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Scritto Venerdì 13 aprile 2018 alle 18:16

Merate: al Viganò lezione col comandante De Paoli. ''Attenzione a internet e droghe''

Ne riceveranno ancora molte di dritte sui molteplici aspetti della vita gli studenti e le studentesse della 1A e della 1C dell'Istituto Viganò, ma quelle fornite loro venerdì mattina, 13 aprile, dal maggiore Roberto De Paoli, comandante della compagnia dei carabinieri di Merate, servivano come monito affinché prestino maggiore attenzione su due strumenti molto pericolosi, ognuno a modo suo: internet e la droga.


Il comandante De Paoli è stato presentato agli studenti, che si sono riuniti intorno alle 10 nell'aula magna dell'istituto, dalla professoressa Lucilla Barassi, la quale ha brevemente spiegato che le due classi non sono nuove a questo genere di incontri, avendo parlato in altre occasione dei pericoli legati alla rete. Poi si è rivolta agli alunni, chiedendo loro di intervenire e porre al comandante tutte le domande, i dubbi e le perplessità che si hanno a 14/15 anni nel comprendere che cosa può andare storto quando si maneggia uno smartphone e si accede ai social, ad esempio. L'ufficiale dei carabinieri è partito dalla presa d'atto che, al giorno d'oggi, persino le assunzioni avvengono dopo una sbirciatina ai social network del candidato da parte dei datori di lavoro. ''E' ovvio che se abbiamo pubblicato un video dove siamo ubriachi, ad esempio, sarà difficile che qualche ditta, o qualche ente, ci voglia ingaggiare per affidarci mansioni di responsabilità - ha spiegato - Quello che oggi, a 15 anni, vi potrebbe anche sembrare simpatico, potrebbe avere delle ripercussioni negative quando ne avrete 20 di anni''.

Il comandante Roberto De Paoli e la prof.ssa Lucilla Barassi


Perciò il primo consiglio che il comandante ha rivolto agli alunni è stato ''tutelate la vostra immagine''. ''Oltre a non pubblicare foto o video compromettenti, fate attenzione anche a non divulgare troppo quelle che sono le vostre preferenze - ha proseguito De Paoli - Mi riferisco alle vostre preferenze di carattere religioso, sessuale e politico. Quel che è giusto per voi potrebbe non esserlo per altri, potrebbe intaccare i sentimenti altrui, magari proprio delle persone che devono studiarvi per assumervi''. Fare attenzione ai propri dati, secondo il comandante, è un po' come avere cura di sé stessi. ''I vostri dati, in fondo, siete voi'' ha spiegato. I rischi diventano sempre di più, poi, quando anziché divulgare qualcosa legato alla propria persona, si passa ad utilizzare i dati di altri.

VIDEO


Dati che possono essere foto, video o audio compromettenti. Il primo consiglio del comandante, al riguardo, è stato quello di non fidarsi troppo delle persone a cui inviamo del materiale che potrebbe portarci problemi. ''La vita è fatta di passioni, ma anche sentimenti come l'amicizia possono venire a meno da un momento all'altro - ha spiegato - Magari l'amicizia no? Altri sentimenti sì. Chi ti è più vicino riesce anche a farti più male''. A questo punto una studentessa ha sollevato un dubbio. ''Perché non dovrei fidarmi della mia amica? - ha chiesto - Se mando a lei delle immagini che mi ritraggono, so che rimarranno solo a lei''.

Il maggiore Roberto De Paoli


De Paoli ha quindi ribadito che la fiducia reciproca potrebbe svanire da un giorno all'altro, e un domani una propria fotografia, ad esempio, potrebbe diventare di dominio pubblico. Quando si è responsabili di una divulgazione compromettente c'è il rischio di avere grane di carattere penale. De Paoli ha messo in guardia gli studenti anche su questo aspetto. ''Se rovino la mia di reputazione è un conto, ma se rovino quella di un altro è diverso - ha proseguito De Paoli - Ci sono tantissimi aspetti. Ci sono diffamazioni, ingiurie, minacce. Tutte ipotesi di reato che possono comportare una denuncia. Ho letto l'altro giorno sulla stampa di questo caso. Una famiglia ha fatto causa ad un ragazzo che ha danneggiato su Facebook l'immagine di loro figlio. Hanno chiesto 100mila euro di risarcimento, e il giudice ha convalidato la richiesta. Ora quei genitori si ritrovano con una cifra consistente da pagare, senza contare le spese legali''.

Il luogotenente Edonio Pecoraro


Per collegarsi all'aspetto delle sostanze stupefacenti, e di quanto possano danneggiare i giovani, il comandante De Paoli ha parlato del ''lato oscuro di Internet, dove transita almeno il 70% dei dati che ci sono effettivamente sulla rete''. Da lì passa anche parte del traffico di droga. Sostanze ai quali i giovani dovrebbero stare alla larga, secondo il capitano, almeno per una ragione: non diventare dei disperati. ''Io e il maresciallo Edonio Pecoraro facciamo questo lavoro da trent'anni - ha spiegato De Paoli - E per tutto questo tempo abbiamo avuto a che fare con delinquenti e disperati. Disperati che hanno iniziato a drogarsi alla vostra età, per gioco. Vengo al dunque. Noi abbiamo ambizioni, progetti, sogni. E soprattutto abbiamo voglia di sperimentare. Però credetemi, non è necessario provare proprio tutto. Provare gli stupefacenti che ci sono oggi, ben diversi da quelli che giravano quando eravamo noi giovani, non porta da nessuna parte. Sapete anche voi quanti danni a livello celebrare provocano queste sostanze. E perciò non si può far altro che diventare dei disperati, i nostri migliori clienti''.


L'ultima raccomandazione del comandante è stata quella di evitare l'abuso di alcool. ''Si parte sempre da lì - ha spiegato prima di mostrare una video-inchiesta sulla pericolosità del bere - E' un fatto culturale, posso capirlo. Siamo i maggiori produttori di vino. Ma c'è una bella differenza tra bere un bicchiere a tavola oppure ubriacarsi con dei superalcolici. Vi invito a fare un giro nel pronto soccorso di Merate, domani sera, e vedrete quanti giovani in coma etilico che troverete''.

A.S.
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