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Scritto Lunedì 11 dicembre 2017 alle 13:57

Marco Canzi: il gas in una nuova società per affrontare sfide impossibili stando soli. Acqua e rifiuti sono servizi essenziali e come tali gestiti dal Pubblico, una o due società è irrilevante

Il dr. Marco Canzi
Dottor Canzi, partiamo dal fondo, il Comitato acqua accusa Lario Reti di aver applicato una tariffa più onerosa dal 2013 imputando in bolletta come tariffa agevolata soltanto 18 mc. anziché 30. Il calcolo siffatto porterebbe a una maggiore spesa dal 2013 a oggi di ben 26 milioni di euro. Come risponde in qualità di esponente del Consiglio di Amministrazione di Lario reti Holding a queste "accuse"?

"Premesso che LRH è il gestore del servizio e applica le tariffe definite dal contratto di affidamento, a sua volta determinate dall'ATO della Provincia di Lecco in base alle regole nazionali (AEEGSI), mi pare che non sia ancora sufficientemente chiaro che il prezzo dell'acqua deve coprire i costi per erogarla e gli investimenti necessari per ammodernare i nostri acquedotti e fognature. Purtroppo è vero che nel tempo ci sono stati degli aumenti ma per colmare il gap infrastrutturale ci vorrà ancora diverso tempo. Altro è invece il tema di porre attenzione alle fasce di cittadini che vivono situazioni di fragilità: su questo il sistema si è mosso ed ha attivato il Bonus Acqua per il quale invito chi ne avesse necessità a consultare il nostro sito oppure a chiedere informazioni al proprio Comune di residenza".

 


Restando in tema idrico è voce comune che l'acqua nel lecchese costi più che altrove, sicuramente molto più che a Milano. E' vero? E quali ne sono le cause?

"L'acqua nella nostra provincia costa in media circa 1,83 €/m3, pari a circa 300 € a famiglia all'anno (consumo medio di 150 m3/anno, iva compresa) un valore ormai stabile dal 2015, in linea con la media italiana (peraltro decisamente più bassa di quella europea) ma più alto rispetto a quella lombarda, dove Milano ha il costo minore. Il motivo va ricercato nelle diverse caratteristiche dei territori e nella situazione infrastrutturale/impiantistica. Faccio solo qualche esempio: noi gestiamo 2.300 km di acquedotto, 1.800 km di fognature e 32 depuratori per servire un bacino di 300 mila abitanti. A Milano servono oltre un milione di abitanti con 2.228 km di acquedotto, 1.464 km di fognature e 3 depuratori! E' chiaro che "far girare" una macchina simile in dimensioni per servire il triplo delle persone permette molti risparmi e economie di scala. In termini industriali da noi circa 1,55 €/m3 servono a coprire i costi operativi di erogazione del servizio (dall'energia elettrica - che è ancora la voce più rilevante - alla depurazione, il personale etc...). Ne rimangono quindi 0,29 €/m3 per gli investimenti. Considerato che l'anno scorso sono stati erogati circa 26 milioni di m3, stiamo parlando di 7,5 milioni, poco più di 25 euro per abitante/anno. In realtà, grazie ai finanziamenti che LRH ha attivato, stiamo riuscendo a realizzare interventi per circa il doppio (15 milioni all'anno, 50 euro per abitante). Ma questo importo rimane lontano dagli 80 euro per abitante in media che si ritiene servano per colmare il gap delle infrastrutture idriche in Italia".

 


Veniamo al tema del giorno, ossia il conferimento di Acel Service Srl e Lario reti Gas Srl in una nuova società nella quale faranno parte altri soggetti. Quali?


"Tecnicamente si tratterebbe di una fusione tra le nostre due società, la Acsm-Agam di Como e Monza, la Aevv di Sondrio e la Aspem di Varese. Si tratta di tre realtà simili a noi e contigue territorialmente. La prima è l'unica quotata ed ha come soci principali il Comune di Monza, quello di Como e A2A. La seconda principalmente i comuni di Sondrio e Tirano e A2A, oltre ad altri comuni e aziende della Valtellina. La terza ha come soci A2A (90%) e il Comune di Varese. Ne nascerebbe un gruppo leader nelle 5 province di riferimento, sia per la distribuzione gas che per la vendita e tra i primi 10 in Italia nel settore delle multi-utility, con un piano industriale importante. Il gruppo post-operazione potrà generare a fine piano (2021), un EBITDA (margine operativo lordo + accantonamenti ndr )stimato in un range compreso tra circa € 90 milioni e € 120 milioni. Inoltre è previsto un forte sviluppo di iniziative sui territori con un piano di investimenti nel periodo 2017-2021 che, in base agli esiti delle gare nella distribuzione gas, potrà arrivare sino a circa € 500 milioni".

