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Scritto Giovedì 28 giugno 2018 alle 18:31

Merate: il PD si interroga sull’immigrazione. 'I numeri dicono che a preoccupare è altro'

Si è svolto nella serata di mercoledì 27 giugno, nella sede meratese del PD, in via Trento, un confronto aperto sul tema dell'immigrazione. Parecchie le domande rivolte dal pubblico ai due moderatori, Elia Aureli, laureando in giurisprudenza e Chiara Narcotini, non a caso delegata delle questioni gravitanti attorno all'immigrazione del PD Meratese.


Tanti gli interventi e anche i pareri contrastanti fuoriusciti dalla discussione. Incominciata intorno alle 21, la serata si è aperta con una rapida analisi degli ultimi dati forniti dal Ministero degli Interni e le definizioni corrette dei termini più frequentemente utilizzati quando si parla di migranti, giusto per fare un po' di chiarezza. Un rifugiato equivale ad un richiedente asilo? Evidentemente no. Lo ha spiegato il giovane Aureli, giovane almeno quanto la buona metà dei partecipanti all'incontro, che se non altro ha il merito di aver contribuito a stimolare il dibattito su una questione delicata e al contempo importantissima. ''Il rifugiato è sostanzialmente una persona che ha ottenuto l'asilo politico e quindi lo status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra - ha spiegato il futuro giurista - Il richiedente asilo è una persona che ha invece presentato richiesta per ottenere protezione internazionale ed è in attesa di una decisione sulla sua domanda''. Aureli, poco più tardi, ha spiegato che, per quanto si possa credere diversamente, nel 2017 sono state più della metà le richieste respinte dal Governo italiano. Per buona parte della presentazione iniziale di dati e statistiche, del resto, i rappresenti del PD locale hanno cercato di smentire chi, sempre di più, vorrebbe far credere che in Italia sia in atto una vera e propria invasione.

Chiara Narcotini, delegata immigrazione PD Merate ed Elia Aureli

La verità, stando sempre ai dati che Aureli e Narcotini hanno affermato di aver tratto dal rapporto più recente del Ministero degli Interni, è tutt'altra: nel primo trimestre del 2018, ad esempio, le richieste di asilo sono state 19mila, abbondantemente di meno rispetto alle 38mila che si erano registrate nello stesso periodo del 2017. Un fenomeno in diminuzione, anche se ancora percepito diversamente e che nessuno di chi ha partecipato all'assemblea di mercoledì 27 giugno è sembrato voler sottovalutare, in particolare dal punto di vista della sicurezza, argomento sul quale sono intervenuti durante l'incontro, tra gli altri, anche Aureli e il segretario Gino Del Boca. Ma prima c'è stato spazio per gli interventi di Christian, convinto che i migranti siano prima di tutto una risorsa. ''Col razzismo dobbiamo renderci conto che non si mangia - ha commentato - Se non ci fossero, i nostri pensionati non potrebbero campare. Sembra che i migranti siano il problema e non invece il fatto che la maggior parte del patrimonio sia in mano di poche persone''. Una delle prime critiche alla iniziale presentazione dei dati è arrivata invece dal signor Michele. ''Con i numeri non si fa un fico - ha affermato - Io invece credo che dobbiamo prendere atto che stiamo prendendo questa realtà con una lettura errata. Basti pensare a quello che abbiamo fatto all'inizio: prendevamo queste persone e le smistavamo, solo ora ci rendiamo conto che vanno integrate''.

Tommaso Meschi e Pierangelo Marucco

Più di tutti, però, è stato l'intervento successivo a portare scompiglio nell'assemblea. Un signore che ha spiegato essere un ex giornalista de Il Fatto Quotidiano, nonché amico di vecchia data dell'ex dem Pippo Civati, ha intavolato con i moderatori un acceso confronto per cui i dati presentati sarebbero stati manipolati (''voi due non ne avete nemmeno idea'' ha commentato rivolgendosi a due giovani del PD, che ''è un partito nelle mani di Soros''), trovando poi lo spunto per attaccare i media e in generale le forze politiche di sinistra secondo il quale non hanno mai saputo affrontare l'argomento a dovere. Una volta ristabilita la calma, il dibattito è proseguito con gli interventi tra cui quello di Pierangelo Marucco dell'associazione La Semina. ''Ritengo che l'occidente abbia perso un'opportunità importante - ha commentato - E' un occidente in crisi che non è stato in grado di sviluppare conoscenze, tecnologie, risorse umane attraverso questa immigrazione. Non c'è stata capacità di produrre ricchezza, né di inventare nuovo lavoro''. E' parere abbastanza condiviso, poi, naturalmente tra chi ha partecipato all'assemblea di mercoledì sera, che il PD e la sinistra non abbiano preso seriamente in considerazione il tema della sicurezza. Ne è convinto chi è intervenuto riconoscendo che troppo spesso chi commette piccoli reati non subisce una condanna all'altezza. In questo caso, tuttavia, Elia Aureli ha cercato di fare chiarezza, specificando in diverse occasioni che c'è una netta differenza tra immigrati clandestini e in regola, e che per quanto riguarda i primi lo Stato non avrebbe sufficienti risorse per seguirne l'espatrio.

Gino Del Boca

Dello stesso avviso di chi è intervenuto poco prima di lui anche Gino Del Boca, il quale ha affermato che se l'anno prossimo, alle europee, il PD non vuole fare la stessa fine dello scorso 4 marzo (''il che varrebbe a dire la scomparsa di questo partito'' ha pure sottolineato), bisogna cambiare tendenza su questi argomenti. ''Non abbiamo mai preso una netta posizione su questo, abbiamo lasciato che lo ius soli svanisse in senato e abbiamo semplicemente portato avanti la linea del vediamo cosa pensa la gente e andiamo avanti così - ha commentato - Alla fine non abbiamo fatto nulla, temendo un ribaltone che alla fine il 4 marzo si è verificato. Dobbiamo fare scelte nette. Non come con la sicurezza, che è un tema che nel PD e nella sinistra non esiste''.
A.S.
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