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Scritto Martedì 13 marzo 2018 alle 17:20

Rocchetta: al termine i lavori invernali, arriva la primavera

Con l'inizio di marzo la natura comincia ad uscire dal "blocco forzato" che vive durante l'inverno, le giornate si allungano e le temperature iniziano ad alzarsi. Così per chi "lavora" in contatto quotidiano con l'ambiente è importante concludere alcune operazioni prima che la vegetazioni torni a crescere in fretta.

Questo cambiamento nel ciclo delle giornate lo vive direttamente anche Fiorenzo Mandelli, custode della Rocchetta, che è un Santuario mariano costruito a picco sul fiume Adda e che fa parte del Cammino Di Sant'Agostino, percorso ogni anno da molti pellegrini, turisti e scolaresche.
Per il custode questi mesi in cui l'afflusso di visite è notevolmente inferiore sono in realtà fondamentali per occuparsi della manutenzione del sito. Infatti la chiesina della Rocchetta sorge su un colle circondato dalla vegetazione, che necessita un difficile lavoro di gestione del verde, di taglio dei rovi e delle sterpaglie, che altrimenti nasconderebbero la chiesina.

Dopo un lavoro proficuo e costante che dura da anni, Fiorenzo con l'aiuto di pochi altri è riuscito a dare un volto nuovo al colle del Santuario, infatti dieci anni fa era impossibile vedere la chiesa, soffocata da una vegetazione incontrollata, mentre ora, grazie a tanta buona volontà, il Santuario è visibile e la vegetazione di tutti i ripidi pendii non è più soffocante e pericolosa ma ben curata.

Questo mese Mandelli ha avuto un segnale di gratificazione, magari voluto dalla fortuna o da qualcuno che sta in alto, infatti mentre si procedeva alla pulizia del costone di roccia nel lato absidale della chiesa, è stato rinvenuto un grosso buco nella roccia, molto particolare e che potrebbe far pensare ad un antico tunnel di fuga, probabilmente poi nascosto o dimenticato.

Infatti all'interno delle stanze in cui vivevano i monaci Agostiniani, che sono sotto la chiesina, è presente un'antica botola di pietra, che forse era collegata proprio con l'esterno per qualche motivo ora misterioso. Un'altra "buona novella" è l'aiuto prezioso di un nuovo volontario, Giacomo Manenti, forse anche lui inviato "da Maria", per dare una mano in questi lavori che richiedono un grande dispendio di forze stando appesi con delle funi lungo i pendii del colle.

La speranza è che anche altri si interessino del destino e della cura di questo angolo di Paradiso, che rappresenta un valore importante nella storia e nei luoghi speciali di questo nostro territorio.
Un lettore
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