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Scritto Mercoledì 04 luglio 2018 alle 16:50

Merate: prima il ''contratto'' poi la scelta dei candidati. Avanti chi ha qualche idea

Il fondato sospetto è che a lubrificare le corde vocali, improvvisamente scollegate dalle sinapsi - per un momentaneo corto circuito - sia stato qualche gallone di troppo di birra bevuto a Pontida per combattere il caldo torrido del pratone delle libertà. L'alternativa è che si tratta di una voce fatta circolare a bella posta per depistare i segugi sempre a caccia di candidati e alleanze. La diamo per dovere di cronaca: Massimo Panzeri, già candidato sindaco nel 2014 per Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia ora capogruppo di Prospettiva Comune starebbe trattando con Giuseppe Procopio per correre assieme nel 2019, in una riedizione Lega-Forza Italia più altri.

Messa così dà l'idea della corsa dei "muletti" cioè delle auto di seconda serie sulle quali corrono i piloti quando la macchina ufficiale è fuori uso. Tradotto in chiave meratese, sono i numeri due dietro, rispettivamente, a Andrea Robbiani e Massimiliano Vivenzio. Aria fritta. Per quanto ne resti convinto l'ottimo Alfredo Casaletto, l'era dei partiti è tramontata, forse è solo una eclissi oppure è proprio la fine. Ma così è. Una cosa ha insegnato la lunga gestazione del Di Maio-Salvini (ora viceversa, secondo i sondaggi): prima si scrive il contratto poi si decidono le candidature. Ed eccoci dunque al terzo consiglio (non richiesto): chi ha intenzione di gareggiare per la poltrona più alta di Palazzo Tettamanti presenti un contratto di quattro o cinque punti ben circostanziati. Poi chieda in giro un parere. E, in caso fosse favorevole, un'adesione. Curando bene i dicasteri da coprire e le aree geografiche da rappresentare. Così tutto sarebbe possibile, persino la candidatura di personaggi estranei al chiacchiericcio in corso, come i tanto corteggiati Stefano Maffi e Gerolamo Corno.  O i pluriricercati Roberto Perego e Walter Perego. Un contratto che punta a robuste manutenzioni, decisivi interventi a difesa dell'ospedale e alla realizzazione della Città della Salute, alla creazione di un grande parco a nord della città e a misure per rafforzare la sicurezza e al tempo stesso reprimere ogni violazione delle regole può catalizzare l'interesse di Andrea Robbiani e Alessandro Pozzi,  Silvia Sesana e Gino Del Boca, Andrea Valli e Federica Gargantini, Giacomo Ventrice e Fabio Tamandi, Dario Perego e Siro Marcello Ravasi. E perché no, Andrea Massironi e Giovanni Battista Albani. La città ha bisogno di personaggi di spessore perché deve riaffermare il ruolo di guida della Brianza e, stante l'appannamento del capoluogo, anche di esempio per l'intera provincia. Facciamo mente locale: qui è stato realizzato il primo forno inceneritore, qui si è costituito il primo consorzio per l'acqua potabile, qui si è avviata l'integrazione tra il sociale e il sanitario, qui è stata fondata la prima e unica azienda speciale pubblica per la gestione dei servizi alla persona. A Merate ci sono l'ospedale, la compagnia carabinieri, il distaccamento dei vigili del fuoco, la protezione civile, l'agenzia delle entrate, uno dei centri natatori più belli e attrezzati del lecchese e dintorni. Mancano però un'idea del turismo, una dimensione culturale più ampia (quella che aveva disegnato Dario Perego) , una attenzione più marcata al verde pubblico e soprattutto, il senso del ruolo. Non esclusivo, certo, anzi inclusivo delle comunità circostanti a partire da Casatenovo e dal suo Sindaco, indubbiamente un personaggio di grande valore e capacità. In questo contesto vediamo bene un contenitore di esperienze, competenze, buon senso e onestà sopra il quale nessuna bandiera sventola. Ma patti chiari prima per garantire amicizia lunga poi. E fuori gli ambiziosi. Pensano soltanto a se stessi e alla propria carriera. Del bene comune fanno abuso quotidiano.
Claudio Brambilla
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