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Scritto Martedì 12 dicembre 2017 alle 10:47

Osnago: nata nel 1914 come circolo famigliare e di contadini dopo un secolo chiude la Coop. Il ricordo di Luigi Arlati

L'attuale sede di Via Marconi


Si chiude un pezzo di storia ad Osnago. La Coop di via Marconi è ormai prossima ad abbassare le serrande. Giusto in tempo per la spesa della vigilia. Il 24 dicembre sarà infatti l'ultimo giorno di attività del punto vendita. Gli osnaghesi non rimarranno per molto orfani di un negozio di generi alimentari e non solo. Pare che dal 18 febbraio subentrerà una nuova catena, l'accordo è stato definito con un contratto di affitto del ramo di azienda. La proprietà immobiliare e commerciale rimarrà quindi ancora a Coop, lasciando così aperto qualche spiraglio per il futuro all'interno del mondo cooperativo. Per i soci la tessera sarà ancora utilizzabile negli altri negozi di Coop Vicinato Lombardia e continueranno ad essere organizzate le gite sociali anche per gli affiliati osnaghesi così come dovrebbe proseguire l'esperienza della raccolta alimentare, che dal novembre del 2011 avveniva ogni primo sabato del mese all'interno del progetto "Adotta una famiglia". Dei cinque dipendenti, un paio dovrebbero rimanere ad Osnago con la nuova gestione, mentre agli altri (probabilmente gli interinali) verrà proposto un trasferimento in altre sedi lombarde.

 

Atto costitutivo del Circolo Famigliare di Osnago. 13 dicembre 1914

La ragione per cui Coop Vicinato Lombardia ha preso questa difficile decisione è, come presumibile, di natura economica. Sarebbe stato stimato che meno del 20% della possibilità di spesa a Osnago faccia acquisti in via Marconi. Un'esperienza che tra alti e bassi non è riuscita a decollare, a fronte della concorrenza fuori paese. Un'impresa che ormai non riusciva più a produrre gli utili auspicati. In ottica più ampia c'è anche una strategia di governance. La nascita nel 2012 di Coop Vicinato Lombardia è coincisa con una fase di razionalizzazione. Della settantina di punti vendita iniziali ne sono rimasti meno di 50. Un destino quindi ormai segnato, che lascia l'amaro in bocca ai molti soci che hanno vissuto per una vita la coop di Osnago. Durante la festa delle associazioni, prevista per domenica 17 dicembre alle ore 11.00, dovrebbe intervenire anche il presidente di Coop Vicinato Lombardia Carlo Parzani, che per il momento ha preferito non commentare la notizia della chiusura a Osnago. Il sindaco Paolo Brivio ha voluto esprimere la sua gratitudine verso i protagonisti di questo secolo di attività: «Da una parte sono rammaricato perché una storia così lunga si sta per concludere. Dall'altra parte, però, ci tengo a ringraziare tutti coloro che oggi - così come le generazioni che ci hanno preceduto - hanno dimostrato una grande responsabilità. Un senso di cura confermato dall'aver subito identificato un gestore che subentri al posto loro».


Le origini risalgono a diverse generazioni fa appunto. È una delle esperienze cooperativistiche più antiche del nostro territorio. La sua fondazione ufficiale risale al 13 dicembre 1914, assumendo la denominazione di "Circolo Famigliare di Osnago". Sono quindi solo 70 anni di distanza da quella che i manuali di economia politica considerano la prima cooperativa al mondo, la "Società dei probi pionieri di Rochedale" in Inghilterra nel 1844. In realtà è già dagli inizi del secolo scorso che si attivò un'esperienza di mutuo soccorso a Osnago, grazie alla lungimiranza di don Carlo Dassi. Nel 1910 si era infatti costituito il "Circolo Famigliare fra Operai e Contadini" e l'anno successivo la "Cooperativa agricola operaia". Luigi Arlati, presidente del Comitato Soci di Imbersago, Merate e Osnago, ha una storia familiare nel mondo cooperativistico a Osnago. Suo nonno Luigi Arlati è stato tra i fondatori, suo padre è stato all'interno del Consiglio di Amministrazione. Una tessera passata di padre in figlio per oltre 100 anni, come ci tiene a ricordare oggi il presidente del Comitato Soci, che in passato è stato anche membro del collegio sindacale, segretario e consigliere all'interno della coop di Osnago.

Foto storica


«Agli esordi funzionava che i contadini mettevano a disposizione il prodotto del loro lavoro, prendendo in cambio dell'altro. Pagavano per esempio in materia prima l'affitto dell'aratro. Erano tutti contadini o lavoratori nelle ferrovie». Fin dai primi anni era a disposizione dei soci il mulino e il deposito di carbone e legna. Dopo la prima guerra mondiale anche il macello. Nel 1956 venne costruito il forno nella sede di via Trieste. «I miei primi ricordi della coop risalgono all'inaugurazione del forno, quando avevo 8 anni. A 12 anni iniziai a partecipare alle assemblee. Era molto bello, c'era un clima di vera amicizia» ha rammentato Luigi Arlati. Più che un'aspirazione idealistica era un'esigenza concreta. «Quando a un allevatore moriva una bestia "in casa" era una sciagura. Ci campava con quell'animale. Allora i soci ne venivano informati e andavano presto a comprare la carne. Con i soldi guadagnati l'allevatore poteva permettersi di comprare un'altra bestia». La realtà osnaghese sopravvisse anche al fascismo. Nel 1931 con il nuovo statuto cambiò denominazione da "Circolo Famigliare" a "Cooperativa Famigliare". Oltre al carattere aggregativo del circolo (con sede nell'attuale municipio e poi nell'odierna sala civica), lo scopo rivolto al socio-consumatore era quello di calmierare i prezzi.

L'attuale sede del municipio e della sala civica


La "Famigliare" riusciva infatti a stabilire degli accordi vantaggiosi direttamente con i fornitori. «C'è stato molto volontariato. A sollevare la cooperativa nei periodi di crisi è intervenuto l'imprenditore della ex "Larga" Giuseppe Arlati, che oltre ad essere presidente della nostra coop è stato anche un grande benefattore» ha riconosciuto il presidente del Comitato soci. Le difficoltà finanziarie cominciarono negli anni Sessanta. In un mondo che stava cambiando, probabilmente non furono assunte le decisioni opportune, soprattutto nella gestione degli immobili, gravando sui bilanci della società. Nel 1988 la "Meratese" incorporò la consorella di Imbersago e l'anno successivo identica sorte toccò a quella di Osnago, non senza i malumori di chi notava nell'operazione solo degli svantaggi. Un'ulteriore fusione per incorporazione fu deliberata nel 1997. Dai contatti con Adda Coop avvenne il salto nella Coop Unione di Trezzo sull'Adda. Si arriva così ai giorni nostri con Coop Vicinato Lombardia, che rientra nelle cooperative di media entità. A Osnago tramonta così un percorso che ha attraversato le fasi di crescita e crisi del mondo cooperativistico ben oltre il contesto locale. Un passaggio dal mutuo soccorso alle logiche del business aziendale, distante dalla vita dei soci-consumatori, che ha investito l'intera penisola.
Marco Pessina
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