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Scritto Lunedì 11 giugno 2018 alle 21:48

Osnago: famiglia comprò 270 volumi di una enciclopedia per 180mila euro. Venditore a processo per truffa

La "truffa delle enciclopedie" avrà una giornata appositamente dedicata, il prossimo 4 settembre. È stato così deciso dal giudice monocratico Salvatore Catalano al termine della prima -e lunga- audizione della lista testimoni, visto il rigetto, da parte della difesa, della proposta del pubblico ministero Cinzia Citterio di acquisire gli atti di denuncia.
Solo a settembre si riuscirà quindi a chiarire maggiormente la vicenda che vede al banco degli imputati V.A., accusato di truffa ai sensi dell'articolo 640 del codice penale, all'epoca rappresentante commerciale di una casa editrice con sede a Milano.
La denuncia a carico del venditore era scattata il 22 marzo del 2014 dopo che una famiglia di Osnago si era presentata ai Carabinieri di Merate raccontando una grave situazione che li stava affliggendo da anni, di cui non riuscivano più a liberarsi e che li aveva portati a indebitarsi dopo aver speso centinaia di migliaia di euro. In aula oggi è intervenuta la denunciante e la prima persona ad aver "abboccato" a questa presunta truffa - e che poi ha coinvolto il resto della famiglia, costituitasi parte civile nel processo e rappresentata dall'avvocato Maria Grazia Corti. La 64enne ha raccontato al giudice di aver acquistato nei primi anni 90 la prima enciclopedia della casa editrice in questione, consistente in 14 volumi complessivi, da una rivenditrice ufficiale. Nel 2006 alla porta aveva bussato l'imputato in sostituzione della collega: "Si era presentato dicendo che dovevo aggiornare la enciclopedia" ha riferito la donna in aula rispondendo alle domande del PM Cinzia Citterio, "finchè, nel 2008, siccome avevo speso un sacco di soldi e avevo fatto tutto all'oscuro da mio marito, ho deciso di interrompere l'acquisto di aggiornamenti. Al che lui mi ha detto che potevo rivendere i miei libri, ma ad una condizione: che continuassi ad aggiornare l'opera. Lui avrebbe così provveduto a iscrivermi in una lista d'attesa da cui la casa editrice avrebbe riacquistato i libri". La signora, pagando sempre puntualmente il tutto mediante assegni, ha di conseguenza iniziato a sperare che qualcuno le ricomprasse le enciclopedie, continuando ad acquistare gli aggiornamenti, ma V.A. ogni volta che si faceva vivo le diceva che doveva attendere: "Continuava a chiamarmi, veniva 2/3 volte l'anno. Si presentava in casa e non usciva mai se non aveva un contratto firmato". Il rappresentante avrebbe anche premurosamente avvertito la signora, sempre secondo quanto riferito dalla teste oggi in aula, di non aprire gli scatoloni in cui erano contenuti i libri perchè "avrebbero perso parte del loro valore". Una situazione che è andata perpetrandosi dal 2008 al 2014 e che ha visto la famiglia - dopo che la madre aveva coinvolto anche i figli vedendo il peggiorare delle condizioni e in seguito alla stipula di diversi finanziamenti per sostenere le spese- accumulare circa 270 libri, per un totale di 180.000 euro. Il venditore sarebbe riuscito anche a far acquistare dei "doppioni" ai figli, convincendo gli stessi -sempre secondo la tesi accusatoria ancora da provare- che avrebbero ricevuto un discreto margine di guadagno dalla loro vendita, ma non solo: a loro insaputa il venditore gli avrebbe anche ceduto, dietro lauto compenso, anche altri volumi, di storia, arte e letteratura. La signora e i figli sarebbero stati anche all'oscuro di un possibile diritto di recesso dal contratto a cui avrebbero potuto appellarsi entro 30 giorni dalla ricezione dei volumi, come affermato dall'avvocato del foro di Reggio Calabria Marco Crocitta, difensore dell'imputato. Proprio per la meticolosa disamina testimoniale del legale (durata oltre un'ora) il giudice ha disposto che gli altri testimoni indicati, dai figli della signora ad altri presunti truffati, tornino il prossimo 4 settembre per completare l'istruttoria di questo processo.
Beatrice Frigerio
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