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Scritto Giovedì 27 settembre 2018 alle 22:12

Merate: grande è la confusione elettorale, la situazione è eccellente o, perciò, favorevole?

"Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente"..... o "perciò è favorevole"....? Gli esegeti di Mao Tse Tung si disputano la traduzione più verosimile al pensiero del grande rivoluzionario cinese. Perché, come è evidente, qualche differenza c'è.

Prendiamo il caso Merate. Se il centrosinistra si frantuma in due o tre tronconi per la maggioranza uscente di centrodestra, al netto della Lega, la situazione è eccellente. Basta selezionare il candidato sindaco più credibile e presentarsi compatti. Addirittura gettando un osso con attorno succosi strati di carne per coinvolgere anche il Carroccio. Tradotto il sindaco, di "Più Merate" e almeno due assessorati pesanti ai sovranisti.

Ma se la corrente, diciamo così, anziana dell'arcipelago di centrosinistra riuscirà a coinvolgere nel rassemblement civico-centrista Silvia Sesana, Federica Gargantini, Fiorenza Albani e Fabio Tamandi, offrendo loro la poltrona di primo cittadino, anzi prima cittadina e due assessorati contro i tre da gestire in casa allora la situazione diventa molto favorevole per il centrosinistra. Dall'altra parte, infatti, resterebbero avanzi di una maggioranza già traballante per di più composti da esponenti etichettati: Alfredo Casaletto e Massimiliano Vivenzio di Forza Italia, Giuseppe Procopio di Noi per l'Italia e Ernesto Sellitto di Più Europa, che però, a livello nazionale sta col centrosinistra. Resta John Patrick Tomalino di cui si disconoscono appartenenze e, naturalmente, Andrea Massironi. Che a quel punto potrebbe far confluire il proprio pacchetto di voti sulla sua beniamina, Silvia Sesana e, in fondo, ritrovarsi, sia pure dentro la buca del suggeritore col suo storico amico-nemico Giovanni Battista Albani.

Che sia eccellente o solo favorevole, una cosa è certa: grande è la confusione sotto il cielo elettorale di Merate.

Il "Gruppo di cittadini", ovvero la vecchia guardia capitanata dall'ex segretario provinciale Ercole Redaelli guarda al centro evitando con un leggero moto di fastidio di sbirciare nel PD. Il 12 ottobre ci sarà un evento pubblico per la conta finale, la presa d'atto di chi ci sta a dare vita ad una lista civica che sorvoli gli schieramenti per planare su quattro o cinque cose da fare. Speriamo però non sempre quelle. Tempus fugit e di tempo ne è passato davvero da quando i massimi esponenti del Gruppo navigavano in alto mare.

C'è poi Sei Merate la lista che siede in Aula. Ma lo sfaldamento lì è ancora più evidente. Nulla di più facile che Alessandro Pozzi vada da una parte, oppure resti a casa, e Silvia Villa e Valeria Marinari si aggreghino al "Gruppo" con un sospiro verso l'aristocratico Aldo Castelli che pare disponibile a scendere in campo in prima persona.

Infine c'è il PD la cui posizione emerge con nettezza e crudezza dalla lettera che abbiamo pubblicato oggi. Il PD, forte del primato elettorale alle politiche in città, vuole rappresentare il motore del cambiamento distinto e pure distante dal "Gruppo" e da Sei Merate. Una forza a sé, autonoma, costituita da volti poco noti o del tutto ignoti. Senza padrini né precettori. La sfida è la lanciata con audacia e determinazione e scombussola tutta la frammentata area di centrosinistra. "No a chi in virtù di vecchie logiche politiche opera in maniera divisiva ma no anche alla costante mediazione praticata dalla formazione presente in Aula per trovare sempre una sintesi condivisa".

Una presa di posizione rocciosa per un partito che pure non brilla per iniziativa e presenza. Ma sicuramente un punto fermo nel magma di soggetti che si attirano e si respingono spesso in forza di storie personali datate. E poi, come spiegava il compagno Mao, "La critica va fatta a tempo; bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo."

Claudio Brambilla
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