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Scritto Mercoledì 10 gennaio 2018 alle 07:57

Olgiate:ammesso il 2° concordato di Tipes. Sarà in continuazione. Debiti per 37milioni

Ritenta la carta del concordato in continuità la Tipes Spa di Olgiate Molgora. Dopo che il Tribunale di Lecco, nel luglio 2017, aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla società di trasporti che fa capo a Angelo Panzeri, si apre ora un nuovo spiraglio per evitare il default.

Poco prima di Natale è stato infatti presentato un nuovo ricorso per accedere alla procedura concorsuale che consentirebbe di evitare di pagare integralmente tutti i debiti che, nel corso degli anni, hanno raggiunto l'enorme cifra di 37 milioni e 280mila euro. A tanto ammonta il buco iscritto sui libri contabili dell'impresa che da tempo, mediante un affitto di ramo d'azienda, viene gestita da una società cooperativa di trasporti di Genova, la Paratori.

Se il piano dovesse essere approvato dai creditori potrebbe essere proprio quest'ultima ad acquistare quel che fu la Tipes, ad un prezzo di 7 milioni e 128mila euro. A cui si aggiungerebbero 800mila euro di finanza fresca che la Paratori verserebbe nelle case del concordato. Tuttavia il collegio della sezione fallimentare del Tribunale con a capo il presidente Ersilio Secchi e i giudici Edmondo Tota e Mirco Lombardi, ha stabilito che la vendita ai genovesi dovrò essere effettuata tramite una procedura competitiva. Il Commissario giudiziale Francesco Puccio, che già fu incaricato dello stesso ruolo nel primo concordato, dovrà infatti ricercare altri potenziali interessati all'acquisto della Tipes per metterli in concorrenza con Paratori. In tal modo si potrebbe spuntare un prezzo migliorativo, così da incrementare le speranze di soddisfazione dei creditori.

Se infatti le spese della procedura e quelle in prededuzione per circa 865mila euro saranno integralmente pagate, così come riceveranno l'intero alcuni creditori privilegiati per circa 6 milioni e 260mila euro, non altrettanto "fortunati" saranno alcuni privilegiati e i chirografari.

Il piano, firmato da Rosario Gennaro e Giovanni Colombi con gli avvocati Alberto Bonaiti e Antonio Corti, prevede che oltre 20 milioni di crediti privilegiati per tributi e contribuzioni verranno degradati al chirografo. In sostanza anziché assicurarsi il 100% del credito, chi è inserito in queste classi prenderà poco più del 2% del credito che vanta con Tipes. In pratica si aggiungeranno ai quasi 11 milioni di creditori chirografari.

Secondo la proposta della società, che dovrà passare il vaglio del voto dei creditori che si terrà il 13 aprile prossimo, all'Erario sarà corrisposto il 2,65% del credito originario, all'Inps e all'Inail il 2,55% mentre agli altri chirografari il 2,44%. Soglie molto basse che sono ammesse solo quando, come in questo caso, l'attività della società proseguirà nel tempo e non chiuderà invece con la conclusione del piano.

Toccherà ora al Commissario giudiziale presentare una relazione nella quale dovrà anche evidenziare i rischi e vantaggi rispetto all'ipotesi del fallimento che, fintanto che non ci sarà l'avallo dei creditori, resta comunque aperta.

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