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Scritto Mercoledì 11 ottobre 2017 alle 18:19

Referendum: più autonomia vuol dire fiato e speranza al sistema economico lombardo e, in altre parole, al nostro futuro

Antonello Formenti
Gentile Direttore,
sul referendum del 22 ottobre se ne sentono e se ne leggono di tutti i colori. Mi riferisco in particolare ai detrattori della consultazione che ogni giorno cercano di inventarsi un motivo per convincere gli elettori a restarsene a casa. Si va dai costi della democrazia a una presunta inefficacia del referendum fino a paventare, come ha fatto il capogruppo regionale PD, il rischio di una secessione ‘alla Catalana’. Motivi diversi e anche discordanti uno dall’altro. La verità è un’altra: la Lombardia merita l’autonomia. La merita perché è virtuosa, perché ha da sempre i bilanci in ordine e perché da sempre mantiene, con le proprie tasse, il resto del Paese.  Si parla tanto di Europa… ma perché la Lombardia non può avere le stesse condizioni della Baviera oppure del Trentino Alto Adige? Perché non possiamo competere alla pari con le altre Regioni d’Europa? Perché non possiamo trattenere in loco la maggior parte delle risorse da noi prodotte per creare nuove infrastrutture, per la loro manutenzione o per l’economia delle nostre aziende? I lombardi portano da sempre un pesante fardello e questo, complice la crisi e i tagli agli enti locali del Governo, è diventato oggi così gravoso da causare perdita di concorrenza e la mancanza di servizi sul territorio. Se sulla necessità di maggiore autonomia siamo (quasi) tutti d’accordo, qualcuno straparla di inutilità del referendum e dei costi della consultazione. Argomenti facilmente smontabili. In primo luogo va detto che la Lombardia ha già richiesto, fin dal 2007, con risoluzioni approvate a grande maggioranza dal Consiglio Regionale, l’apertura di un tavolo per l’autonomia con il Governo centrale, che ha sempre respinto al mittente e cioè ai lombardi ogni ipotesi di trattativa. Il referendum è diventato dunque l’unica strada percorribile per poter bussare alle porte romane con più forza e autorevolezza, con l’unica voce che in democrazia può e deve contare: quella del popolo.  In secondo luogo, negli ultimi due anni, il governatore Maroni ha chiesto a più riprese l’abbinamento del referendum autonomista con le elezioni amministrative. Si sarebbe trattato di un’operazione che ci avrebbe fatto risparmiare parecchi soldi ma negata dagli stessi esponenti PD, che adesso si lamentano per i costi della consultazione. Riguardo invece all’accusa di una strumentalizzazione del referendum ribatto dicendo che è vero che per la Lega questa è una battaglia di grande importanza, dato che l’autonomismo è parte del suo DNA, ma che questo è un appuntamento fondamentale per tutti i lombardi, a prescindere dall’appartenenza politica. Non siamo forse stanchi di continuare ad essere “la mucca da mungere”, la regione che paga più tasse e meno riceve? Per questo rinnovo a tutti l’appello al voto: una maggiore autonomia restituirebbe fiato e speranza alla nostra economia e al nostro territorio, in altre parole al nostro futuro.
Antonello Formenti - Consigliere Regionale LN
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