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Scritto Mercoledì 11 ottobre 2017 alle 18:54

Brivio: addio a Gianni Palmeri, papà gentile volontario dell’oratorio e della polisportiva

Un papà esemplare, attento e premuroso. Una persona gentile, che non negava il saluto a nessuno e per tutti aveva sempre una battuta. Un volontario infaticabile, di quelli che si rimboccano le maniche restando però nell'ombra. E' il ritratto di Giovanni Palmeri, 54enne di Brivio venuto a mancare in questi ultimi giorni a causa di una malattia. Un'immagine molto precisa e accurata che le persone a lui vicine hanno descritto nel corso delle esequie, un ultimo saluto straziante avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 11 ottobre nella chiesa parrocchiale.

Giovanni Palmeri in una foto scattata nel 2012, in occasione del Torneo XXV Aprile nell’oratorio San Luigi di Brivio


L'amore per i suoi figli, Lorenzo e Giulia, quello per la moglie Manuela, infermiera dell'ospedale Mandic, la passione con cui si dedicava ai lavori in oratorio e come collaboratore per la polisportiva briviese e prima ancora come allenatore per il GSO, lo avevano reso un briviese benvoluto da tutti. Ne sono la riprova le centinaia di persone che hanno assistito ai funerali, stretti attorno al dolore dei famigliari. Grande sostegno è arrivato anche da decine di amici di Lorenzo e Giulia, che non hanno fatto mancare il loro supporto anche durante la funzione attraverso diversi interventi.


Una presenza fitta evidenziata anche da don Emilio Colombo, parroco della comunità, il quale ha cercato di tracciare una via perché tutti quanti riuscissero a trovare una soluzione a tanto dolore, di fronte alla scomparsa del loro parente o amico, avvenuta così presto. ''Penso che la presenza di tanti di noi questo pomeriggio per salutare il nostro fratello Gianni sia per la moglie Manuela, per Lorenzo, Giulia e tutti i suoi cari un balsamo per il loro dolore - ha esordito don Emilio - Questa vicinanza non può che essere una consolazione e un conforto per loro, dal punto di vista umano e cristiano''.

Alcuni amici di Lorenzo sorreggono insieme a lui la bara del papà


Il parroco si è poi soffermato sui tre brani biblici che Gianni e sua moglie, tanti anni fa, avevano scelto per il giorno del loro matrimonio. ''Innanzitutto il brano preso dalla lettera Paolo ai cristiani di Colossesi - ha spiegato don Emilio - L'apostolo consiglia, in questo caso, di essere sempre vestiti dell'amore di Dio. E' questo il vestito più bello e importante. Davanti alla morte, infatti, ci sembra di essere spogliati di ogni cosa. Ma l'amore di Dio non ci verrà mai tolto. Passando al Salmo 128, si parla della preghiera in cui Dio ci benedice di fronte proprio all'amore. Penso che il nostro fratello Gianni sia sempre vissuto sotto la benedizione di Dio, e abbia sempre potuto dire Dio mi vuole bene, Dio dice bene di me e fa per me il bene, ed è per questo che Gianni ha voluto bene, ha detto bene e ha fatto del bene''.


Per concludere la sua omelia, don Emilio ha poi sottolineato che Gesù sulla croce ha provato lo stesso dolore che si prova davanti alla morte, chiedendosi perché Dio lo avesse abbandonato. ''La morte terrena ci fa sempre chiedere perché, come nel caso del nostro Gianni - ha concluso il prevosto - La morte ci sembra incredibile, ma anche la resurrezione lo è, ed è realtà''. Poco dopo, è intervenuto anche un amico stresso del 54enne. ''Attraverso lui, Dio, ci hai trasmesso i valori più autentici. Sei stato un genitore attento e premuroso per la crescita dei tuoi figli, non mancavi di dare una mano ai lavori in oratorio, hai condiviso il tuo amore per l'arte con umiltà e hai sempre messo a disposizione il tuo talento, sei stato un amico e lo sarai ancora tra le braccia di colui che ci ha dato la vita''. Poi è arrivata una dedica dagli amici di Lorenzo e Giulia, che da soli hanno riempito una navata intera della chiesa. ''Gianni era una di quelle persone sempre presenti, capaci di lavorare dietro le quinte perché di certo non gli piaceva apparire. Sempre pronto a contraccambiare il saluto, aggiungendo una battuta piacevole che ti faceva stare bene. Amava scherzare e ridere anche e soprattutto di sé. Ci auguriamo per voi che Gianni, da lassù, con il suo bel sorriso stampato sulle labbra, sarà in grado di darvi la forza, di darvi la capacità di sorpassare questo ed altro, di donarvi il sorriso che vi verrà sul volto pensando a lui. Siamo con voi ora più che mai, i vostri amici''. Una funzione toccante, terminata con la processione verso il cimitero, dove è stata data sepoltura della salma.

A.S.
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