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Scritto Venerdì 14 settembre 2018 alle 17:05

''Avere a che fare con il cancro è dura durissima ma se si trova un sorriso anche la chemio è meno cattiva''. Parola di malata

"Avere a che fare con il cancro è dura, durissima ma se si trova un sorriso anche la chemio diventa meno cattiva". Parola di una malata.


E' uno dei tanti, tantissimi messaggi di cui la bacheca nella sala di attesa del reparto di oncologia è tappezzata e solo una minima parte di quelli realmente ricevuti e non appesi perchè troppi e a volte troppo personali. Una luminosa sala di attesa con diverse file di seggiolini in acciaio si affaccia di fronte alla "guardiola" delle infermiere che danno un colore, non solo con la loro inconfondibile felpa fucsia, a quel clima grigio e teso che si porta dietro il paziente che lì fa il suo ingresso. L'anticamera dei locali dove vengono somministrate le terapie è il luogo dove si incrociano gli sguardi di chi il ferale verdetto ha appena spezzato le ginocchia, dove si ritrova la stanchezza di chi è sfinito da una lotta con un avversario che sembra avere il sopravvento, dove si raccoglie anche l'entusiasmo di un piccolo ma al tempo stesso enorme miglioramento. E' qui che si incrociano tutti coloro che transitano loro malgrado da quel reparto che, tuttavia, un sollievo lo riesce a dare, almeno così raccontano le testimonianze scritte e firmate che si trovano in bacheca. Biglietti di auguri, di ringraziamento, pennellate di ricordi carichi di dolore ma anche di gioia ritrovata e indirizzati al personale, medico e infermieristico, che anima (e mai verbo fu più azzeccato) quegli spazi. E un ruolo fondamentale, insostituibile (sono gli stessi pazienti a dirlo o meglio a scriverlo) lo svolgono i professionisti di FareSalute che offrono il supporto psicologico a pazienti e famigliari, in forma gratuita, senza limitazioni di tempo e che solo grazie al volontariato di tanti riescono a fare ben più di quei 20mila euro erogati annualmente, ora ridotti a 15mila perchè la direzione dell'ASST pare avere affermato di non essere riuscita a trovare i 5mila euro mancanti.   Lo smantellamento di quest'ultimo servizio, che dalla dirigenza pare vorrebbero far passare come ridimensionamento a favore di non si capisce bene cosa, significherebbe la perdita di punti di riferimento che, tanto più per un paziente oncologico, non sono intercambiabili perchè anche oggi i fruttivendoli tra loro sono diversi.

E la prova più vera sono i messaggi di chi ha sperimentato sulla propria pelle il dolore, la fatica di risalire la china della vita e, purtroppo, anche la perdita di parenti cari, in un clima però di comprensione e ascolto, come avviene ora nello stanzino senza finestre, con un quadro raffigurante il Resegone, dei colloqui di FareSalute.    

"Quando la malattia ti porta in un reparto come l'oncologia è facile abbandonarsi al panico e allo spavento ma con persone della vostra professionalità ed umanità tutto diventa più semplice grazie La più importante delle medicine è stata certamente la vostra presenza. Anche un'esperienza dolorosa è diventata ricca di valore umano e carica di insegnamenti".  

"Per voi che tutte assieme siete come l'arcobaleno...un pensiero..."  

"Con la vostra umanità e la vostra allegria siete riuscite a trasformare un luogo di tortura in un ambiente tranquillo e sereno". 
S.V.
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