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Scritto Lunedì 14 maggio 2018 alle 21:18

Accadeva 30 anni fa/67, febbraio: Pedemontana e Golf Club scatenano le proteste degli ambientalisti. A Sanremo i ''Lijao''

Come i lettori di questa rubrica ricorderanno il 27 maggio 1987 un feroce assassino aveva ammazzato a coltellate Sandro Viscardi detto "gatin" che viveva solo in una cascina al Pozzetto. Dopo l'omicidio aveva dato fuoco al locale. I pompieri allertati nella notte dai vicini avevano recuperato la salma quasi carbonizzata del pensionato. Le indagini non avevano portato a nulla nonostante l'ipotesi della rapina fosse venuta meno per il ritrovamento di alcune banconote di 50mila lire non del tutto bruciate. Dopo qualche tempo, uscito brutalmente di scena il Viscardi, l'intero grosso cascinale divenne libero e oggetto di un'imponente ristrutturazione con gli edifici che oggi costeggiano la via Santa Marta.
Ebbene il 2 febbraio 1988 una anonima signora Angela scrisse una lettera al settimanale cittadino che vale la pena riportare integralmente: "Con queste mie righe mi rivolgo all'assassino di Sandro Gatin: vorrei chiedergli come può dormire, come può vivere la giornata pensando a ciò che ha fatto. Voglio solo ricordargli che se l'uomo non è in grado di giudicare e di scoprire chi lo ha assassinato sappia almeno che c'è un Dio che vede tutto e che da Lui non potrà fuggire. Lo pregherei di avere il coraggio di confessare perché lo ha fatto, in un momento di follia. Siamo pronti tutti a sbagliare ma dobbiamo essere disposti a confessare e perdonare. Così mi rivolgo a tutte quelle persone che hanno visto Sandro nelle ultime ore a non avere paura di dire la verità, poiché solo dicendo la verità potremo cambiare questo mondo pieno di ingiustizie e di infamie".

Ma nessuno si fece avanti e l'omicidio è tuttora senza un colpevole. Succederà così anche l'anno successivo, forse in maniera più clamorosa, con un autotreno che sbandando in curva travolse una R5 uccidendo il conducente. Nonostante si fosse in pieno giorno, poco dopo le 13 e in una zona abitata, la SS 342 a Calco i carabinieri di Brivio incaricati delle indagini non approdarono a nulla. E i due omicidi commessi nel meratese negli ultimi trent'anni sono rimasti senza colpevoli. Certo un dato che non fa onore alle forze dell'ordine.


Continua l'inchiesta sempre del settimanale cittadino sull'andamento demografico meratese. L'attenzione questa volta si concentra sulla composizione dei nuclei familiari. E già trent'anni fa le famiglie mononucleiche erano1.242 pari al 24% del totale dei nuclei famigliari. Single dunque, anche se nel conteggio "grezzo" si mescolano veri single con sacerdoti e suore, separati e divorziati, vedove e zitelle. Ma ci sono anche 61 famiglie con 4 o più figli. Improponibile il confronto tra vedove e vedovi: 971 contro appena 153. Complessivamente al 31 dicembre 1987 la popolazione di Merate assommava a 13.962 unità di cui: 5.978 tra nubili e celibi; 6.860 coniugati/e; 1.124 vedove/i.


L'Ussl 14 vara un piano di informatizzazione dei sei distretti (Merate, Olgiate, Barzanò, Casatenovo, Robbiate e Osnago) per consentire ai cittadini di prenotare visite senza rivolgersi direttamente all'ospedale. Il progetto viene illustrato da Giacomo Molteni, vice presidente del Comitato di Gestione. A Carzaniga si raccolgono firme per indurre l'Amministrazione comunale a sistemare l'intersezione tra via Garibaldi e la Statale 36, priva di illuminazione con segnaletica scarsa e rete fognaria insufficiente. La compagnia locale "Il Sipario" porta in scena a Calco "Lettere dal Bangladesh", dramma in due atti di Roberto Zago. E' di 4 milioni il bottino di una rapina a mano armata di pistola a tamburo messa a segno a Brivio ai danni di un parrucchiere; mentre a Verderio il bottino è ben più ingente, 150 milioni di merce sottratta a un'azienda e caricata nottetempo su un autotreno. A Imbersago il sindaco Giovanni Villa, condannato a sei mesi per interesse privato, ottiene la solidarietà di ben duecento cittadini che firmano una petizione a favore del primo cittadino.

