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Scritto Martedì 05 dicembre 2017 alle 23:56

Lomagna: giustiziato in Siria il fratello del tunisino espulso dall'Italia e poi rientrato. E' stato decapitato dai commilitoni

Giustiziato dai suoi stessi "commilitoni". Decapitato come i prigionieri "infedeli" in tuta arancione, la cui tragica fine ha a lungo indignato il mondo occidentale e alimentato la propaganda dell'Isis. Mentre lo Stato Islamico si sgretola - la sua fine è stata annunciata, forse fin troppo ottimisticamente, qualche giorno fa da Qassem Soleimani, comandante della brigata Quds dei Pasdaran, gruppo d'elite dei Guardiani della rivoluzione, in un messaggio all'ayatollah Ali Khamenei - i suoi strenui combattenti regolano anche i conti fra di loro. Ritenuto traditore parrebbe proprio essere stato freddato, difficile individuare esattamente quando e dove, Ghassan, fratello maggiore di Ghaith Abdessalem, il giovane tunisino con casa a Lomagna espulso dall'Italia nel 2015 in quanto ritenuto quantomeno ammaliato dalla Jihad, rientrato clandestinamente una prima volta quest'estate solcando in Mediterraneo, beccato, processato, condannato, rimpatriato e ripartito riuscendo a tornare in via Milano, nell'alloggio in uso ai genitori dove, complice anche qualche foto di troppo diffusa tramite i social network, è stato pizzicato il 13 luglio scorso dagli uomini della Digos di Lecco, per poi rimediare ulteriori 5 mesi di pena all'esito del procedimento celebrato a suo carico dinnanzi al giudice monocratico Enrico Manzi.
A giustificazione del provvedimento firmato al suo riguardo dal Questore di Lecco, era stato "prodotto" anche uno scatto estrapolato dal suo smartphone: un'istantanea ricevuta proprio da Ghassan, uscito dall'Italia forse già nel 2013 per raggiungere la Siria e diventare così, a tutti gli effetti, un foreign fighter. Nell'immagine il giovanotto, incarcerato nel nostro Paese tra l'ottobre del 2012 e il febbraio dell'anno successivo, tentando di fare anche proselitismo dietro le sbarre, teneva in braccio una bimba, nata dal matrimonio contratto nella terra dello Stato Islamico. Alle loro spalle la bandiera nera che, nel tempo, abbiamo imparato a conoscere. A distanza di quattro anni, qualcosa parrebbe essersi rotto. Sopravvissuto alla devastazione dalla Siria e all'avanzamento, metro dopo metro, delle forze che hanno combattuto per liberare anche le città roccaforte, Ghassan per quanto è dato sapersi avrebbe trovato la morte per mano di quelle stesse milizie a cui si erano unito, sposandone -almeno apparentemente - l'ideologia. Tradimento, il "reato" a lui ascritto - forse in quanto sospettato di aver passato informazioni, forse per aver più semplicemente tentato a fuga - costatogli la vita.
A.M.
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