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Scritto Domenica 17 dicembre 2017 alle 10:03

L'Italia dell'azzardo: in provincia 1763 slot e 289 milioni di € spesi nel 2016. Cernusco svetta per n.° di apparecchi/1000 abitanti

Nel 2016 in provincia di Lecco alle 1763 macchinette installate sul territorio sono stati spesi 289.757.970 euro. E' quanto risulta dalla ricerca elaborata dal gruppo espresso su fonte dei dati forniti dall'agenzia delle dogane e dei monopoli. L'inchiesta è frutto del lavoro di squadra dei quotidiani locali del Gruppo Gedi, del Visual Lab e di Dataninja, società che si occupa di datajournalism.


Ne emerge un contesto a dir poco preoccupante dove il gioco d'azzardo è più diffuso di quanto si pensi. Il programma (CLICCA QUI) permette di estrapolare i dati comune per comune (proprio come abbiamo fatto noi per gli 88 della provincia di Lecco), contestualizzandoli con i dati sulla popolazione, sul reddito pro capite, sul numero degli apparecchi installati (distinti per VLT cioè sistemi che accettano anche banconote e AWP le new slot che prendono solo monete), le giocate complessive e pro capite (con un raffronto tra 2015 e 2016) e stila anche il grado di virtuosità della località. La Lombardia è la regione che spende di più su slot e video lottery (10 miliardi nel 2016) e i comuni più "accaniti" nell'azzardo sono concentrati soprattutto al nord, con una distribuzione più uniforme sui centri abitati più grandi.

NUMERO APPARECCHI OGNI 1000 ABITANTI
Il dato che permette di fare un raffronto tra i vari comuni, quindi non inficiato dai flussi esterni di coloro che si spostano di paese in paese per giocare né dalle dimensioni dell'agglomerato urbano, è quello relativo al numero di apparecchi installati ogni 1000 abitanti. Partiamo dal fondo questa volta. Ci sono località totalmente free dove nel 2016, secondo la rilevazione effettuata dalla società che ha curato la ricerca, non sono presenti macchinette slot di entrambi i modelli.


Ai comuni della Valsassina e della Valvarrone, si aggiunge anche Montevecchia che al momento con le macchinette mangiasoldi sembra non voglia averci nulla a che fare. Di contro, in vetta alla classifica troviamo Cernusco Lombardone con 17,2 apparecchi ogni 1000 abitanti e qui ha di certo inciso molto la presenza della sala Slot su Via Spluga. Seguono Dolzago con 15,2 e Colico con 11,3. Per quanto riguarda il meratese, dopo Cernusco ci sono Olgiate Molgora con 7,4/1000, Merate con 7,1 e Brivio con 5,4. Per il lecchese si sfiorano i 10 apparecchi ogni mille residenti a Dervio (9,8) e a Casargo (9,7), Dorio si distanzia di un poco ma si ferma comunque a 9,1 così come Introbio (9) e Bellano (8,7). Casatese e Oggionese non vanno di certo meglio: dopo il "primato" di Dolzago troviamo Costa Masnaga con 9,5 apparecchi ogni 1000 abitanti, Barzanò con 9,4, Sirtori con 8,2. In coda alla classifica, si posizionano Bosisio Parini (0,6), Robbiate (0,6), Oliveto (0,8)



GIOCATE IN PROVINCIA
Se nel 2015 le giocate alle slot hanno raggiunto la cifra di 382.339.258, con una media pro capite di 1.127, nel 2016 il dato si è abbassato notevolmente con un -24,2% e totalizzando dunque un ammontare di 289.757.970 euro con una media a persona di 854 euro. Questo è il primo dato che emerge dal tabellone generale, ma guardiamo nel dettaglio alcune aree della provincia con l'accortezza di considerare come in realtà il totale delle giocate è dovuto agli impianti installati, che catalizzano gente da fuori città (come la sale slot di Cernusco) e quindi non necessariamente residenti, facendo schizzare alle stelle la spesa procapite. Partiamo dal meratese. Cernusco balza all'occhio per i suoi 13.500.000 di euro giocati nel 2016 alle 67 macchinette istallate, un dato elevatissimo ma inficiato appunto dalla presenza di un punto gioco dedicato. Anche Merate ne ha uno e infatti le slot sono in totale 106 e la spesa ha superato i 25milioni di euro. Parecchie anche le slot a Olgiate 48, con giocate complessive che hanno superato i 5,5 milioni di euro. Montevecchia risulta l'unico comune del circondario privo di apparecchi per l'azzardo.

CLICCA SULLA TABELLA PER VISUALIZZARE TUTTI I COMUNI


Nell'oggionese troviamo in testa Costa Masnaga con oltre 16mililoni di euro giocati alle 46 macchinette, segue Dolzago con quasi 10milioni a 38 postazioni mentre sono più bassi gli importi a Oggiono, 6,7 milioni di euro per 40 slot. In coda troviamo Bosisio parini con solo 2 macchinette e giocate complessive per 115.260 euro. Nel casatese partiamo da Barzanò con 48 postazioni e giocate che hanno sfiorato i 9 milioni di euro. Poco più di 7milioni puntati alle 62 slot di Casatenovo mentre Missaglia si ferma a 3 milioni. Importante l'incidenza a Sirtori con 23 apparecchi e giocate totali per oltre 8 milioni di euro. Il capoluogo di provincia conta 346 apparecchi dove si sono giocati oltre 72milioni di euro. Ben 23milioni sulla punta del lago, a Colico, dove c'è una concentrazione non indifferente di slot, per un totale di 88. Buona parte dei comuni della valle sono "free" (Crandola, Erve, Introzzo, Morterone, Parlasco, Sueglio, Tremenico, Vestreno) mentre sulle rive del lario le puntate complessive raggiungono i 6 milioni a Mandello (53 slot) e superano i 2 milioni a Ballabio (29 slot). A Valmadrera si contano 63 apparecchi e un giocato complessivo di oltre 6 milioni mentre 2,2 milioni si sono "consumati" a Civate. Nella Valle San Martino abbiamo 9,5 milioni di euro a Calolziocorte (83 postazioni gioco) e poco meno di un milione a Torre De Busi (8 slot). Vercurago si ferma a 376mila euro.

GIOCATE PROCAPITE
Ecco infine la tabella con le giocate pro capite, ricavata dal totale delle somme puntate e consumate alle slot e il rapporto con il numero di abitanti. Si tratta, lo ripetiamo, tuttavia di un dato che non può essere considerato attendibile per definire il tipo di giocatore, più o meno incallito, che risiede nel paese poichè i locali che ospitano tali apparecchi sono frequentati da gente fuori paese, anche fuori dalla stessa provincia con flussi non controllabili a livello di residenza.

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E' proprio di queste settimane l'approvazione del regolamento per il gioco di azzardo e le "norme" a tutela delle fasce deboli, nei comuni del territorio. Vincoli stringenti in fatto di distanze, orari di apertura per far sì che il gioco non diventi una piaga sociale, che dilaga senza distinzione di età e di reddito.
S.V.
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