Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie. Accetta
  • Sei il visitatore n° 268.982.181
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 14/06/2018

Merate: 13 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 10 µg/mc
Lecco: v. Sora: 7 µg/mc
Valmadrera: 7 µg/mc
Scritto Martedì 13 marzo 2018 alle 09:23

Brivio, un cittadino dopo una gara scrive: ''Fateli correre in direzione di Auschwitz''. Il sindaco presenta un esposto in Procura

Qualcuno questa volta l'ha fatta fuori dal vaso. E il riferimento alle “produzioni corporee” non è assolutamente casuale visto tutto il can can innescato dallo stesso “qualcuno” solo qualche giorno fa per una cagata – chiamiamo le cose con il loro nome, senza francesismi – di cane: sulla pagina "social" di Brivio, piazza più vivace di quella intitolata alla Vittoria in centro paese, un cittadino si è sentito libero di esternare tutto il suo disappunto nei confronti degli organizzatori del memorial Daniela Spada, gara inserita nel campionato italiano di corsa su strada "targato" Csi, con 500 giovani atleti al via nonostante la pioggia battente che non ha dato tregua un istante in una grigia domenica d'inverno che, a riflettori spenti, ha assunto tinte funebri. C'è da restare basiti, infatti, nel leggere quanto postato dal briviese, con i suoi strali fortunatamente condannati "in tempo" zero da altri utenti dell'agorà virtuale e poi spariti per essere sostituiti con un testo "epurato", a sua volta rimosso nel giro di qualche ora e ri-sostituito con delle scuse che suonano un po' come "è tutta colpa della mia incapacità di utilizzare il cellulare" (peccato che certi concetti non si compongano da soli,  è stato immediatamente ribattuto da coloro che non credono agli asini volanti).
"Complimenti per la manifestazione di oggi!!! Per una corsa di nessuna importanza ha paralizzato il paese!!! Chi era a casa nn poteva uscire in macchina, chi era fuori nn poteva tornare a casa!!! Che schifo!!! Non si è libero di fare quello che si vuole!!! Fateli correre in direzione di Auschwitz!!! Per non dar fastidio ai cittadini!!!" recitava il post incriminato, scritto probabilmente non solo senza due "o" necessarie ma anche senza comprendere fino in fondo il peso del concetto espresso, capace di evocare una delle pagine più raccapriccianti della storia - recente - dell'umanità.
"Ho presentato un esposto in Procura" ha dichiarato nel tardo pomeriggio il sindaco Federico Airoldi, dando dunque seguito alla volontà di prendere in mano la situazione, già espressa nella serata di ieri, condannando pubblicamente il messaggio definito come "una vergogna ed un'offesa per tutto il paese".
"Quel post ha rappresentato un insulto a tutta la cittadinanza, a chi si è impegnato nell'organizzazione, ai bambini che hanno corso, ai loro genitori e agli allenatori che li hanno accompagnati" ha argomentato il borgomastro. "Quando a sbagliare sono stati dei ragazzini che hanno vandalizzato in una notte il centro, siamo intervenuti presentando formale denuncia. Anche in questo caso abbiamo ritenuto di dover dare un segnale: adesso basta!" ha aggiunto, difendendo a spada tratta l'operato di chi ha gestito la manifestazione. "Non è vero che il centro è rimasto completamente bloccato per tutta mattina: Paolo Mandelli ha schierato ben 60 volontari, in collegamento radio tra loro, con una bici di testa e una di coda ad ogni partenza. Ciò ha permesso di riaprire il passaggio alle auto nei momenti in cui vi erano pause. Anche se così non fosse stato, nessuno può permettersi di scrivere una frase del genere, che, nel 2018, va contro la dignità umana". Segnalato poi dal sindaco anche il comportamento dell'amministratore del gruppo che, autorizzando la pubblicazione del messaggio, a suo giudizio, avrebbe avallato lo stesso.
L'esposto finirà probabilmente in nulla. "L'adesso basta" di Airoldi si spera riecheggi invece più del tempo di un amen...
A.M.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco