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Scritto Sabato 14 aprile 2018 alle 16:44

A Vinitaly le eccellenze del consorzio e del Parco Curone

I vignaioli del Consorzio IGT Terre Lariane a Vinitaly per presentare i nuovi vini. A rappresentarli saranno Claudia Crippa, presidente del Consorzio, Mario Ghezzi de "Le Terrazze", Sorsatto di Domaso e "Tre Noci" di Sirtori, nel parco di Montevecchia. "Da domenica 15 a mercoledì 18 aprile saremo a Verona . Ci andremo con tutte le 19 aziende vinicole che partecipano al Consorzio - spiega la Crippa - nel Parco del Curone si concentra la gran parte della produzione di vino delle provincie di Lecco e Como. Le vigne sui terrazzamenti delle colline di Montevecchia e dei dieci Comuni compresi nell'area protetta producono l'80% del vino che viene imbottigliato nelle nostre provincie - sottolinea la presidente - il rimanente 20% a Domaso, Colico, Montano Lucino, Perledo e Calolziocorte. De vini che dal 20 aprile andranno in tavola, siamo soddisfatti, tanto della quantità quanto della qualità. In primavera, il sole, il caldo ed il giusto apporto di acqua avevano maturato le uve nel giusto equilibrio. Quella del 2017 non è stata un'annata semplice, nemmeno da interpretare. I cambiamenti climatici non sono mancati, ma la stagione si è conclusa bene. Evitamdo gelate e grandinate".
"La siccità registrata in estate
- aggiunge la fondatrice del Consorzio - ci aveva costretto ad anticipare la raccolta delle uve più giovani, ma i temporali ci hanno graziato. L'annata sarà di quella apprezzabili". "Con le nevicate dell'inverno 2018 - dicono Mario Ghezzi e i vignaioli - la mancanza di acqua non dovrebbe rappresentare un problema". Fondato sette anni fa, il Consorzio ha aperto a La Valletta (ex Rovagnate) una cantina sociale. "Le aziende che hanno vinificato qui sono 12, con 45 quintali di uve bianche e 200 di rosse. Hanno prodotto ben 22 vini diversi - conclude Riva - altre 7 hanno vinificato nelle loro cantine, con 800 quintali di uve bianche e 1200 di rosse. Dalla primavera 2018, questi vini saranno in tavola. Speriamo anche dei brianzoli".

COMO-LECCO – Piacciono - eccome e sempre di più - i vini che, da Montevecchia alle coste che serrano il lago a settentrione, compongono il puzzle complesso dell’enologia made in Lario. E, ogni anno, c’è qualche elemento prezioso da aggiungervi, grazie al lavoro prezioso dei viticoltori che recuperano vigne storiche o realizzano nuovi impianti; e tra loro ci sono numerosi giovani che puntano sulla viticoltura per il proprio futuro d’impresa.

Intanto, i vini delle due province di Como e Lecco sono pronti per la scommessa del Vinitaly che si apre domani (15 aprile) a Verona.

Sono ormai diverse decine le imprese agricole che coltivano la vite nell’area brianzola di Montevecchia, così come nelle zone più settentrionali del lago fra il Ceresio e Domaso ma anche nella periferia del capoluogo comasco fra Montano Lucino e il Parco Spina Verde; in totale si producono quasi 3500 quintali di uva.

“Una nicchia – interviene Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco – che entra, di diritto, a far parte delle eccellenze vinicole lombarde grazie alla professionalità degli operatori del settore i quali hanno saputo cogliere il valore di un luogo straordinario come quello del Lago di Como e declinarlo in un prodotto di altissima qualità. Tutto ciò non ha solo un significato culturale di legame con i territori, le tradizioni, le famiglie, l’arte e la storia ma comincia a rappresentare anche una certa dimensione economica; importante, in quest’azione di recupero e valorizzazione, è il lavoro del Consorzio Terre Lariane, grazie al quale il nostro vino sta avendo un successo crescente in tutto il mondo”.

I vini del territorio hanno caratteristiche uniche: il particolare clima del lago di Como, determina importanti escursioni termiche fra la notte e il giorno che favoriscono, in condizioni ottimali, concentrazione di sostanze aromatiche nella buccia delle uve. Ne derivano vini di forte eleganza, soprattutto tra i bianchi, mentre Merlot e Pinot Nero, che ben si adattano al mesoclima alpino di queste terre, rivelano una struttura di grande equilibrio. Sul territorio, tante produzioni di nicchia che hanno conseguito, negli anni, importanti premi.

La viticoltura lariana si collega anche alla scoperta del territorio, grazie alla pratica – sempre più gettonata – dell’enoturismo: le opportunità per passeggiate e trekking tra le vigne sono decine anche nelle nostre due province: dalle vigne di Domaso, con un panorama mozzafiato sul lago e sulle catene montuose, a Montevecchia, dove si domina la pianura e si scorge lo skyline della metropoli milanese, che serra lo sguardo; o ancora, le campagne attorno a Missaglia o Montano Lucino; oppure, tornando in provincia di Lecco, Colico, Merate, Calolziocorte, Colle Brianza, Lomagna, e molto altro.

Comunicato stampa Coldiretti
Sergio Perego
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