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Scritto Mercoledì 16 maggio 2018 alle 17:19

Sulla donna a volto coperto in oratorio a Novate

Gentile Direttore e gentile mamma,

in vero non comprendo l'accanimento che si manifesta ogni volta che qualcuno indossa degli abiti religiosi e, in particolare, si copre il volto per presunti motivi religiosi (già nel novembre 2017 era stata evidenziata una "problematica" simile a Cernusco Lombardone
http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=76245&origine=1&t=Cernusco%3A+segnalazione+di+un+lettore ).

Come evidenziate correttamente entrambi, la persona in questione non ha violato alcuna disposizione: nel nostro ordinamento il motivo religioso è stato ritenuto un "giustificato motivo" ai sensi dell'art. 5, comma 1 della legge n. 152 del 1975 (Tribunale Cremona, sent. 27/11/2008 e Consiglio di Stato, sez. VI, del 19/06/2008, n. 3076) e non si applica - perché limitata a particolari luoghi (gli enti di cui all'art. 1 l.r. lombardia n. 30/2006) - la curiosa deliberazione della giunta regionale lombarda (deliberazione del 10/12/2015, n. X/4553), ritenuta comunque legittima dal Tribunale di Milano (Tribunale di Milano, Sez. I civ., sent. 20 aprile 2017).

In particolare, allora, non capisco proprio né quale sia il problema giuridico (o di sicurezza pubblica) nel fatto che la persona in argomento circoli liberamente per il territorio della radiosa regione Lombardia (forse, appunto, con la volontà di iniziare ad integrarsi o, semplicemente, perché voleva vestirsi proprio in quel modo), né quali «siano le nostre regole» che, «col cambio probabile di governo» debbano essere destinata «a valere per tutti».

Sospetto, al contrario, (a) che, almeno da parte della mamma, ci sia una specifica insofferenza per coloro che manifestano pubblicamente la loro fede religiosa, beninteso, solo quando quest'ultima non sia quella della chiesa cristiana cattolica e, (b) soprattutto, che si auspichi un ritorno di limitazioni alle libertà (quale quella di manifestazione della propria fede religiosa).

Posto che l'insofferenza di cui sopra (di cui alla lettera a) può ben essere un fattore personale o culturale, in relazione al quale ciascuno può pensare come meglio crede, trovo invece molto più preoccupante l'auspicato ritorno ad un ordine pubblico ideale (lett. b).

Verificato che già la persona in questione non violava alcuna «nostra regola» che valga «per tutti», mi domando quale politica legislativa si auspichi.

Si spera forse che il legislatore limiti qualsiasi manifestazione di confessione religiosa, come accade (con molta approssimazione) in Francia? Forse, allora, dovremmo essere pronti a vietare anche i simboli delle altre religioni.

Si immagina, al contrario, di voler preferire le "nostre tradizioni" a quelle di altre minoranze? Così facendo (I) non saremmo molto dissimili dai biechi totalitarismi o teocrazie che critichiamo e (II) soprattutto non faremmo altro che perpetuare l'illusione che la tradizione non sia una "invenzione" (per dirla con le parole di Eric Hobsbawm, autore del saggio The Invention of Tradition). Le nostre tradizioni, fino ad un po' di anni addietro, si manifestavano nel divieto per le donne di portare i pantaloni (si legga ad esempio, il romanzo di Lara Cardella, Volevo i pantaloni, del 1989) o di indossare costumi da bagno ritenuti succinti (si racconta che negli anni '50 del 900 misurassero addirittura le dimensioni dei costumi da bagno).

Mi auguro, allora, che anche con «il cambio probabile del governo», le «nostre regole» siano improntate comunque al rispetto della libertà degli individui (fermo l'ordine pubblico materiale, o il c.d. principio del danno come sosteneva John Stuart Mill nel suo saggio On Liberty), e non si diano leggi che - impostate su di una morale tra le tante possibili - alla fine non sono altro che una oclocrazia (o, per dirla con Alexis de Tocqueville, una "la dittatura della maggioranza"), ontologicamente simili a quelle degli stati confessionali o dei totalitarismi che spesso critichiamo.


Con cordialità

Emanuele Comi

Nessuno vieta l'adesione a una religione per quanto essa giustifichi violenze e divieti incomprensibili per l'occidente (e i fatti di cronaca con padri che sgozzano le figlie dovrebbero pure dire qualcosa.....). Ma un abito che nasconde completamente la persona con l'esclusione degli occhi, sotto il quale potrebbe celarsi benissimo un uomo con cattive intenzioni, soprattutto verso i bambini, per noi non è tollerabile. E ribadiamo, speriamo che anche questa materia, come la legittima difesa, sia in cima all'agenda politica del governo che verrà. Se verrà......
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