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Scritto Lunedì 13 novembre 2017 alle 08:59

Parco Curone: la Giunta regionale ha individuato gli ambiti delle macroaree. Approvati il Dup e una variazione da 38mila euro

La Comunità del Parco di Montevecchia e Valle del Curone del 9 novembre si è aperta con una conferma che si attendeva da tempo in merito alla Legge regionale n. 28 del 2016 sulla riorganizzazione dei parchi. Con un ritardo di quattro mesi dai termini previsti, la Giunta regionale ha individuato gli ambiti territoriali ecosistemici che comporranno le macroaree, sulla base delle proposte consegnate dagli enti interessati.

Se anche la Commissione VIII dovesse confermare, allora il Parco di Montevecchia costituirà un ambito con il Parco Regionale del Monte Barro, i PLIS di San Pietro al Monte - San Tomaso (che ha ottenuto il riconoscimento dell'autonomia gestionale) e Monte di Brianza, le riserve di Sartirana e Sasso Malascarpa. Per quanto riguarda gli ambiti limitrofi non è stata accettata la proposta "separatista" di Adda Nord e Sud, che la Giunta Regionale prefigura invece uniti, con buona pace dell'Adda Sud. Altra proposta parzialmente scartata è quella che vedeva un unico contesto dalla Valle del Lambro fin su a Bellagio. Il triangolo lariano è stato scisso in due: metà finirà con il Parco delle Grigne e metà con il Parco Campo dei Fiori. Dall'approvazione della delibera, entro sei mesi gli Enti gestori dei Parchi dovranno trasmettere una proposta unitaria sulla razionalizzazione dei servizi e il progetto di riorganizzazione. Bisognerà ridefinire i confini.

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Per il Parco di Montevecchia sarà il punto di svolta verso l'aggregazione con il Parco del Monte Barro. Di sicuro si creerà una sola entità giuridica. Il presidente Eugenio Mascheroni immagina però il rispetto delle singole individualità sul territorio, per cui andranno definite funzioni specifiche. L'esempio che è stato impiegato è quello delle municipalità che compongono un grosso Comune. Sempre da qui a sei mesi, se la Commissione VIII non dovesse cambiare le carte, i Comuni soci del Parco di Montevecchia e la Provincia di Lecco devono nominare il nuovo Consiglio di Gestione, composto da cinque membri, dal quale si è appena dimesso Attilio Nebuloni per motivi familiari. Intanto entro dicembre i Comuni che fanno parte del PLIS Monte di Brianza dovrebbero deliberare per l'avvio della Conferenza Programmatica.

Il presidente Eugenio Mascheroni


Dovranno essere definiti diversi aspetti, dalla perimetrazione alla gestione del territorio. Eugenio Mascheroni ha sollecitato a porre una riflessione sul riconoscimento a Parco naturale di alcune aree oggi inserite nel PLIS per poter ricevere fondi statali. L'assessore di Olgiate Molgora Matteo Fratangeli, il cui Comune è capofila del PLIS, ha dichiarato che gli argomenti affrontati dai soci sino ad ora riguardavano il passaggio a Parco Regionale. Ha riconosciuto gli elementi di opportunità nella proposta di Mascheroni, ma non ha ridimensionato il problema reale dell'attività venatoria, legittima all'interno di un Parco Regionale e al contrario sanzionata in un Parco naturale. Bisognerà avviare una fase di concertazione con i portatori di interesse. Nel PLIS Monte di Brianza sono presenti 26 appostamenti fissi.


Nella serata di giovedì è stato approvato il Documento Unico di Programmazione, di durata triennale, e la variazione di bilancio da 38 mila euro. Il DUP non prevede alcuno scossone, è stato un passaggio formale. «Giunti alla fine del mandato - ha dichiarato il presidente Mascheroni - non si è voluta fare alcuna speculazione, sapendo che verrà eletto un nuovo Consiglio di Gestione». Sulla variazione di bilancio sono state elencate le nuove e maggiori entrate.


Regione Lombardia ha assegnato fondi in parte capitale per l'organizzazione delle squadre antincendio boschivo e in parte corrente per il Servizio Volontario di Vigilanza Ecologica. Sono state poi considerate l'azione per il riscatto delle fideiussioni e la convenzione stipulato con il Parco Adda Nord per la gestione associata del servizio antincendio boschivo. Ci sarà un'ulteriore variazione prima di arrivare a consultivo. Mascheroni ha tranquillizzato: «Chiuderemo con l'avanzo amministrativo».


Infine la Comunità del Parco è tornata ad esprimersi sul regolamento che attesta le sanzioni nell'ambito della procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica. Il punto critico sta nel trovare i parametri per attribuire il valore delle sanzioni, che dipendono dal profitto conseguito. In alcuni casi i dati si basano su perizie tecniche, in altri il discorso è più complesso. Si è fatto ricorso a un tabellario che riconosce per ogni tipologia di intervento un importo di riferimento associato. Per gli interventi non contemplati nella tabella, il profitto conseguito è da considerarsi pari al costo di costruzione.
Marco Pessina
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