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Scritto Domenica 13 maggio 2018 alle 18:47

A Trento migliaia di alpini per la 91^ adunata del corpo. Le penne nere lecchesi sfilano accompagnate dal Coro Grigna

Migliaia di penne nere hanno invaso la città di Trento per la 91esima adunata, che cade nell'ultimo anno del centenario della Grande Guerra. Un appuntamento a cui gli alpini tengono particolarmente e che vede un trasporto e una partecipazione sempre carichi di emozione e ricordi.
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Presenti al raduno le più alte cariche dello Stato, anzitutto il presidente Sergio Mattarella, poi la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano. E non potevano mancare i “nostri”.

La sezione di Lecco ha iniziato lo sfilamento davanti alla tribuna centrale dell’adunata nazionale degli alpini di Trento alle 15.25, preceduta dalle province di Varese e Como. Apriva il “nostro” settore il vessillo sezionale ANA affiancato dal presidente Marco Magni e dai componenti del direttivo nazionale.

Vi erano poi i sindaci del territorio: Lecco, Civate, Mandello, Garlate, Malgrate (dove Flavio Polano è anche presidente dell’Amministrazione Provinciale), fino alla Bassa Brianza con i primi cittadini di Cernusco, Robbiate, Olgiate, Calco, Lomagna, Paderno e tanti altri in fascia tricolore. Per Calolzio e la Valle San Martino, la parata si è svolta, invece, come sempre, con Bergamo.



“Lecco è una grande e storica sezione, fondata nel 1922” ha commentato lo speaker “ha grandi tradizioni, la prima fra tutte è quella legata al glorioso battaglione Morbegno, che si esprime nella chiesetta votiva del Pian delle Betulle, in alta Valsassina, dove ogni anno, a settembre, convengono migliaia di alpini, con la cerimonia sempre commovente del posizionamento di marmette a ricordo dei morbegnini andati avanti”.

C'è stata poi una particolare citazione al passaggio del Coro Grigna, costituito nel quartiere Laorca nel 1958, definito un fiore all’occhiello della sezione ANA della città di Lecco che ha poi allineato nella sfilata tutti i gruppi e le strutture varie operanti con le penne nere; un passaggio accompagnato dalle note della banda sezionale e da altri sodalizi musicali.

In merito al battaglione Morbegno, menzionato dallo speaker al passaggio dello sfilamento davanti alla tribuna centrale, c’è da ricordare il particolare atto di omaggio che ha ricevuto dal gruppo organizzato da Mario Nasatti di Valmadrera, con partecipanti di Malgrate e Civate.

VIDEO


Sulla strada del rientro, nel tardo pomeriggio la cena conviviale del raduno ha avuto luogo presso un ristorante di Peschiera del Garda.

Ogni signora presente ha ricevuto in omaggio una rosa bianca, in ricordo degli alpini del glorioso battaglione Morbegno, che ha avuto sede anche nella caserma Sirtori di via Leonardo da Vinci, in Lecco, negli anni della prima metà del Novecento, sino al 1943. Perché la rosa bianca? La nappina del Morbegno era bianca.
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