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Scritto Martedì 15 maggio 2018 alle 17:58

Merate: mancano volontari, entusiasmo, aiuti e motivazioni. L'associazione Amici del CSE chiude. Il presidente lascia

L'associazione Amici del Cse si appresta a chiudere la sua storia.
Entro fine anno il presidente in carica, Costantino Scopel, lascerà e con lui anche i soci che fanno parte del sodalizio hanno deciso di alzare bandiera bianca. I motivi sono diversi.
Nata 25 anni fa, con sede nella struttura di Via Fermi a Brugarolo, da sempre ha avuto come finalità quella di assistere i 15 ospiti del Centro Diurno Disabili, nelle attività collaterali a quelle espletate dalla cooperativa che ha in carico il servizio. Si va dal trasporto ai centri (ricreativi e di riabilitazione) alle vacanze al mare o in montagna ai laboratori fino ai momenti di intrattenimento che esulano dalle competenze in carico alla cooperativa. Gli "Amici" poi hanno sempre contribuito a finanziare le spese per il trasporto e l'alloggio ai luoghi di villeggiatura nonché l'acquisto di materiale di cancelleria e prodotti utili per le attività.
Ma, come per tutte le realtà, l'apporto volontario è sempre più scarso e in là con gli anni, mancando un ricambio generazione e questo genera sconforto ma anche stanchezza e sacrifici da ripartire su sempre meno persone. "Anche la nostra attività" si legge nella relazione del presidente "va man mano esaurendosi così come le nostre disponibilità finanziarie per cui è possibile ipotizzare la chiusura dell'associazione alla fine del mandato del consiglio direttivo previsto per la prossima assemblea". Attualmente i volontari impegnati sono una trentina e, su diversi turni, affiancano i 15 utenti del CDD. Poco meno di 50 le ore settimanali impiegate, che però gravano su pochi ora non più in grado di reggerle.
"Battaglie politiche è inutile farle" prosegue la relazione "Abbiamo constatato che più ci lamentiamo più ci vengono sottratti fondi. Speriamo che il nostro sistema sociale tenga ancora per un periodo di tempo. Oggi il sistema politico non pensa di certo alle nostre situazioni. Anche la legge del "dopo di noi" è un'autentica presa in giro".
Non è la prima volta che Scopel si scaglia contro le istituzioni e i suoi rappresentanti rei, a suo dire, di scaricarsi continuamente le colpe senza mai arrivare a una soluzione concreta delle criticità avanzate dalle famiglie dei disabili e dai volontari che li assistono.
Se per il 2018 l'associazione si è impegnata a dare continuità ai progetti e alle iniziative già programmate, è questione di mesi che si andrà verso la chiusura.
Costantino Scopel
"Con dispiacere devo comunicare la mia decisione di rinunciare, alla fine del 2018, alla carica di presidente" ha concluso "l'assemblea che approverà il bilancio al 31/12 dovrà nominare un nuovo consiglio direttivo. L'età, i problemi personali e il mancato entusiasmo di noi tutti ad affrontare problematiche future mi costringe a non presentare la mia candidatura. Nulla vieta che se qualcuno si sente in grado di continuare può farsi avanti per la gestione. In alternativa saremo costretti a sciogliere l'associazione. La validità dei risultati che si raggiungono ogni anno, dimostra che i lavoro svolto con l'impegno costante dei nostri volontari è un prezioso contributo per coloro che apparentemente chiedono, ma che con nostra sorpresa ed a nostra insaputa sanno regalarci emozioni uniche, insostituibili e indimenticabili, e ai quali noi diamo soltanto un poco del nostro tempo. Non mi sento di fissare alcuna quota associativa, visto che le previsioni di una continuazione non sono ottimistiche. Ringrazio tutti anche se mi rimane il rammarico per l'eventuale chiusura della nostra associazione". Se la Regione accrediterà gli ulteriori 15 posti per il CDD arrivando a un totale di 30 non è da escludersi, anzi è da auspicare, che si possa fare avanti qualcuno con energie nuove e voglia di fare per ricostituire l'associazione e dare continuità a quanto già lodevolmente fatto in questo quarto di secolo.
S.V.
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