 


Quante quote/azioni saranno di proprietà di Lario reti Holding dopo la nascita della newco?

"LRH, che in questo gruppo rappresenta il territorio di Lecco, potrebbe contare su una quota non inferiore al 20%. In pratica il secondo socio dopo A2A che avrebbe circa il 40%. Seguirebbero Monza e Como con circa il 10% ciascuno, Sondrio col 3% e Varese con l'1%. Il resto costituirebbe il cosiddetto flottante, cioè la parte quotata in borsa. A2A, oltre alle quote che già ora detiene nelle società interessate alle fusione, apporterebbe i clienti gas ed energia della provincia di Varese (oggi A2A Energia) e quattro centrali idroelettriche. Queste ultime con una potenza installata di 19 MW garantirebbero energia green pari a 91GWh, sufficiente a coprire il fabbisogno dei clienti domestici del gruppo. Si tratta ovviamente di valutazioni preliminari, elaborate dall'advisor congiunto PWC sulla base dei dati al 31.12.2016. Attendiamo a breve il ricalcolo aggiornato con i dati al 30.9.2017. Il numero finale che scaturirà, rappresentante il valore delle nostre società in proporzione alle altre partecipanti alla fusione, avrà due passaggi di verifica: la controvalutazione fatta da un advisor di parte (nel nostro caso la banca d'affari Rothschild, quella che ha recentemente gestito l'operazione Gas Natural) e poi quella del perito nominato dal Tribunale per il parere di congruità. Insomma, tecnicismi a parte, ci siamo attrezzati per essere più che certi che il valore delle nostre società non venga sminuito neppure di un euro in questa operazione".

 


Era proprio necessario procedere in questa direzione oppure Acel avrebbe potuto "tenere" il mercato ancora per qualche anno?

"Acel, come pure Lario Reti Gas, stanno lavorando molto bene e non ho dubbi che possano continuare a farlo. Ma qui si tratta di prospettive a medio-lungo termine. Il mercato dell'energia vive una fase di gran movimento, è scattata una girandola di interessamenti e operazioni: tutti gli operatori si stanno muovendo per anticipare i prossimi mutamenti competitivi. Nel luglio 2019 ci sarà la fine del mercato di maggior tutela, scelto da milioni di clienti e il passaggio al libero mercato per tutti, con la conseguenza che i big del settore verranno a bersagliare i nostri clienti per convincerli a cambiare gestore. Inoltre le gare per l'assegnazione delle concessioni per la distribuzione del gas, per quanto continuamente rinviate, prima o poi si faranno e allora degli attuali oltre 200 soggetti attivi in Italia ne rimarranno molti meno. Oggi le nostre due società hanno un grande valore, perché ben posizionate e ottimamente gestite e possono interessare a molti, proprio per consolidarsi in vista dei mutamenti che arriveranno. Una volta passata l'onda interesseranno molto meno, senza contare che la mancata aggiudicazione nelle gare nei due ambiti della nostra provincia (Lecco 1 e 2), che fanno gola a giganti nazionali come 2i Reti Gas e Italgas, vorrebbe dire scomparire dal settore".

 


Ci sono clausole di garanzia rispetto alla clientela acquisita da Acel che in questi ultimi anni ha visto un forte sviluppo della propria attività anche in Brianza?

"Nel progetto preliminare che è stato messo a punto e al quale abbiamo collaborato attivamente portando avanti gli interessi del nostro territorio, si prevede il mantenimento del radicamento territoriale sia dei brand (il nome Acel) che delle persone. Inoltre dopo la fusione il gruppo si andrebbe a organizzare per settore, creando delle unità di business dedicate e noi abbiamo ottenuto che Lecco presidi proprio quella della Vendita, cioè il "mestiere" che oggi svolge Acel. Si tratta di un grande punto a favore, che permetterà di non disperdere quanto fatto sino ad ora.
Le attività della distribuzione andrebbero invece a Como, l'idro-elettrico a Sondrio, l'Ambiente a Varese e i servizi (gestione calore/illuminazione pubblica,...) a Monza. Si tratta di una ripartizione equa, che fa leva sulle specificità e specializzazioni territoriali e le valorizza. Ovviamente questo non significa che i dipendenti operativi che oggi lavorano a Lecco dovranno spostarsi a Como, quelli di Como a Monza e così via perché le strutture operative rimarranno dove sono oggi".

