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Scritto Lunedì 22 gennaio 2018 alle 08:05

La fuga dai social network

In questi mesi si sta consumando una storia che era destinata, in un modo o nell'altro, ad entrare in crisi. Intendiamoci gli utenti dei Social sono ancora tantissimi, tuttavia, si va manifestando una tendenza diversa rispetto al passato: in molti abbandonano, lasciano i Social . Ci sono quelli disgustati e quelli semplicemente stufi. Ma la notizia é che l'inversione di tendenza sembra ormai avviata e consolidata. Fondatori e ideatori di importanti siti Social che fanno pubblica ammenda e addirittura chiedono ai loro figli di non usarli, personalità illustri della cultura e dello spettacolo che abbandonano disgustati, giovani pentiti che ritengono di aver esaurito il loro tempo da dedicare alla relazione web. Insomma ci stiamo rendendo conto della differenza fra la relazione virtuale e quella reale. Dopo anni passati a parlare con sconosciuti alla ricerca di un " mi piace " o di un "follower" ci siamo, finalmente, svegliati da un letargo che rischiava di consegnare generazioni di utenti agli " arresti domiciliari volontari", proprio come la macchietta imitata perfettamente da Crozza in Napalm51. La fuga dai Social ritengo sia qualcosa di positivo, una moda che si va esaurendo, una dipendenza dove gli eccessi possono essere problematici se non pericolosi. Ritornare ad una vita sana fatta di relazioni autentiche e reali, evitando la spirale di tensioni che spesso vengono alimentate da pleonastiche e stupide polemiche e volgarità di ogni tipo nascondendosi dietro una tastiera, mi sembra un orientamento da incoraggiare. Francamente non posso dire se questo nuovo scenario che si apre sui Social network coincida con una crisi dello strumento, di sicuro, almeno personalmente, ritengo di doverla salutare come un buon auspicio, in particolare per coloro che ne facevano abuso, per riprendersi in mano la libertà di una vita vera e autentica, non passata ad inseguire dei post altrui o sterili polemiche che non portano da nessuna parte.
Sono consapevole che non mancheranno critiche ad un messaggio come questo, ma sono altresì convinto che sia importante segnalare un orientamento che si va facendo strada e forse rappresenta una vera e propria svolta nella storia dei Social che hanno comunque segnato un'epoca . Non è un de profundis, ma anche questa corazzata, che sembrava inaffondabile, comincia a manifestare i segni di stanchezza e un certo rigetto psicologico da parte dell'utenza.
Corrado Valsecchi
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