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Scritto Martedì 11 settembre 2018 alle 12:32

Mandic: cancellata sul totem del blocco A la scritta Inrca Pneumologia. Un epitaffio?

Osservando queste due immagini, prima e dopo, il sospetto che si stia prendendo per il sedere l'intera popolazione del distretto sanitario meratese - e dintorni - sulla vicenda della Pneumologia appare davvero fondato. Come potete osservare sulla prima fotografia appare la scritta: "Blocco A - piano quinto - Inrca Pneumologia". Cioè il piano attrezzato per questa specialità dovrebbe ospitare il personale dell'istituto di Casatenovo addetto alla cura della fase acuta, mentre la riabilitazione resterebbe, potenziata in personale e letti, in via Monteregio.

E' una questione avviata nel 2004 dall'allora direttore generale dell'A.O. di Lecco Piero Caltagirone e portata avanti dai diversi top manager che si sono succeduti sino all'attuale. In più occasioni anche i vertici della sanità lombarda si sono prodigati in rassicurazioni che presto, molto presto, il San Leopoldo Mandic sarebbe stato dotato di questo importante presidio. L'ultimo in ordine di tempo è stato l'assessore Giulio Gallera che, già nel ruolo durante il governatorato di Roberto Maroni, proprio all'ospedale di Merate aveva garantito che nell'autunno 2017, al più tardi entro febbraio 2018 la Pneumologia dell'Inrca sarebbe stata trasferita a Merate. Invece, passate le elezioni regionali e ottenuto la riconferma nel ruolo dal nuovo governatore (sempre della Lega) Attilio Fontana, di Gallera si sono perse le tracce e l'acuzie dell'Inrca è tuttora a Casatenovo. Né si ha notizia di un prossimo arrivo a Merate.

E a conferma di ciò si osservi la seconda fotografia. La scritta è stata cancellata. Al piano 5 del padiglione A non c'è nulla, area deserta, la Pneumologia dell'Inrca è scomparsa. Dobbiamo leggere questa cancellazione come il segnale definitivo del tramonto del progetto Inrca a Merate? Se sì suggeriamo al neo direttore generale della sanità lombarda Luigi Cajazzo di non rinnovare il contratto con l'Inrca di Ancora e recuperare le ingenti risorse con le quali allestire il reparto al Mandic. E probabilmente resterebbero in cassa soldi per un paio di anestesisti. Sempre da assegnare all'ospedale cittadino.
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