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Scritto Mercoledì 11 ottobre 2017 alle 19:26

Mentre si litiga sul referendum a Roma votano la legge elettorale con la fiducia. E la Lega di Salvini ha già detto sì alla nuova legge dei nominati dai partiti

Mentre impazza, più su questo giornale che nel resto della città, lo scontro tra i favorevoli e i contrari al referendum, in parlamento si vota con la fiducia addirittura la riforma della legge elettorale a meno di 6 mesi della scadenza della legislatura. E, udite udite, anche la Lega Nord, baluardo della democrazia e dell'autonomia ha già fatto l'accordo con PD, Forza Italia e quel che resta di Alfano per votare il Rosatellum. Cosa dice questa riforma che anche Salvini approva e difende: Che 2 parlamentari su 3 usciranno da circoscrizioni proporzionali in cui ogni singolo partito presenta un listino bloccato da 2 a 4 candidati scelti dai capipartito - per esempio da Salvini che sceglierà solo i fedelissimi  - perché non ci sarà il voto di preferenza ma solo l'ordine di apparizione nella lista. Uno su tre, invece, uscirà da collegi uninominali, eletti con maggioritario, per cui ci sarà la corsa alle coalizioni vere o false (chissà quante formazioni tipo animaliste nasceranno) per sconfiggere il partito che si presenta da solo. Che ovviamente è il Movimento 5 Stelle. Non ci sarà più il voto disgiunto che consente alla tedesca di votare un candidato nel maggioritario e un'altra lista nel proporzionale. E' stato bocciato il premio di maggioranza proposto da Fratelli d'Italia. Così due soli partiti possono allearsi pur avendo ciascuno singolarmente ottenuto meno consensi di altri partiti, e governare. Indovinate chi si metterà assieme? PD e Forza Italia. Renzi e Berlusconi. Nel nuovo patto del Nazareno. E noi dovremmo assecondare la Lega anche in questa follia?
Giovanni Amato
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