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Scritto Mercoledì 16 maggio 2018 alle 16:01

Verderio: snervanti attese al P.L. Sernovella. Il video di un lettore in coda per 20 minuti

L'esasperazione minaccia di tracimare a livello di intolleranza. Perdere 15-20 minuti ogni mattina ad un passaggio a livello per gente che deve raggiungere il posto di lavoro, nel 2018, non è più accettabile. E, oltretutto, si sta parlando di un punto nevralgico della viabilità sull'asse nord-sud, quello che corre sulla strada provinciale 56 da Imbersago a Bernareggio e che alla Sernovella incrocia la strada provinciale 55, sull'asse est-ovest tra Merate e Verderio.

VIDEO


Soprattutto al mattino, ma ormai accade di frequente anche in altri orari, le sbarre scendono diversi minuti prima del passaggio del convoglio e salgono molto dopo. Presumibilmente si chiude il varco quando un treno parte da Carnate e si apre quando giunge a Paderno. A volte per via della coincidenza le sbarre restano abbassate fintanto che non è transitato il treno che da Paderno viaggia in direzione Carnate. Morale, come ha documentato molto abilmente - con un commento audio che rende superflue queste poche righe - si resta in coda per 10 - 15 a volte 20 minuti.

L'orologio del cruscotto indica le 7.53, orario in cui l'auto ha ripreso a marciare.
Le barriere del passaggio a livello si erano chiuse alle 7.35


Poi una volta che si riparte, complice la piccola rotatoria all'incrocio tra le due provinciali, l'ingorgo è inevitabile. In direzione sud la colonna parte dal semaforo di Robbiate fino alla rotondina della Sernovella, da est il serpentone si snoda da "platano". Inutile citare il lato ovest che è sbarrato da un secondo passaggio a livello poco oltre l'incrocio principale. E, a memoria, si fatica a ricordare la presenza di un agente di polizia locale, almeno nelle ore di punta del mattino. Un tempo ce n'erano due in centro Verderio a distanza di 30 metri l'uno dall'altro.

La dottoressa Monica Pezzella all'incrocio della Sernovella


Oggi con l'installazione del semaforo raramente se ne scorge uno. Altri tempi quando la dottoressa Monica Pezzella, comandante del consorzio vigili urbani, si piazzava in mezzo all'incrocio e con piglio deciso snelliva il traffico. La domanda che ci si pone è sempre la stessa: possibile che in Lombardia, in provincia di Lecco non si trovino i soldi per un sottopasso? Per quanto si dovrà continuare con questo incrocio a raso come 60 anni fa, quando le auto erano poche decine?
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