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Scritto Lunedì 16 luglio 2018 alle 19:31

Merate: centrosinistra attorno al caminetto. C’è unità tra vecchia e nuova guardia ma ancora si discute di nomi, non di programmi

Se nel centrodestra, per ora, si odono solo isolati colpi di obice, nel centrosinistra i gran sacerdoti aprono la liturgia salmodiando appelli all'unità.
Non che l'essersi presentato unito nel 2014 abbia raggiunto lo scopo. Ma il centrosinistra di allora era privo della vecchia guardia e non ancora arricchito dai giovani del Pd. Era, insomma, una sorta di consorteria messa assieme sull'onda della divisione clamorosa del centrodestra.
 
Stavolta il quadro si presenta diverso. Dopo due consigliature in minoranza ora lo schieramento che va dal centro a LeU punta a governare. E per tentare almeno di agguantare la vittoria occorre non dividersi. Non ci sono vecchi sacerdoti contro giovani rampanti. Servono gli uni e gli altri per battere avversari già in crisi di identità e valori.
 
Ecco allora il primo rito della liturgia di chiarissima marca democristiana: la riunione attorno al caminetto. Sede l'ammezzato del Caminun a Pagnano, lontano da occhi e orecchi poco discreti. A officiare il rito, vecchi amici come Giovanni Battista Albani, Giliola Sironi e Ercole Redaelli con nuovi alleati - in qualche caso obtorto collo - come Aldo Castelli e Giacomo Ventrice. Al tavolo, tra la ventina di invitati, anche Federico Dusi in rappresentanza di Gino Del Boca assente per ferie, Stefano Maffi, Ernesto Sellitto e Valeria Marinari. Dunque le diverse anime del centrosinistra da Merate in Comune a Sei Merate, passando per l'ex Merate Futura, il PD e la vasta area ambientalista e smaccatamente di sinistra. Assente in tal senso Alessandro Pozzi, ma giustificato. Diciamo che l'adesione al rito l'ha data.
 
Al momento nulla di concreto: un documento generico di adesione a un'idea di unità allargata (qualcuno ha pensato di invitare anche quel che resta di Comunione e Liberazione). Ma con l'ambizione di andare a pizzicare personaggi oggi della maggioranza che rivestono ruoli significativi per investire su esperienze già maturate e sferrare un attacco al cuore del centrodestra.
 
L'auspicio è che la liturgia non si prolunghi oltre l'appello all'unità. Il tempo del caminetto è finito da un pezzo. Piuttosto che richiamare i possibili candidati ad una pizzata sarebbe opportuno affiggere un manifesto in giro per la città con su scritti quattro punti di un serio programma elettorale.
 
Più sotto la chiusa: se ne condividi almeno due parliamone. Firmato Tizio e Caio, sede provvisoria (non via Trento), recapito telefonico.
 
E per favore evitiamo i social: come si è visto nei giorni scorsi sono strumenti a doppio taglio. Che, in genere, feriscono chi li manovra.
Claudio Brambilla
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