La compagnia "Il sipario"


A Sanremo arrivano i Lijao, tre ragazzi che già si sono fatti notare nel mondo musicale giovanile. Si tratta di Carly Cartisano di Lesmo (batteria), Livio Visentin di Usmate (tastiere, basso e voce) e Fausto Cogliati di Cernusco Lombardone (chitarra). I tre musicisti debuttano tra le "nuove proposte" con il brano "Per noi giovani".

Livio Visentin, Charly Cartisano, Fausto Cogliati


In via Roma a Merate si preparano i ponteggi per il primo grande intervento di risanamento del cuore cittadino. Nella corte detta di Rossini - il mitico angelo con la sua officina per la riparazione di cicli e motocicli - l'Amministrazione comunale intende realizzare mini alloggi per anziani. Una trentina dentro il lungo cortile che si spinge fino alle spalle del Catenificio Regina, cui si accede attraverso il classico androne. Per le cinque famiglie ancora residenti il Comune ha trovato una diversa sistemazione. L'imponente opera di risanamento di tutta la via, inizia.

Via Roma, ex officina Rossini


A metà febbraio l'architetto Ugo Grimoldi presenta il progetto del "Golf parco del Curone" a Moscoro. Un'opera faraonica che dovrebbe occupare 800mila metri quadrati di aree agricole e destinare ben tre grandi cascine a mono e bilocali a disposizione dei soci mentre il corpo principale, quello di cascina Moscoro, per l'appunto, dovrebbe ospitare bar, ristorante, sale per gli iscritti al futuro club e almeno 22 camere. I promotori parlano di grande opportunità per il territorio sia dal punto di vista economico-commerciale sia da quello della conservazione e protezione della natura.


Più prosaicamente, invece, a Paderno D'Adda i carabinieri di Brivio coordinano un'operazione con i sommozzatori dei vigili del fuoco per scandagliare un lungo tratto di fiume dove si sospetta siano state gettate autovetture rubate e utilizzate per furti e rapine. Cinque auto vengono recuperate in una giornata ma altre si intravvedono sul fondale grazie all'eccezionale secca del fiume.


L'Amministrazione comunale di Merate prepara un programma pluriennale di attuazione (PPA) da 15 miliardi. Lo illustra in Aula l'assessore all'urbanistica ing. Luigi Zappa. Nel piano ci sono le realizzazioni delle nuove caserme dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Le opere secondo l'ex sindaco e leader della Dc saranno finanziate in parte (4,4 miliardi) con i proventi degli oneri di urbanizzazione frutto di un piano regolatore particolarmente espansivo, approvato nel 1983. Il restante troverà come fonti di finanziamento contributi regionali e statali e accensione di nuovi mutui.


Per una città che cresce un seminario che rischia di chiudere. L'arcivescovile di via Annunciata, sede secondaria di quello di Venegono, vede un costante calo di presenze dovuto alla crisi delle vocazioni. In più i costi di mantenimento della Villa Perego e del grande parco sono sempre meno sostenibili. La bellissima residenza fu donata all'arcivescovo pro tempore di Milano dalla nobildonna Maria Lavagetto vedova Perego, nel 1968. Il cardinale Giovanni Colombo destinò la proprietà a sede del seminario diocesano minore nel luglio del 1972. Anni dopo il seminario chiuse e la villa divenne sede di una scuola paritaria. Fino alla cessazione totale dell'attività.

Villa Perego oggi


Come si diceva prima la questione Golf avanza implacabile. Ma anche l'opposizione è agguerrita. A fine febbraio 1988 il Comitato di salvaguardia parco del Curone con la Coldiretti di Como (Lecco ancora non faceva provincia) e il gruppo di minoranza di Cernusco pubblicano un dossier contro l'iniziativa definita senza mezzi termini "la nuova riserva della borghesia". Eh sì, perché la vastissima area sarà comunque recintata e l'accesso sarà - secondo il progetto - consentito soltanto ai soci. In pratica quasi un milione di metri quadrati agricoli finirebbe così per sparire dalla fruibilità collettiva per diventare soltanto un bene "visivo". Rigorosamente dall'esterno. Nel frattempo il comune di Lomagna chiede di poter entrare a far parte del Parco della Valle del Curone e di Montevecchia. Una mossa destinata anche a sventare l'ipotesi che il territorio lomagnese sia attraversato dalla Pedemontana. Uno dei tanti tracciati di questa autostrada - di cui si parla dal 1964 - passerebbe proprio per Lomagna lambendo poi la riserva naturale. E anche su questo fronte i comitati del no sono da mesi sul piede di guerra.

67/continua
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