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Scritto Lunedì 09 luglio 2018 alle 22:21

Merate: siamo solo tre amici al bar

Giuseppe Procopio, Alfredo Casaletto e Massimo Panzeri


Avevamo dipinto con le tesi più fantasiose la notizia di trattative sotterranee tra Massimo Panzeri e Giuseppe Procopio in vista delle elezioni della primavera 2019. Ci pareva infondata sia sul piano personale - i contrasti tra i due sono stati frequenti e a momenti anche duri - sia soprattutto su quello politico, una minestra eccessivamente riscaldata. Invece ci dobbiamo ricredere, l'abbaglio l'abbiamo preso noi. La fotografia, scattata in un bar, testimonia che davanti a un buon boccale di birra i due, diventati tre, discutono. Se escludiamo i mondiali di calcio e le parate alpine, resta in piedi l'ipotesi di un tentativo di ridare vita all'antica alleanza, dopo cinque anni di (veri o presunti) conflitti.

Dunque, eccoli i tre amici al bar. Nulla di male, purché se davvero intendono avviarsi verso la terza consigliatura abbiano come stella polare il programma o, come usa dire oggi, il contratto. Stavolta però non si accettano libri dei sogni. Gli interventi più qualificanti del programma di Più Merate, come le due rotatorie su via Verdi, sono rimasti sulla carta. Pochi soldi per il verde pubblico, qualcosa in più per il sociale ma a prezzo di aliquote Imu tra le più alte. I comunicati di Procopio sono più enfatizzati di quelli dell'Istituto Luce. Annunciando l'avvio dei lavori della palestra del Manzoni, un'opera pubblica come tante altre di costo tutt'altro che improponibile, l'assessore ha utilizzato toni da svolta epocale: "Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus gymnasium". Panzeri ha tutto il diritto di ritentare la corsa alla poltrona più alta della Città ma dica chiaramente, giusto per esempio, se sono ben spesi 500mila euro per la piazza retrostante il Municipio o sono uno spreco e la somma andrebbe invece dirottata a fini ambientali e turistici. Perché è ancora capogruppo di "Prospettiva Comune" dove Comune è un sostantivo e non un aggettivo.

E poi c'è ancora un anno di consigliatura. Che farà il leader leghista, melina? E Robbiani come la vede? Dubitiamo che abbia voglia di tornare a sedersi con Procopio e Casaletto. E dunque il capogruppo della Lega giocherà in proprio? Perché come noto l'ultimo anno è quello delle battaglie, degli scontri, dei bilanci con le sottolineature in rosso. Ci si gioca la vittoria gli ultimi mesi lavorando sodo sugli indecisi, che restano la maggioranza.

Insomma si deve dare battaglia. Le valutazioni politiche non sono elastiche come gli umori o le convenienze. Poi tutto è possibile. Ma a patto che il "contratto" sia chiaro per gli elettori. Che gli avversari di oggi spieghino come hanno trovato l'accordo e quali sono i punti cardine del programma. Altrimenti il dibattito politico appare insipiente come un cibo senza sale. Di più: un gioco delle parti ipocrita e fasullo.

Risparmiatecelo, per favore. Marcello Basosi dopo lustri in opposizione si ritrovò in maggioranza per effetto dell'alleanza Dc-Psi del 1990. Ma non resistette a lungo. Perché era un uomo tutto d'un pezzo. Che aveva fatto della coerenza il caposaldo della sua vita politica.

Claudio Brambilla
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