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Scritto Martedì 05 dicembre 2017 alle 18:39

Dalla Toscana prenotano ad una presunta agenzia di Calco un viaggio a Cuba: fregati

Alla partenza ormai mancava pochissimo. Tutto era stato definito: il volo dall'aeroporto di Roma, di primo mattino, circostanza questa che aveva spinto le due coppie a prenotare anche una stanza d'albergo all'Hilton della Capitale per non viaggiare di notte dalla Toscana verso il Lazio; l'itinerario che avrebbe dovuto portale i "gitanti" a toccare con mano la bellezza di Cuba per poi giungere a Cayo Largo dove le quattro persone, tutte di una certa età, si sarebbero dovute concedere momenti di puro relax dinnanzi al mare dei Caraibi, baciati da un caldo sole che avrebbe fatto dimenticare loro per una decina di giorni il freddo inverno lasciato... in Italia. Ed invece a rimanere a casa sono stati proprio loro, pur avendo corrisposto fino all'ultimo centesimo quanto chiesto dall'agenzia alla quale si erano rivolti. "Turismo Avventura" il nome del presunto tour operator contatto dalla figlia di uno dei protagonisti della vicenda, approdata quest'oggi in Tribunale a Lecco, tramite internet. "Aveva un sito fatto veramente bene, con tanto di foto e di commenti entusiasti. Risultava specializzato in viaggi in Africa e proprio a Cuba e Cayo Largo" ha detto la donna, descrivendo al giudice Salvatore Catalano la genesi della disavventura patita dai suoi genitori e dai suoi zii che avevano riposto fiducia in lei, fiducia a sua volta riversata su tale Attilio Consalvi, classe 1963, nativo di Varese e, almeno da quanto riportato sulla pagina web a lui riconducibile, in attività in Piazza Fontana a Calco. Proprio quest'ultimo è ora chiamato a rispondere di appropriazione indebita e falsità in scrittura privata per la vacanza saltata ai quattro ignari toscani, due dei quali comparsi quest'oggi in Aula all'apertura del processo ingenerato dalla denuncia sporta in relazione a quei 10.000 euro circa bonificati in più riprese - tra acconto e saldo - su di un conto appoggiato ad una banca di Merate e mai restituiti nel momento in cui la trasferta sul mar dei Caraibi è sfumata. "Ci era stato detto che c'era stato un urgano su Cuba, che tutti i voli erano stati cancellati e gli alberghi chiusi. Contatta Air France, il vettore con cui avremmo dovuto viaggiare, è stato chiaro che non era così". Nel novembre 2011 - periodo a cui i fatti risalgono - nessun evento meteorologico improvviso pare infatti aver messo in ginocchio l'isola. "Ci è stato proposto di posticipare la partenza ma abbiamo chiesto il rimborso della cifra. Ci è stato mandato un bonifico che abbiamo scoperto poi essere falso" ha aggiunto uno dei due denuncianti, professore, costituitosi anche parte civile tramite l'avvocato Nadia Invernizzi, per far valere le proprie ragioni e riavere indietro quantomeno il maltorto con gli "interessi" per la vacanza sfumata e la beffa patita.
Assente l'imputato, assistito d'ufficio dall'avvocato Francesca Dall'Osso. L'epilogo giudiziario il prossimo 12 febbraio.
A.M.
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