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Scritto Sabato 12 maggio 2018 alle 12:47

Retesalute: sì unanime all'avvio del percorso per un possibile ampliamento ai comuni caratesi-oggionesi. La Provincia lascia

Ampliamento di Retesalute ai comuni dell'ambito caratese e lecchese che ne hanno chiesto la possibilità: si può andare avanti. Ieri sera l'assemblea degli amministratori riunitasi in sala consiliare a Casatenovo ha dato mandato (con l'unanimità dei consensi) al CdA di impostare un cronoprogramma di studio per valutare la fattibilità dell'operazione, con la scelta definitiva che sarà assunta soltanto al termine di questo percorso. Nessuna decisione quindi è stata al momento assunta, anche se accanto alle perplessità espresse da alcuni, non sono mancate diverse posizioni convinte a favore di questa ipotizzata estensione dell'azienda speciale.

L'assemblea di Retesalute riunitasi in sala consiliare a Casatenovo

''Questa sera proponiamo la votazione per poter rispondere a chi ci ha chiesto di diventare soci, di essere disposti ad analizzare questa possibilità'' ha esordito il presidente di Retesalute, Alessandro Salvioni. ''Non votiamo al buio, stiamo semplicemente discutendo la possibilità di ampliamento. Il discorso è molto ampio ma vogliamo che tutti voi sappiate che questo è un anno importante per l'azienda''.
Salvioni ha infatti precisato che tutte le convenzioni di servizio sono in scadenza entro la fine del 2018, rimarcando altresì la necessità di procedere ad un potenziamento del personale, con un conseguente aumento dei costi, previsto anche per quel che concerne le gare d'appalto da bandire per alcuni servizi. C'è poi il tema fondamentale dell'integrazione socio-sanitaria di cui si sta occupando il dottor Giacomo Molteni, che vede Retesalute dialogare attivamente con Ats Brianza e Asst Lecco per alcuni progetti importanti quali ad esempio il Presst del casatese, quello pronto a decollare dell'olgiatese e il dialogo aperto con la Nostra Famiglia.

Da sinistra i consiglieri Emilio Zanmarchi, Giacomo Molteni, il sindaco di Merate
Andrea Massironi e il presidente di Retesalute Alessandro Salvioni


Insomma, i prossimi mesi sarannno caratterizzati da cambiamenti forti per l'azienda speciale meratese, che avranno dei riflessi non indifferenti dal punto di vista economico. In questo contesto si inserisce poi la decisione della Provincia di Lecco - che detiene il 40% del capitale sociale - di uscire dall'azienda speciale già nelle prossime settimane. ''La Provincia ci ha sempre affiancato e supportato, accompagnandoci alla maggiore età, ma per i mutati scenari a breve l'ente voterà l'uscita da Retesalute. Questo ci impone anche una necessaria modifica dello statuto'' ha aggiunto Salvioni, spiegando che si è già costituito un gruppo di lavoro con i rappresentanti dei comuni di Missaglia, Lomagna e Olgiate per approntare un regolamento economico-finanziario che ad oggi non esiste.


''Per noi si tratta di una scelta politica obbligata: visti i mutati scenari oggi non abbiamo più alcuna competenza, nè funzione in ambito sociale. Quando la Provincia ne ha avuto la possibilità, ha lavorato per favorire queste forme sociali, ma ora non è più così. Già nel primo consiglio utile, a giugno, voteremo l'uscita da Retesalute, anche se dietro le quinte ci saremo sempre'' ha confermato il presidente di Villa Locatelli, Flavio Polano.
Tornando al tema al centro della serata, ovvero l'ampliamento dell'azienda ad altri comuni che ne hanno fatto richiesta, Salvioni ha specificato che per quel che concerne l'ambito caratese, l'ipotesi non prevede la presenza di Biassono e Lissone che per motivi diversi hanno deciso di non aderire a Retesalute.


I nuovi comuni (Albiate, Besana, Briosco, Carate, Macherio, Renate, Sovico, Triuggio, Vedano, Veduggio e Verano), con una popolazione di circa 115mila abitanti (inferiore a quelli dei soci attuali), porterebbero fatturato per 2.700.000 euro, ma il presidente ha specificato che per quanto riguarda il capitale sociale, la maggioranza resterebbe ai comuni già attualmente soci, ovvero il 57%. Percentuale che salirebbe al 64% se i meratesi decidessero di acquisire le quote della Provincia per mantenere inalterate le specificità dell'azienda speciale. ''Non vogliamo fare ipotesi affrettate senza i dovuti approfondimenti. La questione richiede tempi diversi, senza forzature'' ha aggiunto Salvioni, ipotizzando che tra settembre-ottobre si potrebbe avere un primo quadro della situazione, con dati finali sui quali prendere una decisione definitiva. Aprile 2019 invece, è il termine ultimo per assumere una scelta, tenendo conto che molte amministrazioni andranno al voto proprio nella primavera del prossimo anno.

