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Scritto Giovedì 08 marzo 2018 alle 19:17

Lomagna, Adorni: dal Teleriscaldamento a LRH fino alla Tari. Il dissenso col gruppo

Il tema del progetto sulla "Multiutility del Nord Lombardia" rischia di aprire il vaso di Pandora all'interno del gruppo di maggioranza a Lomagna. Nel Consiglio comunale di questa sera, giovedì 8 marzo, è assai probabile che emergeranno delle frizioni. Il consigliere Lorenzo Adorni si discosterà dalla linea impressa dalla Giunta. La prima criticità sta a monte del progetto, secondo Adorni. Riguarda la possibilità di avere accesso alla documentazione completa sull'operazione che coinvolge le società partecipate di Lario Reti Holding.

Il consigliere Lorenzo Adorni


Come noto, sono state censurate alcune informazioni da LRH che possono essere visionate a patto che si sottoscriva un Impegno di Riservatezza. Gli amministratori locali che lo firmano sono vincolati alla segretezza per la durata di tre anni. Adorni ne contesta il principio e la correttezza nell'applicazione della normativa. «I consiglieri comunali dovrebbero conoscere tutti i dettagli per poter formare un giudizio su questioni complesse che riguardano le nostre società pubbliche. Il Testo Unico degli Enti Locali fornisce già tutte le garanzie di accesso e riservatezza. Ho fatto richiesta in Comune di accesso agli atti - ha dichiarato Adorni - e solo oggi [ieri, 7 marzo, ndr] ho ricevuto della documentazione aggiuntiva e non completa di cui l'amministrazione era in possesso. Il problema è che i documenti integrativi non sono stati inoltrati fin da subito ai consiglieri». A questa premessa, si aggiungono poi le considerazioni sull'operazione di aggregazione societaria. Il Comune di Lomagna sarà uno dei pochi a rigettare l'approvazione del progetto. Lorenzo Adorni non nasconde che la sua posizione è differente: «Il punto è: valorizziamo il patrimonio dei cittadini o torniamo indietro? Io sono per valorizzare il patrimonio dei cittadini. A2A non è il mostro dipinto da molti. Sì, risponde a logiche di mercato, ma a volte è meglio così». Al momento del voto, il consigliere ha anticipato che non seguirà l'indirizzo della Giunta. «Non sarà il migliore progetto possibile, ma è valido. Il sindaco - ha aggiunto Adorni - pensa che il gas andrebbe tolto dalle attività di Lario Reti Holding, ma la proposta arriva fuori tempo massimo. Le prospettive erano ravvisabili già da qualche anno». Esternazioni nette contro il proprio gruppo che evidentemente hanno radici più profonde del singolo episodio. E l'esponente di "Impegno Civico per Lomagna" lo conferma. «Esiste un problema di come vengono determinate le scelte. C'è una modalità, soprattutto sui temi sovracomunali, che non è molto condivisibile. Se ne discute, però quando è già stata data la linea». La memoria non può che tornare al marzo di un anno fa, quando Adorni stesso aveva presentato una mozione sul progetto di Teleriscaldamento di Silea. L'obiettivo era quello di evidenziare la centralità del Consiglio comunale nelle scelte e vincolare il sindaco Stefano Fumagalli a passare dal Consiglio comunale prima di assumere delle decisioni. La modifica in extremis apportata dal consigliere stesso aveva mitigato la portata della mozione, inserendo dei riferimenti a un documento sottoscritto dai sindaci del Meratese e Casatese. Per questo era stata approvata all'unanimità. In quella seduta il primo cittadino aveva tuttavia commentato: «Da un certo punto di vista può sembrare quasi una sorta di mancanza di fiducia dell'organo amministrativo sul prendere queste decisioni. Mancanza di fiducia, perché se dichiaro in Consiglio comunale o comunico che abbiamo fatto questa lettera e aspetteremo le risposte di Silea prima di prendere qualsiasi altra decisione, vincolarlo con una mozione può sembrare quasi: "non crediamo a queste parole". Però ci sta, nel senso è giusto ed è corretto che si mettano dei paletti». Ora il consigliere Adorni denuncia: «Quella mozione è stata messa nel cassetto. Manca una visione complessiva sulle prospettive dell'impianto. Il tema Silea deve essere affrontato con più calma. Se si fa arrivare la spazzatura da fuori provincia, l'utilità per il territorio viene meno». Restando sui rifiuti, ma in termini più concreti, il consigliere non condivide la politica di redistribuzione delle tariffe della TARI. «Con l'introduzione del bidone giallo i cittadini si aspettavano una diminuzione della tassa. Forse sarebbe stato meglio porre degli incentivi per le utenze domestiche anziché alle imprese».

Nel Consiglio comunale di oggi verrà presentato e approvato anche il Programma Triennale delle Opere Pubbliche. Già in una lettera pubblicata ieri su questa testata [clicca QUI] Lorenzo Adorni aveva manifestato delle criticità, su cui non retrocede, anzi. «È poco più che un "Piano di asfalti". Manca una prospettiva di cosa questa amministrazione vuole lasciare al paese. Una delle poche cose realizzate è stata la centrale a biomassa, che forse era meglio non fare». Le divergenze con il proprio gruppo consiliare paiono essere numerose - di metodo e di merito - e a occhio difficilmente sanabili. Al momento il consigliere nega la possibilità di dimissioni o di formazione di un nuovo gruppo. Non ci sono nemmeno gli estremi per aderire a "Insieme per Lomagna" di Mauro Sala. «Su alcuni temi c'è condivisione, come su Silea - ha ammesso Adorni - ma la minoranza porta avanti delle battaglie politiche che non condivido. Ne è un esempio l'ultimo caso su "piedibus-richiedenti asilo" [clicca QUI]».
M.P.
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