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Scritto Lunedì 06 agosto 2018 alle 10:48

Merate: Mauro Piazza vuole alla testa della città un sindaco politico

Mauro Piazza
Il cruccio dei forzisti di ritorno, Mauro Piazza e Daniele Nava, determinati a far rinascere almeno in terra lecchese un partito apparentemente avviato all'estinzione, è quello di ridare a Merate un sindaco politico. Andrea Massironi non lo è; ha una visione personale del ruolo e lo esercita in proprio senza collegamenti con i partiti di riferimento. E lo ha dimostrato, per esempio, nella lunga battaglia sull'acqua pubblica che ha visto assieme al PD anche gran parte del centrodestra schierato sulle posizioni dei vertici di Lario Reti. Ma per ridare a Merate, seconda città della provincia, un sindaco politico, ovviamente di area,  bisogna vincerle le elezioni. E qui sta il nodo attorno al quale il consigliere regionale e l'ex sottosegretario lombardo, probabile candidato sindaco di Lecco nel 2020, si arrovellano alla ricerca di un candidato spendibile e con robuste possibilità di vittoria. I nomi, nell'ordine presunto di preferenza sono: Massimiliano Vivenzio, Alfredo Casaletto e Giuseppe Procopio. L'ultimo, una sorta di Sancho Panza di Maurizio Lupi, abilissimo politico che con lo 0,..% riesce a far parlare di sé a ciclo continuo, non milita in Forza Italia ma, appunto in Noi per l'Italia - ammesso che nottetempo il gruppo non sia stato sciolto definitivamente - e, peraltro, non dà garanzie di capacità aggregativa. Piazza a Nava, consumati politici, anche loro abili navigatori tra Berlusconi, Albertini, Alfano, Parisi, Berlusconi, tornati al via hanno intuito che a Merate il centrosinistra non commetterà l'errore del 2014 di connotarsi eccessivamente. Anzi, tenterà di agganciare nomi storicamente di centro che stanno in maggioranza o che addirittura hanno già guidato la città in anni passati ma su posizioni di centrodestra. Sembra la riproposizione del quadro nazionale: tutti insieme per contrastare la Lega. La quale non è chiaro se intende chiedere l'appoggio del Movimento 5 Stelle che, peraltro, è poco articolato sul territorio. Vista da lontano la situazione permane piuttosto confusa con tentativi di abboccamento ma ancora senza un programma preciso. Per Piazza e Nava, però, l'imperativo è quello di conquistare Merate per poi, più agevolmente, riprendere Lecco, dopo la non brillante esperienza di Virginio Brivio. Solo così i due possono rafforzare le proprie posizioni all'interno del partito lecchese e assumerne la leadership. Nel loro peregrinare dentro la grande casa del centrodestra hanno sempre avuto Vivenzio come compagno di viaggio. E su Vivenzio puntano sicuramente per coerenza e fedeltà. Sta a Vivenzio, subito dopo la pausa estiva, prendere una decisione e, in caso affermativo, mettersi all'opera nella stesura di una bozza di contratto breve da sottoporre agli attuali colleghi di maggioranza, a personaggi esterni all'amministrazione ma interessati a farne parte e ai leghisti. Alcuni dei quali - presumiamo la componente "politico-amministrativa" - potrebbero essere pronti a stringere un patto elettorale su un programma condiviso. E i punti di contatto, al di là del voto in aula, inevitabilmente diverso, sono più di quanto si possano immaginare.
Claudio Brambilla
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