Al centro il presidente della Provincia, Flavio Polano

''L'obiettivo è che prima di parlare di ampliamento si tenga presente che il nodo principale per l'attività dell'azienda è il bilancio: non possiamo triplicare i servizi con l'organico attuale, per questa ragione è necessario prevedere un rafforzamento del personale'' ha concluso Salvioni, aprendo così la discussione ai colleghi presenti.
Il sindaco di Calco, Stefano Motta, ha subito chiesto di inserire in delibera un emendamento, affinchè sia chiaro che la decisione finale rispetto all'ipotesi di ampliamento spetta solo e unicamente all'assemblea dei sindaci. Una proposta sostenuta dall'assessore viganese Renato Ghezzi, che ha ribadito la necessità di ''verificare l'indirizzo con tutti gli elementi possibili-immaginabili prima di arrivare alla decisione finale''. Scettica sull'ipotesi anche Rosaura Fumagalli, sindaco di Cassago: ''siamo in un momento molto critico sotto l'aspetto finanziario. L'ampliamento potrebbe essere positivo, ma questi comuni devono impegnarsi per un numero preciso di anni'' ha affermato, ritenendo inopportuna la scelta da parte degli oggionesi (in particolare Ello, Sirone, Nibionno e Oggiono) di deliberare in consiglio comunale l'ingresso in Retesalute, senza che l'azienda speciale avesse già deciso in merito.

I consiglieri del CdA di Retesalute, Emilio Zanmarchi e Giacomo Molteni

A favore dell'ampliamento il sindaco di Verderio Alessandro Origo, che ha svolto una breve analisi economica: ''l'azienda rimanendo com'è oggi, rischia di andare in sofferenza. C'è la necessità di ampliarsi, perchè soltanto così i costi relativi al potenziamento del personale potranno essere sostenuti. Per quanto mi riguarda bisogna andare avanti con questa analisi''.
D'accordo con lui, il sindaco di Merate Andrea Massironi: ''se restiamo così, con le bocce ferme, il divario finanziario non farà altro che ampliarsi'', mentre l'assessore di Casatenovo, Fabio Crippa ha indicato oltre che nella motivazione economica ''evidente'', anche l'opportunità di crescita per Retesalute, affinchè sia possibile fornire un servizio ancora migliore ai cittadini.

L'assessore di Casatenovo Fabio Crippa e nell'immagine accanto
il sindaco Filippo Galbiati e l'assessore di Lomagna, Emma Mantovani


Il consigliere di Paderno, Giampaolo Torchio ha invece espresso perplessità rispetto ai differenti servizi che Retesalute sarà chiamata a dover gestire, dal momento che i comuni caratesi appartengono ad un ambito diverso. Un rilievo ''sacrosanto'' secondo il consigliere del CdA Emilio Zanmarchi, ma superabile grazie ''alle competenze acquisite in questi anni. Sappiamo come si gestisce un piano di zona''.
A chiudere il giro degli interventi è stata Laura Pozzi, assessore e vicesindaco di Missaglia: ''va bene aprirsi, ma una riflessione va fatta perchè noi siamo dei piccoli comuni. E' vero che con questa ipotesi si incrementerebbe l'offerta, ma va sviluppata una forma di solidarietà interna affinchè tutti possano beneficiarne allo stesso modo. Se proponiamo servizi belli, ma costosi, saranno solo a vantaggio di pochi''.

Il presidente Alessandro Salvioni tra il sindaco di Merate
Andrea Massironi e il consigliere del CdA, Rita Bisanti


Nella discussione ha preso la parola anche il dottor Giacomo Molteni che ha rassicurato gli amministratori rispetto agli investimenti sul fronte socio-sanitario, stante le risorse stanziate da Regione Lombardia su alcuni progetti, quali ad esempio i Presst, o la presa in carico dei cronici solo per citare due esempi. ''Si tratta di investimenti indubbiamente importanti, che alla lunga però possono dare risultati. Il modello socio-sanitario sta già dando i suoi frutti'' le parole del consigliere del CdA, mentre Salvioni ha riportato all'assemblea la richiesta giunta dal collega sindaco di Osnago Paolo Brivio, sull'eventuale opportunità di nominare un consulente esterno che affianchi l'azienda nella valutazione relativa all'ampliamento al resto del territorio. Un'ipotesi che a detta di Salvioni potrebbe essere considerata, ma soltanto in una seconda fase.

Da sinistra Simona Milani e Cesare Perego (Retesalute), il sindaco di Calco Stefano Motta,
il presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano e Alessandro Origo, sindaco di Verderio

A fare sintesi rispetto agli interventi emersi, è stato il sindaco di Calco Stefano Motta. ''Tutti noi abbiamo piena consapevolezza della necessità di crescita. Credo ci siano le condizioni per arrivare ad una decisione finale condivisa, ma non possiamo fare finta di non vivere ogni giorno delle criticità nei rapporti con l'azienda. Per noi è importante che in tutto il percorso ci sia sempre da parte vosta l'atteggiamento sensibile che avete sempre dimostrato di avere. Su queste basi è possibile andare avanti'' ha concluso Motta.


La delibera, letta dal presidente Alessandro Salvioni - che impegna il CdA a dare risposta alla richiesta degli aspiranti soci, impostando al contempo un cronoprogramma di lavoro - è stata quindi votata all'unanimità dagli amministratori presenti; mancavano i rappresentanti dei comuni di Airuno, Barzago, Imbersago, Montevecchia e Osnago. Già nella giornata di lunedì la lettera di risposta sarà inviata ai comuni che hanno manifestato il proprio interesse a far parte dell'azienda speciale meratese. La trattativa quindi, potrà ufficialmente partire: l'approvazione unanime rappresenta senza dubbio una buona base dalla quale avviare questo importante confronto.
G.C.
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