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Scritto Domenica 10 dicembre 2017 alle 15:08

Cernusco: le Consulte contrarie a 'Marasche'. La Giunta nega presunto accordo con Osnago

Non sembra volersi piegare Cernusco Lombardone di fronte al Piano Marasche di Osnago e al contrattacco in Consiglio comunale del suo sindaco Paolo Brivio, dopo le numerose critiche emerse in particolare nell'ultimo mese [clicca QUI]. Durante la seduta congiunta delle Consulte Urbanistica e Ambiente del 7 dicembre, si è delineata la posizione dei cittadini, ma soprattutto - da un punto di vista politico - della Giunta cernuschese. Il consigliere delegato all'Urbanistica Luigi Mario Oldani ha riferito la cronistoria delle tappe che hanno coinvolto le amministrazioni cernuschesi.

Il presidente della Consulta Urbanistica Giovanni Zardoni e il vice presidente della Consulta Ambiente Massimo Guzzi

Dal 2005 già vengono mostrate delle perplessità. E a più tempi i pareri sono sempre stati negativi, quando Osnago li chiamava ad esprimersi. In particolare si è fatto notare il ripresentarsi nelle varie fasi di evoluzione dello strumento urbanistico della problematica "Marasche" e il suo peso insediativo. Ha tradotto Giovanni Zardoni, presidente della Consulta Urbanistica, che in passato ha affrontato la questione da assessore: «In pratica significa che l'amministrazione di Osnago ha sempre rispedito al mittente le nostre indicazioni». Se non è un segreto la contrarietà alla grossa struttura di vendita che potrebbe sorgere sul confine dei due Comuni contendenti, non si sapeva ancora su cosa avrebbe fatto leva Cernusco in sede di Conferenza dei Servizi, che dovrà decidere se concedere l'autorizzazione commerciale, di fatto il via libero della Regione.

La nuova rotonda prevista

La prima seduta era stata programmata per il 15 dicembre, ma è stato comunicato lo slittamento al 19 dicembre. È stato individuato il tallone d'Achille del progetto di fattibilità, negli interventi compensativi. E l'accusa, che verrà meglio definita nel Consiglio comunale del 13 dicembre, non è indifferente. La concertazione tra le due amministrazioni c'è stata. È scritto nella relazione illustrativa dell'agosto 2016 e lo conferma Cernusco. Per esempio la controstrada a est, parallela alla SP 342dir, che avrebbe coperto il tratto dalla rotonda del Decathlon a quella dell'Esselunga non si farà. L'ultima versione prevede solo due tratti in territorio osnaghese. Ma nello stesso documento viene dato per assodato l'accordo per la realizzazione di un accesso secondario su via Cavalieri di Vittorio Veneto, quindi all'interno del Comune di Cernusco Lombardone, in corrispondenza del margine nord orientale del comparto, da utilizzarsi esclusivamente quale accesso per fornitori e dipendenti. Si legge testualmente "Questo accesso, a seguito della concertazione avvenuta con l'Amministrazione di Cernusco L., dovrà essere utilizzato in via esclusiva quale ingresso fornitori e dipendenti". Ora Oldani e la sindaca negano di aver mai raggiunto un'intesa pacifica e conciliante.

Il consigliere Luigi Mario Oldani


L'ultimo contatto sul tema risale al febbraio del 2016. Il consigliere delegato è stato categorico: «Noi non ci stiamo». E Zardoni ha chiarito come: «Se propongono di realizzare una strada che passa dal nostro Comune, l'amministrazione ha il "potere" di evitarlo. Da lì o passi o non passi. E se non passi diventa un problema». Senza l'infrastruttura per i mezzi pesanti dei fornitori nella zolla di Cernusco, le carte andrebbero infatti rimescolate nuovamente. L'ipotesi di immetterli nell'incrocio principale ingolferebbe ancora di più il traffico, specie dopo la costruzione di una nuova rotonda, che volenti o nolenti ci sarà. Il bonus di parcheggi extra che è stato previsto come compensazione in zona Technoprobe sembra non accontentare la Giunta guidata da De Capitani. Il sospetto nutrito da molti è che le sbarre per vincolare l'ingresso al cordone di Cernusco potrebbero scomparire all'occorrenza da un giorno all'altro. Giovanni Zardoni ha lanciato una provocazione: «Potrebbero cedere a Cernusco l'area che hanno destinato a parcheggi sul confine. Oppure potrebbero mettere un capannone al posto delle sbarre in modo da chiudere definitivamente il passaggio».

Giovanni Battista Spada

La Giunta De Capitani non ha gradito la "svista" sulla presunta concertazione. All'ennesimo riferimento a questo passaggio da parte di Oldani, il presidente della Consulta Urbanistica ha proposto con sarcasmo una tesi: «Magari sull'accordo c'è stata una semplice telefonata tra i responsabili di servizio, vista l'autonomia di cui godono i funzionari comunali rispetto ai politici».
Da parte dei membri della Consulta c'è stato un richiamo a ragionare in termini sovracomunali, trovando appoggio negli altri Comuni, ponendo un accento sulle implicazioni ambientali, in una Brianza già molto cementificata, e su quelle commerciali. Dai pareri dei cittadini nel corso della discussione, è stata evidenziata una certa scarsa lungimiranza da parte delle amministrazioni di Osnago. Se l'ambito di trasformazione non si fosse proprio potuto cancellare, almeno si sarebbero dovuti opporre alla destinazione di tipo commerciale. Un'occasione sprecata per quella che sarebbe potuta diventare la Silicon Valley brianzola, insieme ad altri poli di sviluppo tecnologico presenti sul territorio, come prefigurato da Zardoni.

Nell'immagine si nota l'accesso da via Cavalieri di Vittorio Veneto


Dalle sedie del pubblico è intervenuto l'ex consigliere comunale Giovanni Battista Spada, preoccupato per l'esito della Conferenza dei Servizi. «Se venisse autorizzata la destinazione commerciale, cosa succederebbe? Inizierebbero i lavori, e poi cosa si fa? Quando la strada c'è, la strada c'è. È inutile prenderci in giro. Dei parcheggi in più non ce ne facciamo niente. In una zona industriale non servono ai cittadini di Cernusco».
La Giunta non è riuscita a fornire una risposta. Intanto, mercoledì 13 dicembre, il Consiglio comunale di Cernusco Lombardone formalizzerà il parere negativo al Piano Marasche.
M.P.
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