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Scritto Mercoledì 20 dicembre 2017 alle 18:15

Montevecchia: sì alla multiutility del Nord. Convenzione per il segretario senza Cernusco

Consiglio comunale prenatalizio a Montevecchia, martedì 19 dicembre. Il regalo che si è fatto è il Regolamento contro il gioco di azzardo. Da un report inerente al progetto lecchese "Non giochiamoci il futuro", Montevecchia è uno dei pochi Comuni della provincia a non avere slot machine. Gli fanno compagnia solo Introzzo, Morterone, Parlasco, Sueglio, Tremenico e Vestreno. Il Regolamento eviterà che vengano installate le macchinette all'interno di un raggio di 500 metri da scuole e oratorio, e un raggio di 100 metri da banche, bancomat, poste, sportelli di prestito. In pratica, nessun esercizio commerciale a Montevecchia potrà trarre guadagni dal gioco d'azzardo legale. Superfluo, a questo punto, stare a discutere dei limiti sugli orari di utilizzo delle slot, degli incentivi e delle sanzioni. Resta escluso tutto il mondo del gioco online e il gratta e vinci, non considerato come gioco compulsivo. Il sindaco Franco Carminati ha riconosciuto infatti che ci sono dei margini di miglioramento del documento, che è stato approvato all'unanimità.

Non si è indugiato molto sul rinnovo dell'accordo con Cernusco Lombardone, Lomagna e Osnago sulla gestione della scuola media "Giovanni Verga", con capofila Lomagna. «Non ci sono novità. Andava rinnovato. C'è poco da dire, non ci sono alternative per il futuro. È l'unica via proponibile nel breve. Speriamo - ha aggiunto il primo cittadino - si possa lavorare meglio in futuro, a partire dall'aspetto delle manutenzioni». Si è astenuta la minoranza.
L'atto di indirizzo sulla costituzione della "grande multiutility del Nord della Lombardia" proposto da Lario Reti Holding è stato fatto scivolare senza troppe remore. Le due partecipate lecchesi Acel Service e Lario Reti Gas entrerebbero nel calderone con A2A, che la farebbe da padrone con un pacchetto del 40%. L'obiettivo per LRH è di non svalutare le due società lecchesi e di restare concorrenziali in un mercato concorrenziale, che si appresta ad entrare in regime di liberalizzazioni. L'eco dei sussulti di altri Enti locali non ha raggiunto la collina di Montevecchia, che nota invece gli aspetti positivi. I ritorni in termini di servizi di efficientamento promessi dallo studio condotto dall'advisor Price waterhouse Coopers. Timidamente il vice sindaco Edoardo Sala ha accennato al sospetto dei margini di giovamento per i piccoli Comuni e su quanto questi possano contare nei processi decisionali: «Starà a noi vigilare» ha concluso Sala.

Il sindaco Franco Carminati e il vice sindaco Edoardo Sala

Decisamente più convinto Franco Carminati: «Leggendo il piano industriale, è difficile non condividerlo. È un tentativo di raggiungere un livello superiore».
Il capogruppo di minoranza Cristina Penati ha espresso un certo scettiscismo: «Il volantino che ci è stato presentato è patinato. Bisogna capire se poi si realizzerà tutto nei termini posti».
La consigliera Patrizia Adamoli non si è dimostrata pienamente persuasa: «Speriamo che il servizio agli utenti sia migliore. Se Lario Reti non riesce a distribuire per tempo le bollette...». Ha comunque approvato l'atto di indirizzo insieme a tutta la maggioranza. L'opposizione si è astenuta.
Respinta la mozione del gruppo di minoranza sulla modifica del Regolamento Commissioni. D'accordo sulla presentazione dell'ordine del giorno e sulla verbalizzazione delle sedute, il sindaco è invece contrario a pubblicare i verbali sui canali istituzionali e non, in quanto il contenuto delle assemblee consiliari per statuto deve rimanere riservato fino ai passaggi in Consiglio comunale.

Il segretario comunale Giovanni Balestra

Un punto di convergenza tra le due parti politiche lo si è trovato nella formula di Commissioni consiliari aperte sui temi di interesse, come il trasporto pubblico locale, il turismo e il futuro della Casetta. «Pensiamo già a giugno di presentare un progetto di fattibilità durante una Commissione aperta. Non è pensabile di non parlare con la cittadinanza su questo tema».
Bocciata l'ipotesi di aprire delle Commissioni consultive, ulteriori all'unica presente al momento. Difesa a spada tratta la Consulta Giovani, che per la minoranza è più simile a un'associazione culturale di ragazzi, la Giunta non rintraccia degli elementi di opportunità nell'aprire un ulteriore viatico verso i processi decisionali. «Lo troverei un errore, una dispersione di energie, una perdita di tempo. Le esperienze passate insegnano» ha commentato il sindaco. «Noi vorremmo che i cittadini costituiscano un pubblico parlante e proponente. Pensiamo che sarebbe utile avere un altro tipo di supporto. Le idee delle Consulte potrebbero tornare utili alle Commissioni consiliari» ha replicato Penati.
È stata poi approvata la convenzione tra i Comuni di Lomagna, Montevecchia e Osnago per la gestione associata dell'Ufficio Segretario comunale. Non si può parlare di rinnovo.

Cristina Penati e Davide Blatti

Rispetto al precedente accordo, si è sfilato con un colpo di scena Cernusco Lombardone [clicca QUI]. Le tre amministrazioni restanti confermano Giovanni Balestra fino al dicembre 2019, quando scadono le funzioni associate per Lomagna e Osnago. Ovviamente sono stati rimodulati gli oneri. Per Montevecchia il monte ore resterà uguale, ma l'esborso sarà maggioritario per circa 4 mila euro all'anno. La mossa di Cernusco non sembra essere stata molto apprezzata.
«Commentare quello che fanno gli altri è difficile»
ha dichiarato il sindaco. Ancora più laconico il consigliere Marco Panzeri alla domanda di Cristina Penati se si sia saputo all'ultimo il cambio di decisione della Giunta cernuschese: «Sì».
M.P.
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