 


Resteranno operativi gli sportelli delocalizzati, come quello di via Cerri a Merate oppure c'è il rischio che la gestione della clientela sarà affidata ad una segreteria telefonica?

"Il modello di presenza territoriale con gli sportelli è utilizzato e apprezzato anche degli altri soggetti che parteciperebbero all'operazione, quindi non vedo modifiche da questo punto di vista. La stessa A2A sta portando avanti un approccio che riconosce valore ai territori, tanto che ha accettato il concetto di essere presente nel nord-ovest della Lombardia "attraverso" questo nuovo gruppo e non direttamente, come avrebbe potuto fare acquisendo gli altri operatori".

 

Cedendo la partecipazione in queste società il cui oggetto sociale è sul libero mercato, Lario Reti avrà - al di là di una partecipazione di minoranza nella newco - il core business nell'idrico. Quindi requisiti di legge rispettati fino in fondo?

 

"Certo. Ma come appare evidente dalla portata industriale dell'operazione non è che la si faccia per questo motivo. Tra l'altro, con l'ultima versione della Madia (testo unico delle partecipate pubbliche) anche le attività di vendita del gas potrebbero rientrare tra quelle esercitabili dalle società pubbliche ma, ripeto, qui si tratta di strategia per il futuro. Se questa operazione verrà approvata dai Consigli Comunali, avremo a disposizione un soggetto pronto ad investire sui nostri territori per fare interventi di efficientamento energetico degli edifici, creare una rete di colonnine di ricarica per stimolare l'adozione della macchine elettriche e partecipare alle gare per l'illuminazione pubblica posizionando pali intelligenti, pronti a dialogare tra loro con dispositivi wireless, abilitando così la fornitura dei nuovi servizi che vanno sotto il nome di smart-cities. Stiamo parlando non del futuro prossimo ma di domani".

 


Esiste una pur remota possibilità che anche Lario reti possa "aprire" l'azionariato a gruppi privati italiani o stranieri attivi nel business dell'acqua?

"Lo escludo nella maniera più assoluta. A parte il fatto che è impossibile in quanto lo statuto della società non lo permette, la cosa più rilevante è che neppure ci serve. Infatti posso dire con un pizzico d'orgoglio che abbiamo dimostrato che le cose le sappiamo fare bene anche da soli. L'affidamento trentennale ci dà la sicurezza e la solidità necessarie per procedere con le nostre gambe".

 


Si parla di una multiutility provinciale tra acqua e smaltimento rifiuti. C'è qualcosa di vero in questa ipotesi?

"Se si riferisce ad una integrazione LRH e Silea direi che non è all'ordine del giorno. Non le pare che ci sia già abbastanza carne al fuoco? Fuor di battuta direi che cio' che accomuna i due settori è la loro criticità: mentre l'energia è una opportunità di sviluppo, l'acqua e i rifiuti sono due servizi essenziali che se gestiti male possono condannare un territorio, come si vede purtroppo in molte parti d'Italia. Per questo cio' che conta è che siano presidiati dal Pubblico e non a caso la scelta dei nostri Comuni è stata la gestione in-house per entrambi. Rispetto a questo che le società siano due o una sola diventa una questione di dettagli...".

 

Prossimi passi

"Per quanto riguarda le tempistiche e l'iter di approvazione del progetto, LRH ha costantemente tenuti aggiornati i Comuni soci con assemblee e incontri informali. La prossima settimana si terranno tre ulteriori importanti occasioni di coinvolgimento. Incontreremo infatti le conferenze territoriali aperte ai consiglieri comunali: Valsassina e Lago lunedì 11, Circondario Lecco, Valle San Martino e Oggionese giovedì 14 e, sempre giovedì, alle 21 concluderemo con Meratese e Casatese, proprio a Merate, nell'auditorium che il Sindaco ci ha gentilmente messo a disposizione. Sarà l'occasione per illustrare il percorso fatto, i dettagli del progetto preliminare e le motivazioni per una scelta che mi pare sia quella giusta per il nostro territorio. A seguire i Consigli Comunali verranno chiamati ad esprimersi sull'indirizzo da dare a noi amministratori di LRH affinché si proceda con la finalizzazione del progetto (progetto di fusione, statuto, patti parasociali,...) che dovrà poi tornare nei consigli per l'approvazione definitiva all'inizio di marzo del prossimo anno".

Claudio Brambilla
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