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Scritto Sabato 13 gennaio 2018 alle 15:07

Merate: via libera all’atto di indirizzo per la cessione di Acel e Lario Reti gas nella Multiutility  del Nord per gas e energia

La prima seduta del 2018 del Consiglio Comunale di Merate è stata interamente, o quasi, dedicata al progetto di cessione da parte di Lario Reti Holding delle controllate Acel Service Srl e Lario Reti Gas Srl nella nuova società che dovrebbe chiamarsi "Multi-utility del Nord Lombardia", un'aggregazione di aziende a capitale pubblico attive nei settori di gas e energia di Monza, Como, Sondrio, Varese e Lecco. L'operazione studiata dagli analisti di Price Waterhouse Cooper prevede che le municipalizzate coinvolte nella fusione confluiscano nella "nuova" Acs-Agam, quotata in borsa il cui socio principale sarà A2A (25% comune di Milano, 25% comune di Brescia, 46% altri azionisti , 3% Norges bank, 0,8% A2A azioni proprie) che dovrebbe detenere il 40% delle azioni. Acs-Agam è la società che si occupa di gas e energia per i comuni di Monza e Como che la controllano rispettivamente al 27,1% e al 24,8% mentre il restante delle azioni è ripartito tra A2A (23,9%) e l'azionariato diffuso (flottante, 24,2%).

In Aula è stato portato l'atto di indirizzo necessario per autorizzare, in qualità di soci, i vertici di Lario Reti a proseguire nell'operazione. L'atto sta circolando in tutti i comuni lecchesi che detengono azioni di Lario Reti, con risultati alterni. Non si tratta di un via libera alla fusione perché il progetto definitivo dovrà tornare nelle aule consiliari per l'approvazione o la bocciatura.

Dunque, Merate attualmente detiene il 2,95% di Lario Reti Holding, azienda dalla quale voleva recedere ritenendo che col business del gas, prevalente sull'acqua, non fosse strategica nonostante l'acquisizione del servizio idrico integrato. Dopo due pareri contrari della magistratura Merate ha accolto l'invito di fondere in LRH, Idrolario Srl di cui deteneva il 24% circa di quote. Operazione avvenuta il 22 dicembre scorso grazie alla quale la partecipazione nella holding dovrebbe salire tra il 6,5 e il 7%.

Il sindaco Massironi ha letto la presentazione della maxi operazione aggiungendo soltanto il particolare della fusione di Idrolario in LRH.

Massimo Panzeri

Massimo Panzeri della Lega, primo a rompere il ghiaccio ha detto, innanzitutto che nessuno delle minoranze era al corrente dell'avvenuta fusione e che quindi un po' più di trasparenza sarebbe stata gradita. Nel merito, dopo aver rilevato che questa operazione chiude il cerchio dell'idrico, ha sollevato una perplessità di fondo: le nostre due società del gas, sane e con un solido bilancio, finiscono in un veicolo aggregatore (Acs-Agam) fortemente indebitato e che, essendo quotato in borsa, risponde più a logiche di mercato, cioè alla necessità di generare profitti che a quelle del consumatore.

Alessandro Pozzi

Alessandro Pozzi ha esordito dicendo che in fondo questo progetto non è che l'attuazione dell'idea formigoniana della grande società di pubblici servizi del nord. Aggiungendo poi che i rischi sono molti, soprattutto perché quella quota di azioni (il 10%) in borsa determinerà l'andamento patrimoniale della nuova Acs-Agam. Per di più nel piano industriale si parla di 500milioni di investimenti entro il 2021 dei quali il 13% in termovalorizzatori, sui quali si sta discutendo molto con tesi opposte.

Alfredo Casaletto

Alfredo Casaletto, capogruppo di maggioranza, ha ripercorso brevemente le tappe del "conflitto" tra Merate e il gruppo di comando di Lario reti, guidato da Lecco, affermando che alla fine la tesi meratese che solo la gestione dell'idrico può ritenersi strategica ha trovato conferma nella volontà della Holding di cedere tutte le partecipazioni in prodotti liberamente acquistabili sul mercato. L'operazione di fusione rientra in una logica di dimensione industriale. Certo Lario reti Gas ha poche possibilità di competere nelle gare per la distribuzione del gas con i colossi del settore rischiando quindi di uscire dal mercato. In questo momento le due aziende lecchesi si presentano nelle migliori condizioni al punto che nella Newco Lario Reti potrebbe disporre di più del 20% stimato in prima battuta dagli analisti.


Andrea Robbiani

Andrea Robbiani, della Lega si è detto molto scettico sulla validità del progetto che invece rischia di travolgere le nostre azienda, sane, in un vortice di debiti e in una logica di mercato e non di servizio all'utente. In altre parole i profitti saranno distribuiti, trattandosi di una società quotata in borsa e non destinati a abbassare le tariffe. E se invece ci fossero delle perdite chi le ripianerà? Lario Reti col suo 20% della multi-utility dovrà portarle nel proprio bilancio sacrificando così eventuali utili provenienti dalla gestione del servizio idrico. E la governance della nuova società sarà nelle mani di A2A. Perché, ha aggiunto l'ex sindaco, non si capisce come mai su 13 consiglieri di amministrazione A2A dovrebbe averne 7 detenendo il 40% delle azioni e Lario reti solo 2 col 20%. Per una volta, ha detto, voglio essere di sinistra: queste operazioni che coinvolgono aziende pubbliche, quindi che operano con soldi di tutti, debbono portare al miglioramento del servizio e alla riduzione dei costi non al profitto cui puntano inevitabilmente le società quotate in borsa. "Queste società che operano in settori non strategici e comunque sul libero mercato - ha concluso Robbiani - bisogna venderle, non fonderle".


Andrea Massironi

Anche Andrea Massironi ha manifestato più di una perplessità non sottovalutando i rischi connessi all'operazione. E ha concordato con Robbiani che i comuni non debbono detenere partecipazioni in aziende che non operano in un settore essenziale come l'acqua, appunto, e che pertanto, come tale, debbono restare saldamente nelle mani pubbliche. Le partecipazioni andavano vendute sul mercato già da anni evitando così il lungo scontro sull'acqua e capitalizzando i valori delle due società del gas. Così non è stato e ora si vuole restare comunque nel settore con una partecipazione non trascurabile.

Il confronto è stato ampio seppure per la complessità della materia non è stato possibile scendere in profondità. Tuttavia, come ha rilevato Casaletto in sede di dichiarazione di voto, si tornerà a discutere quando arriverà il progetto definitivo, attorno a marzo-aprile. E solo allora ci si esprimerà a favore o contro.

In sede di votazione maggioranza e centrosinistra hanno votato a favore dell'atto di indirizzo mentre la Lega si è astenuta.

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