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Scritto Martedì 13 febbraio 2018 alle 18:25

I pendolari beffati dall'ennesima ''grana'' di Trenord

E anche oggi ecco puntualmente servito l'ennesimo disservizio di Trenitalia ai suoi fedeli ma purtroppo obbligati pendolari : dopo i guasti tecnici, le soppressioni a sorpresa e senza spiegazione, i ritardi ormai cronici, e la lunga lista di disagi sulle condizioni delle carrozze (sporcizia, degrado, impianti di condizionamento rotti con meteo nel vagone che viaggia dal freddo polare al caldo tropicale) oggi una new entry : treni come al solito in ritardo ma, citando alla lettera Trenord, a causa di "lavori programmati gli impianti di circolazione della stazione di Milano Porta Garibaldi che è stato necessario prolungare". 

Una motivazione nuova da aggiungere all'elenco sempre più lungo dei malesseri delle ferrovie lombarde.
Se la parola d'ordine, in un Paese al passo con i tempi e in una Regione che si crogiola nel suo primato di area più produttiva e moderna d'Italia , dovrebbe essere più trasporto pubblico e più mobilità sostenibile, in Lombardia il motto è semmai il contrario : vi invitiamo a usare la macchina perche il trasporto ferroviario è ormai sull'orlo dell'insostenibilità.
La solidarietà ai pendolari non basta più, nonostante le costanti , inutili e imbarazzanti, poiché smentite dai fatti, dichiarazioni di efficienza regolarmente elargite dai vertici di Regione Lombardia. Come ha ulteriormente dimostrato anche l'incidente di Pioltello di poche settimane fa, bisogna agire, non ci stancheremo mai di dirlo anche se sembrano osservazioni basilari e ovvie : è necessario rivoluzionare il trasporto ferroviario lombardo investendo su nuovi treni, moderni e funzionanti, con un notevole cambio di passo che attraverso una gara europea, ottenga anche un ammodernamento del materiale rotabile, una migliore qualità e sicurezza del servizio e un controllo dei costi.
Lo dobbiamo a chi ogni giorno per studiare, lavorare, muoversi guarda ad un trasporto efficiente e sicuro in linea con gli standard degli altri paesi europei.
Raffaele Straniero, Marta Comi, Sergio Pini, Anna Niccolai
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