Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 285.267.568
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 26/11/2018

Merate: 33 µg/mc
Lecco: v. Amendola: ND µg/mc
Lecco: v. Sora: 15 µg/mc
Valmadrera: 13 µg/mc
Scritto Venerdì 10 agosto 2018 alle 09:46

Ronco: viaggiando nel mondo di Johnny Cash con Francesco

Quando musica e scrittura s'incontrano, a volte possono nascere storie meravigliose. Due passioni che Francesco Frisella, 36 anni, residente a Gorla Maggiore (Varese), cresciuto a Ronco Briantino (dall'età di 5 fino ai 25 anni), è riuscito a conciliare in maniera del tutto naturale, e che lo scorso 13 giugno gli hanno permesso di pubblicare la sua seconda "fatica" editoriale.
Un lavoro estremamente originale, basato su un mix di fantasia e realtà, intitolato "Veloce come un treno. Tagliente come un rasoio". Un titolo eloquente per gli intenditori del genere, che sapranno essere le parole che June Carter, futura moglie di Johnny Cash, rivolse al mito del rock and roll la prima volta che lo vide.



La copertina del libro di Francesco Frisella

"La storia nasce dalla volontà di voler raccontare (io dico sempre simpaticamente, di 'vomitare a modo mio') quello che voglio trasmettere. La vicenda è totalmente inventata, e parla del viaggio di un ragazzo durante il quale farà un incontro molto interessante. La storia gira attorno a fatti ed episodi realmente accaduti al personaggio principale, Johnny Cash, che mano a mano fa esperienze che lo portano ad essere quello che è oggi. In sostanza, studiandone la biografia, ho preso vari punti della sua vita, ne ho trovato un filo conduttore e su ciascuno ci ho romanzato sopra". Un amore, quello per la scrittura, che a differenza dell'interesse per la musica, Francesco ha "concretizzato" solo di recente, due anni fa, con un libro omaggio a Ligabue, che gli è valso i complimenti e i ringraziamenti speciali del rocker di Correggio.
"La passione dello scrivere parte dalla mia consapevolezza di conoscere tanto della musica, e di volerla perciò raccontare, ma a modo mio. Già di mio sono una persona estremamente curiosa, vivendo di Wikipedia tutto il giorno, percui qualsiasi cosa venga a sapere, mi informo. La musica poi è sempre stato il mio mondo: non è un caso che mi divori libri di biografie, tecnici e di traduzioni di vari cantanti. Ho iniziato a scrivere due anni fa con il libro di Ligabue per l'esigenza di voler fare qualcosa di originale, in questo caso era una raccolta di tatuaggi con frasi tratte dai suoi brani. Nel contempo è stato un modo per fare una dedica a Luciano che musicalmente è sempre stato un punto fondamentale della mia vita, perchè Luciano ha questo potere di riuscire a raccontare un minuto prima quello che ti accadrà un minuto dopo. Poi ho una cultura musicale ampissima sul panorama internazionale, e da qui è nata l'idea successiva di voler raccontare diversi personaggi della scena internazionale a modo mio, partendo da Johnny Cash".
Quella di scrittore, però, non è esattamente la definizione più calzante per riassumere l'attività di Francesco. "Io non sono uno scrittore, ho la passione di voler raccontare, che è diverso. Non sono quello che cerca testi super impegnati con 200 paroloni di fila soltanto per farsi dire che scrive bene, la mia tecnica di scrittura è raccontare in maniera semplice e scorrevole come se stessi conversando a tu per tu con una persona". Pur essendo (solo sulla carta), la musica e la scrittura due passatempi, però, anche a lavoro Francesco, occupato in un negozio di elettronica ad Albavilla, non rinuncia al piacere di ricamare nuove storie e possibili sviluppi dei suoi racconti.
"Il libro è figlio delle mie pause pranzo a lavoro. Io non riesco a scrivere a casa perchè ho troppe distrazioni. L'ispirazione mi viene tutti i giorni, tutto il giorno, e quando mi vengono le idee le segno su un foglio di carta o sul cellulare delle parole chiave, che poi elaboro nella storia. A lavoro, non essendo il mio mondo, mi posso concentrare sulla scrittura". Un'attività letteraria che, come nelle migliori trame, possiamo anticipare, avrà il suo seguito.
M.L.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco