamor srl, con sede a Robbiate), avente lo stesso core business e oggetto sociale della realtà di provenienza.
In particolare secondo la sentenza emessa in data 2 luglio 2018 da una delle sezioni penale del Palazzo di giustizia meneghino, il Lanzotti è stato condannato per aver violato la legge sulla protezione del diritto d'autore (art. 171 bis L 22 Aprile 1941 n° 633) ad un anno e sei mesi, pena sospesa, e al pagamento di 6000 euro di multa nonchè al risarcimento danni nei confronti della Lucini da quantificarsi in sede civile per aver trasferito su altro supporto al fine di trarne profitto il contenuto della banca dati del suo ex titolare di lavoro.
Il fascicolo incardinato a Lecco è uno stralcio di quello milanese, arrivato sul banco del giudice Salvatore Catalano per competenza territoriale.
L'udienza della giornata di ieri fissata alle ore 10 è stata rinviata al prossimo maggio e il fascicolo è stato assegnato ad altro giudice, avendo il dott. Catalano assunto l‘incarico di Gip.
B.F.
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