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Scritto Sabato 20 gennaio 2018 alle 09:00

Merate:le celebrazioni per primi 90 anni della sezione alpina partono dal ricordo di Nikolajewka e un aiuto ai terremotati

Per gli alpini meratesi il 2018 sarà un anno speciale, incominciato nel migliore dei modi. Sono trascorsi 90 anni da quando i nonni, e per alcuni i papà delle penne nere che oggi compongono l'inarrestabile squadra di volontari sempre pronti ad aiutare il prossimo fondarono la sezione a Merate. Cinque anni dopo quella di Lecco, 15 anni prima della tragica battaglia di Nikolajewka, il cui ricordo è ancora come un solco doloroso nel cuore di ogni alpino. Il 2018 della sezione meratese parte da quel ricordo, innanzitutto, dalle 75 primavere trascorse da quando decine di migliaia di giovani combattenti schierati tra la fila dell'esercito italiano si infransero contro l'armata rossa, straziati dal gelo e stremati da un viaggio logorante.

Giovanna De Capitani sindaco di Cernusco, il sindaco di Merate Andrea Massironi e l'assessore di Lecco Salvatore Rizzolino

I vessilli, i cappelli con la penna, la corona di alloro, le fasce tricolori addosso alle autorità civili, le medaglie sul petto di quelle militari, i colori che hanno illuminato il Municipio e ogni squillo di tromba hanno contribuito a rendere l'atmosfera in piazza degli Eroi a Merate, intorno alle 20 di venerdì sera, solenne e patriottica. Ancora di più quando il vessillo della sezione alpina di Lecco ha fatto il suo ingresso nella piazza, aprendo una breccia fra gli alpini rigorosamente schierati e sull'attenti. E più ancora quando la banda ha intonato l'Inno di Mameli, seguito dalle voci dei presenti, quando il Coro Stelutis ha intonato una canzone a cappella e quando le autorità hanno portato gli onori ai caduti.

Il capogruppo ANA di Lecco Marco Magni, il sindaco Massironi e il maggiore dei Carabinieri di Merate, Roberto De Paoli

Poco dopo, durante la parata, gli alpini hanno dato ulteriore dimostrazione di unità e compattezza, sfilando tra le vie del centro cittadino in una scia lunghissima di uomini e donne, qualche bambino, sindaci, assessori e volontari delle associazioni meratesi. La celebrazione del 90esimo anniversario di fondazione è stata un'occasione per incontrare vecchie conoscenze, giunte persino da Monza e Varese per dimostrare la loro vicinanza ai colleghi di Merate in una ricorrenza tanto importante. La marcia per le strada ha raggiunto in breve tempo la chiesa di Sant'Ambrogio, dove è stato possibile per tutti riflette più a fondo sul significato del ricordo, il senso che ha il mantenere viva l'immagine dei soldati morti in battaglia e dell'impegno di molti altri uomini che nel tempo hanno reso grande l'immagine degli alpini.

VIDEO



Don Luigi Peraboni, il parroco che ha officiato la Santa Messa, ha contribuito parecchio affinché la riflessione fosse il più possibile profonda, dopo l'introduzione del capogruppo della sezione alpina di Merate Claudio Ripamonti, il quale ha raccontato che cosa è stata la battaglia di Nikolajewka per molte penne nere. Il parroco, dopo la lettura del vangelo, ha concentrato l'attenzione su tre verbi.

Don Luigi Peraboni

Il maggiore Roberto De Paoli, il luogotenente Edonio Pecoraro e Roberto Airoldi dei Vigili del Fuoco

''Il primo è ricordare, quello più scontato - ha spiegato - L'importanza del ricordo, l'importanza di fare memoria, di ricordare ciò che è accaduto, di non abbandonare all'oblio, di non nasconderlo, di non camuffarlo, di non cambiarlo, ma ricordare. Ricordare è un impegno, una responsabilità, ricordare è un modo anche per riconoscere che chi ci ha preceduto ha avuto una storia una libertà una dignità e ci ha quasi in qualche modo lasciato un segno. Ma non basta ricordare, dobbiamo approfondire, e quando un cristiano legge il Vangelo, e legge perciò di guardare con fiducia al futuro, ha potremmo dire un atteggiamento fondamentale, l'atteggiamento del lodare, ringraziare. Ecco il secondo verbo. Cosa dice Gesù, poi, nel Vangelo che abbiamo appena letto? Se accendi una candela dove la metti? Sotto il mobile o sotto il letto? Non avrebbe senso. La luce deve essere messa sul candelabro perché possa illuminare. Ecco il terzo verbo: illuminare''.
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Secondo il prevosto, ricordare è necessario per avere sempre in mente quel che è stato il passato, lodare per vivere il presente e illuminare per guardare al futuro con maggiore chiarezza. Ci ha pensato poi il sindaco della città, Andrea Massironi, a portare l'attenzione su quello che gli alpini meratesi stanno attuando di importante nell'ultimo periodo, dopo un discorso sul ricordo. ''Mentre sfilavo con voi, guardavo i vostri vessilli e mi sono chiesto che senso ha tutto questo - ha affermato il primo cittadino - Ricordate la battaglia di Nikolajewka come fosse ieri, e ho capito che la risposta è molto semplice, e cioè che ricordare è molto importante. E questo vi ha permesso di mantenere i vostri valori, anche se quello ricorrente della nostra società è l'egoismo, voi siete dei veri esempi per i giovani in quanto a onestà, altruismo, senso del dovere. Con le ultime tragedie accadute nel centro Italia avete dimostrato ancora una volta che quando c'è bisogno, gli alpini rispondono sempre presente''.

I sindaci e le autorità civili presenti alla cerimonia degli alpini

Il coro alpino ''Stelutis'' di Brivio

Dopo l'intervento del presidente provinciale Flavio Polano, che ha voluto sottolineare quanto sia importante ''non perdere la memoria storica per formare le generazioni future'', il capogruppo degli alpini di Lecco, Marco Magni, ha infatti parlato dell'impegno delle sezioni lecchesi, che hanno trovato l'appoggio di quelle di Monza, di Varese e della Valsassina (ecco il perché della loro presenza venerdì sera), in supporto delle popolazioni terremotate. ''E' stato un anno bellissimo e intenso - ha commentato - L'ennesima dimostrazione che gli alpini non si fermano davanti a niente''. I festeggiamenti per il 90° anniversario della sezione alpina di Merate, nonostante la serata di venerdì sia stata molto intensa, sono appena all'inizio.

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A.S.
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