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Scritto Domenica 11 marzo 2018 alle 08:25

Osnago:presa in carico dei cronici, medici perplessi ma 'obbligati' a diventare gestori

Da quando è stata presentata, la presa in carico dei pazienti cronici lombardi ha fatto parecchio discutere. Divide i medici di base (il 55% di loro pare non abbia aderito) e preoccupa gli stessi ammalati, ai quali nelle scorse settimane sono state recapitate le prime lettere che li avvisano della possibilità di ''arruolarsi'' nel nuovo sistema.

L’associazione ''ProgettOsnago'', con l’incontro di venerdì 9 marzo, ha pensato di sviscerare i contenuti di questa riforma, in modo da renderla più chiara ai cittadini, invitando nella sala civica Sandro Pertini di via Rimembranze, un medico di base, il milanese Tullio Cottatellucci, e due esponenti di ''Medicina Democratica'', il responsabile delle vertenze giudiziarie Fulvio Aurora e la componente della commissione femminile Elisabeth Cosandey. Nelle battute finali della serata si sono inseriti nel dibattito anche i medici condotti osnaghesi, le dottoresse Laura Rossi e Maria Cristina Brambilla, un cardiologo e una operatrice sanitaria dell’ospedale Mandic.

Il medico di base milanese Tullio Cottatellucci

Tutti concordi nel timore che la riforma, per come è strutturata, potrebbe minare l’efficienza del sistema sanitario pubblico della Regione, nonostante di aspetti positivi ve ne siano. Quello che preoccupa di più, infatti, ed è stato rimarcato da quasi tutti i professionisti intervenuti, è proprio la possibilità per le strutture private di proporsi come gestori del malato cronico. ''Vi invito a leggere la lista dei gestori, pubblicata per ogni territorio sul sito delle Ats'' ha commentato a riguardo Fulvio Aurora, elencando la lunga serie di Srl e Spa che si sono già proposte come gestori in Regione. Un grosso rischio, secondo il dottor Cottatellucci, è che la maggior parte di questi enti fungeranno anche da erogatori del servizio.

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''E’ possibile che i privati spingano i malati di affidarsi a loro, perché erogano il servizio e dunque ricevono il budget previsto come compenso – ha commentato il medico di base milanese – E’ soprattutto per questo, anche se a malincuore, ho deciso di diventare un gestore. Mi sono associato ad altri medici, e proprio in queste settimane stiamo organizzando un call center. Lo faccio per i miei pazienti cronici. A chi è già venuto nel mio studio con la lettera che hanno ricevuto ho detto che farò il gestore, ma di aspettare comunque a sottoscrivere il patto di cura con me, per vedere se ci saranno novità''.

Una posizione condivisa anche dalle dottoresse Brambilla e Rossi. Entrambe hanno scelto di diventare dei gestori. ''Come la stragrande maggioranza dei nostri colleghi, in particolare della sede territoriale, abbiamo aderito senza ben sapere a cosa andremo incontro, a cosa andranno incontro i nostri pazienti – ha commentato la dottoressa Brambilla – Ma siccome c’erano delle scadenze e il rischio era quello di rimanerne fuori, siamo diventati gestori. I miei pazienti li ho sempre gestiti io, li ho mandati dal cardiologo quando serviva, dall’oncologo quando non potevo avere la situazione sotto mano''.

Da sinistra, Elisabeth Cosandey di Medicina Democratica, il dr. Cottatellucci e Fulvio Aurora, referente anch’egli di MD

Per quanto quindi molti aspetti siano n dubbio, sembra esserci ancora del tempo per farsi trovare pronti. La riforma partirà dal 1° gennaio del 2019, secondo quanto ha riferito all’assemblea il dottor Cottatellucci. All’apparenza, il suo funzionamento non sembra così complicato. I malati cronici potranno scegliere se affidarsi ad un gestore, dopo aver firmato il cosiddetto patto di cura e ricevuto il proprio piano di assistenza individuale, oppure proseguire i rapporti con il medico di medicina generale come sempre. Ad ogni modo, i pazienti riceveranno attraverso il piano di assistenza le indicazioni di quali esami svolgere durante un anno intero. Secondo Cottatellucci, una migliore pianificazione potrebbe sicuramente giovare alla salute dei pazienti, nonostante una criticità rilevata dal medico milanese sia quella di essere stata studiata su base statistica e non medica. In sostanza, due diabetici potrebbero non aver bisogno degli stessi esami, mentre sembra che la presa in carico formulata dalla Regione tenda a standardizzare i piano di assistenza.

Le dottoresse di Osnago: Laura Rossi, a sinistra, con Maria Cristina Brambilla

Fulvio Aurora, responsabile vertenze giudiziarie di Medicina Democratica

''Noi l’abbiamo letta tutta, consiste in un documento di 300 pagine – ha commentato Flavio Aurora - Un documento approvato solo dalla Giunta Regionale. Ci siamo uniti a tanti altri comitati e abbiamo deciso di fare ricorso al Tar. La Regione, nonostante questo, sembra andare avanti spedita. Ma ci sono aspetti che potrebbero essere bocciati dal Tribunale''. Anche Elisabeth Cosandey ha puntato il dito contro la giunta regionale nel suo intervento. ''Crediamo che un provvedimento di questa portata doveva passare almeno dal consiglio – ha commentato – E invece ci sono solo una serie di delibere di Giunta. Ma le criticità, a mio avviso, sono ben altre. Quello che non trovo in questa riforma sono gli obiettivi di salute. Hanno elaborato un piano, e non dicono dove vogliono andare. Qui non si parla di salute, e anche l’assessore l’ha presentata con una leggerezza tale, dicendo noi conosciamo gli input (il bisogno di rendere più efficiente il sistema che si occupa dei cronici, ndr) ma non conosciamo gli output (il risultato sanitario che si vuole ottenere, ndr). Noi cominciamo, poi vediamo come va. Questa cosa mi lascia perplessa almeno quanto la libertà di scelta che è stata applicata sia per i medici che per i malati”.

Elisabeth Cosandey, commissione femminile di Medicina Democratica

L’intervento più polemico è arrivato verso la fine dell’incontro da un’operatrice sanitaria del Mandic, e ha riguardato ancora il privato e il suo rapporto con questa riforma. Questa, a suo avviso, sarebbe l’ennesima dimostrazione di come il sistema sanitario pubblico stia inesorabilmente perdendo terreno di fronte agli interessi di chi è pronto a speculare sulla salute dei lombardi, guardando soltanto al profitto.
A.S.
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