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Scritto Martedì 13 marzo 2018 alle 08:31

GDF PARMA: OPERAZIONE ''CocktOIL'', SGOMINATA UN’ASSOCIAZIONE CHE CONTRABBANDAVA PRODOTTI ENERGETICI

Si è conclusa nella mattinata odierna - con l’esecu zione di cinque misure di custodia cautelare e la denunzia a piede libero di ulteriori 13 responsabil i – l’“Operazione “CocktOIL” che ha consentito di smantellare un’associazione a delinquere finalizzat a al traffico internazionale di prodotti petrolifer i ed alla commissione di plurimi reati tributari e fa llimentari. Le indagini, durate ben due anni, sono state condot te sotto il coordinamento e la direzione della Procura della Repubblica di Parma, dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Parma e dall’ Ufficio delle Dogane di Parma. L’attività investigativa, eseguita anche mediante l ’ausilio di attività tecniche, ha permesso di ricostruire le complesse attività fraudolente poste in essere da un sodalizio criminale che operava tramite due distinti impianti di distribuzione di p rodotti petroliferi gestiti da altrettanti consorzi di autotrasporto di merci su strada con sede a Fontevi vo (PR). Oltre a ciò, l’organizzazione illecita poteva contare - nel resto del territorio nazionale - su altri soggetti con compiti e ruoli ben defini ti. Il fenomeno illecito ricostruito dagli inquirenti s i è concretizzato nell’introduzione nel territorio nazionale di prodotti energetici classificati come “oli lubrificanti”, fiscalmente assoggettati alla s ola imposta di consumo, ma di fatto utilizzabili anche per l’autotrazione alla stessa stregua del gasolio che, tuttavia, per lo specifico uso, sconta il paga mento sia dell’IVA che delle accise, con un’incidenza sul prezzo finale di circa il 70%. I meccanismi di frode posti in essere dall’organizz azione, al fine di sottrarre i prodotti all’imposizione e sfuggire ai controlli dell’Ammini strazione Finanziaria, si sono progressivamente evoluti negli anni. Nell’arco di tempo compreso tra il 2014 ed il 2015, i due consorzi hanno operato - tramite intermediari commerciali di comodo - acquistando pa rtite di olio lubrificante in diversi Paesi comunitari, in genere dell’Europa centro-orientale, dove tale prodotto non è assoggettato ad imposta di consumo. La merce raggiungeva l’Italia in regime di “transit o”, scortata da documenti, non monitorati dal sistema comunitario, che attestavano una fittizia d estinazione in un altro Paese dell’Unione (in genere Grecia, Cipro e Malta). Giunto in Italia, il conducente dell’autocisterna r iceveva dall’organizzazione un falso Documento di Accompagnamento Semplificato (DAS), da cui risultav a un trasporto di gasolio nonché, quale provenienza e destinazione, due vere e proprie soci età “cartiere”, di fatto inesistenti. Il prodotto raggiungeva così il sito industriale di Fontevivo, ove veniva scaricato ed immesso in consumo in completa evasione di imposta, con la con seguente alterazione del mercato e delle regole della corretta concorrenza. Guardia di Finanza Comando Provinciale Parma Per regolarizzare la contabilità, erano poi adottat i vari espedienti, tra i quali l’utilizzo di fattur e per operazioni inesistenti emesse da società “cartiere” compiacenti nonché l’annotazione e la conservazione dei DAS falsificati. A partire dal 2015, per ridurre i rischi derivanti dai molteplici passaggi intermedi, l’associazione h a modificato il meccanismo illecito alla base del sis tema di frode, provvedendo a rifornirsi di partite di olio lubrificante, del tipo SN80, direttamente p resso raffinerie nazionali. Il prodotto, formalmente, era acquistato tramite la fittizia intermediazione commerciale di società dell’est Europa e destinato ad altri operatori dell ’Unione Europea, così da legittimare l’estrazione dalla raffineria senza versamento dell’imposta di c onsumo né addebito dell’IVA in fattura. Tuttavia, anche in questo caso, l’olio - scortato d a un semplice documento di trasporto non monitorato telematicamente a livello comunitario - anziché uscire dal territorio dello Stato veniva dirottato a Fontevivo ed immesso in consumo illecit amente. Le indagini hanno permesso di accertare che l’assoc iazione criminale ha immesso fraudolentemente in consumo circa 5,4 milioni di litri di prodotto energetico, evadendo circa 7 milioni di euro per quanto concerne le Imposte Dirette, l’IVA e l’ IRAP, nonché 5 milioni di euro di accise. L’associazione, inoltre, si è resa responsabile del fallimento di uno dei due consorzi coinvolti, con il precipuo scopo di non assolvere agli oneri tribu tari e sottrarsi al pagamento di quanto dovuto. Le cinque ordinanze di custodia cautelare agli arre sti domiciliari, emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma su rich iesta della Procura della Repubblica, sono state eseguite dalle Fiamme Gialle nei confronti dei prin cipali responsabili del sodalizio, tutti di nazionalità italiana, residenti tra Parma e la Lomb ardia e gravati da numerosi precedenti penali, anche specifici. Ulteriori 13 persone, con ruoli minori nell’illecit a attività, sono state denunciate a piede libero. Gravi i reati contestati: associazione a delinquere finalizzata alla s ottrazione al pagamento delle accise sugli oli minerali ed alla commissione di re ati tributari e fallimentari, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e falsificazione di documenti. Tre società ed i relativi complessi aziendali sono stati sottoposti a sequestro preventivo. Nei confronti di cinque degli indagati è stato inol tre operato il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, di beni e disponibilità finanziari e per un importo complessivo pari a circa 3,5 milioni di euro. L ’operazione appena conclusa è senz’altro indicativa del costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopo li nel contrasto dei fenomeni fraudolenti perpetrati nello specifico settore, con la duplice finalità di tutelare la pretesa erariale e di preservare la correttezza del mercato.
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