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Scritto Mercoledì 10 gennaio 2018 alle 16:39

Verderio: sì alla fusione di LRH con A2A,critiche le minoranze

Lo scenario di una ''maxi'' aggregazione tra le società pubbliche lecchesi del settore energetico e il colosso A2A piace a Verderio, dove il consiglio comunale si è espresso a favore durante la seduta di lunedì 8 gennaio. Convinto il sindaco Alessandro Origo e la sua maggioranza, un po' meno le opposizioni che hanno criticato apertamente l'operazione.

Da sinistra: i consiglieri Stefano Pirovano e Caterina Viani del gruppo
''Uniti per Verderio'', Emanuele Galizioli e Marco Benedetti di ''Verderio Cambia''

Secondo Origo, le prospettive per le società partecipate di Lario Reti Holding, Acel Service e Lario Reti Gas, non potranno che migliorare grazie alla fusione, dato che nonostante il buonissimo stato di salute di cui godono i bilanci molto presto potrebbero finire schiacciate in un mercato più grande di loro.
''Dal nostro punto di vista l'ok a procedere va dato - ha commentato Origo - I benefici di questa operazione sono evidenti. Con il coinvolgimento degli ATEM del Nord Lombardo, la capacità di investimento crescerà fino a 500milioni di euro, e crescerà anche l'utile netto del 50-60%''.

L'assessore Giovanna Villa e il sindaco Alessandro Origo

Il punto fondamentale, secondo Origo, è che le opzioni di investimento di ''Acel'' e ''Lario'' raggiungeranno territori che senza la formazione di una multiutility con A2A non avrebbero nemmeno potuto avvicinare, ma soprattutto avranno molte più possibilità di aggiudicarsi gli ATEM 1 e 2 della provincia di Lecco, escludendo l'ingresso in questo mercato di altre società. Saranno della partita, cioè entreranno nella grossa aggregazione societaria naturalmente le partecipate di A2A, ACSM e AGAM (sulle provincie di Como e Monza), e anche la AEVV di Sondrio e la ASPEM di Varese.
Le quote societarie, così come sono state per ora presentare, andranno al 40% ad A2A (che al suo interno ha anche una parte di azionariato privato), mentre a Lario Reti Holding spetterà il 20%. Soprattutto su questo aspetto si sono concentrate le perplessità del consigliere di minoranza Marco Benedetti, capogruppo di ''Verderio Cambia'', il quale prevede un indirizzamento sempre più privatistico di due società che fino ad oggi, cioè prima dell'aggregazione, hanno riservato maggiori tutele ai cittadini proprio perché aziende pubbliche.

''Non riesco a capacitarmi di come LRH con il 20% avrà solo 2 membri nel CDA, mentre A2A con il 40% ne avrà 7 - ha commentato Benedetti - C'è qualcosa che non quadra. Ci saranno poca trasparenza e decisioni blindate. Stiamo regalando un gioiellino che ha sempre funzionato bene, e finirà che non controlleremo nulla''.
L'epilogo, secondo il capogruppo, sarà un inesorabile aumento delle bollette per i cittadini. Origo ha però smorzato le critiche, spiegando che sono già stati attivati una serie di patti parasociali per i quali la parte privata della nuova azienda non potrà mai prendere decisioni senza il consenso del pubblico.

Il vicesindaco Adelio Sala con i consiglieri Denise Motta e Sergio Andreotti

''Questi sono scenari catastrofici - ha commentato Origo - Veramente il disastro potrebbe avvenire se non ci fosse questa aggregazione. Il fatto che A2A avrà 7 membri nel CDA è solo una questione di asset, perché chiedeva di controllare il 51% della società''. Secondo Benedetti, inoltre, l'aggregazione è ''un chiaro atto politico del PD, e come sempre qui a Verderio si vota a scatola chiusa''.
Si è poi espresso anche il consigliere Ezio Colnaghi, il quale ha spiegato di non trovare ''scandalizzante il fatto di mantenere un'azienda piccola ed efficiente, magari anche più sicura di una società multiprovinciale''. Colnaghi si è poi astenuto, mentre i quattro esponenti della minoranza si sono detti contrari. L'atto di indirizzo è quindi passato con il completo assenso della maggioranza.
A.S.
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