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Scritto Lunedì 03 settembre 2018 alle 19:35

Merate: quarant'anni fa apriva il 1° nido comunale consortile. Dalla ''diffidenza'' iniziale a un servizio oggi indispensabile

1 ottobre 1978 - 1 ottobre 2018. 
Nasceva quarant'anni fa l'asilo nido di Merate, un'esperienza unica nel territorio e con una visione innovativa che si sarebbe rivelata vincente tanto da essere presa come esempio da esportare.  

La prima festa di Carnevale nel 1979

Il suo avvio si deve all'allora assessore al sociale Laura Crippa che in questo progetto credette fortemente, investendoci impegno e risorse. Inizialmente fu creato un consorzio intercomunale per asili nido e scuole materne. La struttura di Viale Verdi a Merate fece da "capofila" con convenzioni per gli aderenti (Brivio, Calco, Cernusco, Imbersago, Lomagna, Olgiate, Osnago, Paderno, Perego, Robbiate, Rovagnate, Santa Maria Hoè, Verderio Inferiore e Superiore).

Assieme a Merate nello stesso anno era sorto quello Cassago, unici esempi di nidi a gestione comunale. Dal 1° marzo 1992 la gestione passava in capo esclusivamente al comune di Merate. "All'inizio non fu per nulla facile" ha raccontato Pinuccia Bosisio una delle prime insegnanti (in totale erano 4).

Da sinistra Gabriella Villa, Gloria Bianchi, la cuoca Daniela Panzeri, Giulia Castelli, Marina Novati e Pinuccia Bosisio

"Si accoglievano allora bimbi dai tre mesi ai tre anni e, comprensibilmente, c'era molta diffidenza perchè non era nella mentalità e negli usi di affidare bambini così piccoli fuori dalla cerchia domestica, ci si appoggiava ai nonni. Abbiamo iniziato con una ventina di iscritti. Ci siamo fatti conoscere e abbiamo fatto propaganda per spiegare di cosa si trattava e l'opportunità offerta alle famiglie".

La prima bambina di colore iscritta al nido proprio nell'anno della sua apertura. Oggi è un medico

Quando nel 1992 l'asilo nido da consortile passò al comune di Merate, la dottoressa Rita Gaeni venne scelta come coordinatrice. " Ci tenevamo costantemente aggiornate con corsi di formazione, finanziati da provincia e regione e si facevano tante attività, come le uscite per la città e poi c'erano le feste come Natale e Carnevale e i momenti con genitori e nonni". L'apprezzamento del servizio oltre i confini era andato crescendo anno dopo anno tanto che si era arrivati a contare fino a 60 bambini.

Per un po' la gestione proseguì con personale dipendente dal Comune, poi si decise di optare con un appalto alla cooperativa, come è attualmente. L'anniversario del 1° ottobre, raggiunto grazie alle varie amministrazioni che da sempre lo hanno sostenuto e potenziato (dopo Laura Crippa il testimone era passato a Lorenza Bosisio), racconta di un paio di generazioni che a "turnazione" hanno visto i bimbi diventare genitori e fruitori loro stessi di un servizio che a quel tempo era stato visto con diffidenza ma che in breve si è dimostrato all'avanguardia verso le esigenze delle famiglie ma soprattutto nell'impronta educativa e formativa offerta.  
S.V.
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