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Scritto Mercoledì 16 maggio 2018 alle 18:14

La Rocchetta si veste a festa per un matrimonio speciale

Una data che rimarrà sicuramente nella storia del Santuario della Madonna della Rocchetta: sabato 12 maggio 2018. Proprio in questo giorno, protetti dall'abbraccio della Madre celeste, Maurizio Banfi e Antonella Gallace hanno deciso di unirsi in matrimonio nel Santuario di Porto D'Adda, stretti dal calore dei loro familiari e amici.

Sicuramente una scelta volontaria ma non comune, che Maurizio, ingegnere imbersaghese, racconta nella sua testimonianza. Forte il legame con il fiume Adda, forte quello con la natura che lo circonda, ma ancora più speciale è il legame con questa chiesina, unica nel territorio per storia e posizione.


Così grazie all'incontro con Fiorenzo Mandelli, custode del luogo sacro, Maurizio e Antonella hanno coronato il loro desiderio e lo scorso sabato si sono uniti nel sacramento del Matrimonio alla presenza del parroco di Imbersago don Bruno Croci.
La celebrazione è stata intimamente vissuta fra le mura così cariche di secoli di storia. Anche il rinfresco è stato davvero particolare. Tutti gli invitati, a cui era anche consigliato di indossare scarpe da ginnastica data la collocazione, hanno potuto trascorrere i momenti di festa e del rinfresco attorno alla chiesina.

Specialmente nell'area della cisterna tardo romana, con un buffet preparato dai volontari della Cooperativa Solleva (pres. Luigi Gasparini) che gestisce lo Stallazzo. Oltre ai consueti festeggiamenti, anche l'inedita e forse unica possibilità di ascoltare la storia del luogo, di Leonardo e del fiume Adda grazie alle parole di Fiorenzo.

Oltre alla felicità e alla soddisfazione degli sposi per questo momento unico, molto interesse è stato espresso dai vari invitati, tra cui molti amici di Maurizio, che ha prestato servizio in Marina per 16 anni; così Fiorenzo ha potuto raccontare tante curiosità a un ammiraglio e a vari capitani di vascello, tra cui un amico americano, tutti rimasti a bocca aperta.
 

Gli sposi con l'amico Fiorenzo


Ma ora è bene lasciar raccontare allo sposo questo momento unico:
<<Sono cresciuto ad Imbersago, lungo l’Adda. Il fiume e i suoi boschi sono stati per molti anni i luoghi dei miei giochi di fanciullo, delle avventure di adolescente e delle imprese sportive di gioventù. Giunta la maturità e gli impegni di lavoro, il fiume è rimasto il mio luogo preferito delle corse e dell’evasione. Adoro i suoi panorami, le sue stagioni, i suoi suoni e profumi. Lo respiro nella nebbia, ne gioisco sotto la pioggia, faccio la gara con le biciclette che passano. Corro: sono luoghi che conosco perfettamente, è il posto migliore per pensare alle mie vicende di lavoro, di incontri, di litigi, di amore. Dopo qualche chilometro, tuttavia, tutti questi pensieri svaniscono, sono metabolizzati, non hanno più importanza.
Rimane la natura ed il bosco, il fiume ed i suoi odori. Quando ormai sono davanti alla scalinata di Santa Maria della Rocchetta, però, non c’è altro che la scalinata e la necessità di farla di corsa, perché non sono mai abbastanza allenato da non guardarla con rispetto e chiedermi se questa è la volta dell’infarto. Una volta arrivato in cima, mi fermo sempre. Mi siedo sul parapetto, da solo, al cospetto di Dio. Ho sempre avuto l’impressione, lì, di essere alla Sua presenza. Non c’è altro che il cospetto di Dio, per ammirare ancora più profondamente il Suo creato: lo stormire degli alberi solitari, il sole che tramonta dietro le colline, il lontano fragore delle rapide ed il brusio del bosco. Questa è sempre stata per me la Rocchetta.
Poi ho deciso di sposarmi. Era un freddo pomeriggio di Gennaio e il sole stava già per tramontare. Fiorenzo Mandelli, il custode del Santuario della Rocchetta, aveva appena finito di tagliare degli alberi morti. Timoroso, gli ho chiesto se fosse possibile celebrare lì il mio matrimonio. Mi ha accolto con calore fraterno ed in breve tempo mi ha fatto conoscere una dimensione nuova di quei luoghi: quella dei volontari come lui che gestiscono il ristoro ai piedi del Santuario. Non li conoscevo, le mie corse sono sempre state solitarie. Ho scoperto che, si, i volontari distribuiscono cibo e bevande ma, di fatto, quel che fanno incessantemente, è comunicare il loro amore per quei luoghi e, soprattutto, per le molte persone bisognose che si avvicinano. Con gioia, dopo poche settimane mi sono scoperto essere fra quelle.
Il 12 Maggio mi sposo: Fiorenzo ed i volontari dello Stallazzo ci hanno organizzato il matrimonio nel bosco che desideravo, ma sarà anche elegante e traboccante di tutte quelle piccole premure di chi ti vuol bene. Sarà un matrimonio che parlerà nella nostra terra ma anche, soprattutto, della gente generosa che l’onora. Pensavo ad un matrimonio in un luogo incantato: sarà anche inaspettatamente fecondo del sorriso e della serenità di chi è dedito agli altri. Sarà la magnificenza del Creato, ma anche travolgente evidenza di quanto il Signore compie tramite le anime semplici che a Lui si conformano. Non potrei avere matrimonio più bello.
A me e alla mia futura mogliettina, a breve, il compito di essere una di queste anime disponibili e contribuire a portare ad altri, forse, un giorno, lo stesso sorriso con cui iniziamo la nostra vita insieme.>>
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