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Scritto Domenica 11 febbraio 2018 alle 21:27

Porto d'Adda: una serata per parlare di trail e di solidarietà

Bilancio decisamente positivo per l'incontro che si è tenuto presso l'oratorio Sacro Cuore di Porto d'Adda: non solo i presenti hanno trascorso una piacevole serata, ma più di 260 euro sono stati raccolti a favore dell'associazione LND Famiglie Italiane.


"Trail & solidarietà", questo il titolo dell'iniziativa organizzata da "i Corsari" di ASD Equi-Libri con il patrocinio del comune di Cornate d'Adda, ha visto protagonista il Trail, appunto, una disciplina che Roberto Beretta conosce bene e pratica da ormai dodici anni. È attraverso i suoi racconti che si è potuto conoscere un po' di più questo sport "di nicchia".
Orsola Fumagalli, presidentessa de "i Corsari", ed il coordinatore Lucio Celedi hanno voluto ringraziare i presenti ed omaggiare della loro maglietta Monica Airoldi a nome dell'oratorio di Porto, Roberto Beretta e l'assessore allo sport Annamaria Arlati, la quale si è complimentata con l'associazione per la loro attività.

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Poi Roberto ha preso la parola: "Fare una serata al mio paese (sono di Cornate) non è una cosa usuale perchè siamo in pianura, lo sport che pratico si fa in montagna, è un po' minoritario e sapere che c'è gente che può essere interessata per me è molto importante perchè ci credo. Non tanto nello sport in sè e per sè ma per quello che mi ha insegnato".
Infatti è proprio durante una gara che è venuto a contatto con una realtà che gli sta molto a cuore: l'associazione Famiglie Lesch-Nyhan, che si occupa di portare assistenza alle famiglie di bambini e ragazzi affetti dalla sindrome Lesch-Nyhan.

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Lo zio di un ragazzo malato di LND era atteso ad una stazione della corsa dal nipote e Roberto aveva fatto una foto con entrambi. Poi aveva ricontattato lo zio e così è nato un forte legame: ora all'arrivo porta sempre stretta in mano la maglia dell'associazione che reca il loro motto "RARI NON VUOL DIRE ESSERE SOLI" e raccoglie fondi per loro.
Anche la serata di venerdì dava la possibilità ai presenti di contribuire a questa valida causa e in rappresentanza delle LND Famiglie Italiane ONLUS è stato chiamato a spiegare cosa vuol dire convivere con la malattia Gerardo Turani, che vede gli effetti della sindrome sul figlio: "siamo riusciti a delineare attraverso una ricerca scientifica una strategia per aiutare i propri figli".
La vicinanza a chi la malattia la deve vivere ogni giorno negli occhi di un famigliare infatti consiste soprattutto nel portare sostegno e nel cercare di capire insieme come educare e far crescere questi ragazzi nella vita di ogni giorno "devi aiutarli a fare tutto, devi ingegnarti a farli stare bene attraverso il modo in cui gli rispondi, come li tratti. A volte ci si arrabbia perchè fa delle cose che non sono normali per altri bambini. Se non ci fosse l'associazione, sarebbe una vita impossibile da genitore". LND sta per Leisch-Nyhan Disease, malattia rara che porta in molti casi all'autolesionismo, all'incapacità di muoversi e di esprimersi, tuttavia chi ne è colpito è totalmente cosciente e percepisce tutto ciò che gli succede intorno.


Poi Roberto ha ripreso la parola per raccontare dell'UltraTrail: "io personalmente ho sempre legato la corsa a qualcosa che mi portasse a vedere posti nuovi e conoscere persone nuove, frequentare i miei amici e divertirmi con loro. Divertirmi con loro ci ha portati a fare "beneficenza", che in realtà non lo è: negli anni siamo riusciti ad aiutare qualche associazione. Se andiamo a bere una birra e spendiamo 17 euro, mettiamo 20 euro e il resto lo accantoniamo. Ogni 6 mesi riusciamo a donare qualcosa a chi ne ha bisogno". È una passione quindi l'UltraTrail: la passione di correre per sentieri. Si associa questo sport alla montagna perchè è l'ambiente che più si presta per percorrere chilometri e chilometri, ma in realtà si pratica facilmente anche nelle nostre zone. "Ho iniziato perchè quando ho portato mio figlio piccolo, che oggi ha 14 anni, in braccio sulle scale e sono arrivato al primo pian col fiatone mi sono detto "non ci siamo". Così ho iniziato a correre" da quel momento Roberto non si è più fermato.
Per far capire cos'è veramente il Trail Roberto ha mostrato un filmato che ripercorre il percorso del Tor de Geant, gara che si tiene ogni anno in Valle d'Aosta: 330 km su un dislivello di 24 mila metri. "E' un video significativo" ha spiegato "perchè all'inizio si vedono tutti i partecipanti scanzonati e sorridenti, fino alla fine, dove si vedono persone con i piedi medicati. Si passa dal ridere al piangere. Questo è il bello del Trail: che fa provare sentimenti contrastanti''.
Questi stessi sentimenti sono raddoppiati se li si vivono in coppia: insieme all''amico Filippo Cesario lo scorso agosto Roberto Beretta ha percorso la Petite Trotte à Léon. La particolarità della PTL è che si deve correre in gruppi di tre, di cui al massimo uno si può ritirare.
Filippo ha ricordato le fortissime emozioni provate: la terribile fatica e la stanchezza lacerante, ma poi l'enorme soddisfazione, per lui che negli anni precedenti non era mai riuscito a completare il percorso perchè entrambi i suoi compagni avevano sempre ceduto, tagliare il traguardo con un grande amico. "Quando arrivi alla fine della gara ti chiedi "come ho fatto a fare 300 km?" grazie a lui" ha detto Filippo, riferendosi a Roberto "che era molto più lucido di me in certe situazioni non semplici. Infatti gli dico sempre grazie perchè se non ci fosse stato lui difficilmento penso che sarei arrivato alla fine".
Al termine della serata "i Corsari" hanno deciso che parte del ricavato di "Corri con energia" sarà devoluto all'associazione LSD Famiglie.
Federica Frigerio
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