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Scritto Giovedì 11 gennaio 2018 alle 18:21

Anche i sindaci del Meratese alzano la voce: basta coi rincari. Il presidio ad Agrate per chiedere più efficienza sui trasporti

Una serie di promesse mai mantenute e un illogico aumento del pedaggio sulla Tangenziale Est hanno spinto quest'oggi, giovedì 11 gennaio, 35 sindaci meratesi e vimercatesi ad organizzare un presidio di protesta al casello di Agrate. Nessuno di loro sembra avere apprezzato il rincaro di 30 centesimi sul prezzo del pedaggio, annunciato all'inizio dell'anno da ''Milano Serravalle-Milano Tangenziali'', la società che gestisce il reticolo stradale attorno al capoluogo lombardo, anche se questo è stato soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A fronte di quella che appare una vera e propria crisi del sistema di trasporti, a partire dalle lunghe code che si formano sulla tangenziale durante gli orari di punta sino ad arrivare ai continui disservizi dei treni, l'ultima cosa che i sindaci si sarebbero aspettati era un aumento del pedaggio così elevato. ''Un rincaro del 18% appare assurdo e in nessun modo giustificato - ha commentato il sindaco di Merate Andrea Massironi, presente al presidio - Il motivo non è certo l'inflazione, in questo caso, ma semmai il libero arbitrio di chi decide. L'iniziativa di oggi è stata indetta dai sindaci per fare pressione affinché i nuovi governi che si insedieranno in Regione e nello Stato optino per degli investimenti seri sul nostro territorio. Gli accordi di programma di 10 anni fa prevedevano, ad esempio, il prolungamento della linea metropolitana fino a Vimercate, mai realizzata. Capirei il rincaro del pedaggio per incentivare il trasporto su ferro anziché su gomma, ma al momento non ha senso. Se poi ci guardiamo in giro, nel contesto nazionale da nessuna parte si è verificato un appesantimento dei costi in questo senso''. L'ha citata il sindaco di Merate, una delle tante promesse mai mantenute da chi si occupa della Tangenziale Est. Il prolungamento della Linea MM2 da Cologno Nord fino a Vimercate è nei piani dei governatori da tempo, ma al momento non se ne vede nemmeno l'ombra. Con la protesta di oggi, i sindaci hanno poi chiesto che il casello venga spostato molto più a Sud, com'era peraltro previsto nell'accordo di programma siglato da Governo, Lombardia e Provincie nel novembre 2007. ''A mio parere è assolutamente ingiustificato questo passaggio da 1,70 a 2 euro - ha commentato Massimo Panzeri, consigliere di minoranza di Merate (unico 'non-sindaco' che ha preso parte al presidio) - Per un pendolare automobilistico come me e centinaia di meratesi significa che la spesa aumenta di almeno 150 euro all'anno. E' evidente che le richieste fatte da uno dei territori più produttivi a livello nazionale, se non addirittura europeo, vengano puntualmente disattese da chi governa. E' una questione di competenze. La Regione si può occupare del trasporto pubblico, e perciò intervenire sul prolungamento della linea metropolitana, ma non delle autostrade''. La protesta dei sindaci ad Agrate è stata l'occasione anche per impugnare nuovamente, dopo tanto tempo, la sistemazione di cui necessiterebbe l'imbocco della Tangenziale ad Usmate, dove transitano migliaia di meratesi ogni giorno. ''Come ha sottolineato bene anche il sindaco di Agrate, stiamo parlando di un cammino costellato da mancate promesse, a partire dal potenziamento della bretella di innesto di Usmate, che spesso genera code - ha spiegato Giovanni Ghislandi, primo cittadino di Imbersago - L'accordo di programma prevedeva lo spostamento del casello più a sud, e invece ci ritroviamo con questo rincaro che impone un importante dazio per chi proviene dalla parte più settentrionale, nonostante si tratti di una delle aree più avanzate a livello europeo e caratterizzate da una forte presenza produttiva''. Le questioni che proprio non vanno giù ai sindaci sono parecchie. Durante il sit-in, il sindaco di Carugate ha rimarcato di quanto il rincaro del pedaggio avrà inevitabili ripercussioni sulla circolazione già parecchio complessa nelle arterie limitrofe alla Tangenziale. ''Viene da chiedersi se sono state effettuate delle valutazioni, prima di fare una mossa come questa - ha affermato Giovanni Battista Bernocco, sindaco di Olgiate, anch'egli presente al presidio - E' evidente che la situazione viabilistica vada di pari passo con quella ferroviaria. Ad Olgiate avevamo il problema dei parcheggi in stazione, ora ci sono sempre i parcheggi liberi. Ciò significa che i continui disservizi dei treni spingono le persone ad usare l'auto per spostarsi. E' una questione che ho affrontato con altri sindaci, e fortunatamente oggi eravamo in molti, ma quando abbiamo incontrato Piazza per la questione ferroviaria eravamo appena in tre. Staremo a vedere se la nostra azione di oggi avrà avuto un effetto positivo''.
Un auspicio, questo di Bernocco, che molti meratesi potrebbero condividere.

Di seguito il comunicato condiviso da tutti i primi cittadini che hanno partecipato alle proteste di Agrate.

I Sindaci oggi qui presenti chiedono alla società Milano Serravalle - Milano Tangenziali
1) Abolizione o drastica e significativa riduzione dell'aumento del pedaggio introdotto dalla Milano Serravalle ad inizio 2018; il 18% è eticamente inaccettabile e comporta una spesa annuale per ciascun pendolare di circa 1.000,00 euro all'anno. Per evitare il passaggio alla barriera, gli automobilisti escono sulla viabilità locale e la mandano in tilt, con riflessi disastrosi sull'ambiente, sulla qualità della vita e della salute.
2) Togliere il casello della A51 o valutarne lo spostamento nella prima cintura della fascia di Milano, come previsto quando fu realizzato il prolungamento della tangenziale fino al Comune di Usmate Velate
I Sindaci qui presenti chiedono al futuro Governo nazionale, alla Regione Lombardia ed alle provincie interessate:
1) Spostamento del casello ella A4 e realizzazione dell'interconnessione A4/A51, come previsto dall'accordo di programma siglato da Governo, Regione Lombardia e Provincie nel lontano novembre 2007. Anche queste misure sono indispensabili per non invadere i nostri paesi di auto provenienti dalle grandi infrastrutture del traffico su gomma.
2) Nuove energie e risorse concrete per realizzare il prolungamento della MM2 da Cologno Nord a Vimercate, promessa mai mantenuta, scritta nero su bianco nell'accordo programma già citato.
3) Interventi significativi di potenziamento del Trasporto Pubblico Locale; non è accettabile la continua situazione emergenziale in questo settore, in una zona economicamente importantissima per il suo tessuto produttivo aziendale.
4) Accelerazione degli interventi di riqualificazione sulle strade sovracomunali, che tali devono rimanere e non scaricate sulle spalle delle amministrazioni locali.
5) La sistemazione in tempi rapidi del pericoloso svincolo di accesso alla A51 presente in Usmate Velate con il fine di rendere più sicura e più fluida l'entrata nella A51 dalle provinciali lecchesi SP342 e SP55.

A.S.
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