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Scritto Mercoledì 11 ottobre 2017 alle 15:12

Io cardiopatico e diabetico respingerò la lettera con la quale la regione mi chiederà di scegliere un gestore per queste mie patologie croniche

La giunta Maroni ,così come riportato dalla stampa, invierà a breve una lettera a tutti gli ammalati cronici della Lombardia. La regione, dopo aver suddiviso questi pazienti in tre livelli a seconda della gravità della loro condizione clinica, vorrebbe obbligare a scegliere un gestore (medico) che con budget limitato dovrebbe seguire e organizzare le cure dei pazienti che lo hanno scelto.
Ciò comporterà, come io credo, inevitabilmente una contrazione delle cure e un ulteriore ingresso massiccio dei privati nella sanità lombarda. Il medico gestore scelto a sua volta potrà far eseguire solo presso l'erogatore (struttura pubblica o privata), con cui si è contrattualizzato gli esami e le prestazioni previste dai vari protocolli delle 65 diverse patologie croniche.

Lasciamo a parte l'appropriatezza delle prestazioni previste in base alle varie patologie croniche, anche se, stando ad alcune osservazioni già avanzate da specialisti, ad esempio per quanto riguarda l'ipertensione, su 28 esami previsti ben 16 non c'entrino proprio nulla con questa malattia.

Anche se ciò mi preoccupa, viste le malversazioni nel settore della sanità lombarda e non solo perché per l'ennesima volta in questi giorni è stato ancora inquisito l'ex assessore alla sanità Mantovani, ma perché nella sanità lombarda si sta continuando ancora più ieri ad arricchirsi sulle spalle dei malati.

Non sono per niente un difensore dell'esistente, se penso alle liste d'attesa e ai tempi biblici e complicati con il centralino per le prenotazioni, ma questa nuova disposizione che vorrebbe obbligarmi a scegliere un "gestore" rispetto alla mia bravissima dottoressa di famiglia, che mi segue da sempre proprio non mi va.

E poi, non considerando il fatto che ci potranno essere anche gestori che cercheranno di fare il massimo risparmio sul budget assegnato per ogni paziente per intascarsi i risparmi magari anche aggiuntivi ai proventi che cercheranno di avere dagli erogatori, quando il budget pro-capite assegnato dovesse essere superato e il paziente, ha bisogno di ulteriori esami e prestazioni che succede ? Dovrà pagarsi tutto ciò che serve per curarsi ?

Bene hanno fatto l'Unione Medici Italiani e l'Associazione Medicina Democratica a ricorrere al TAR contro questa complicata, caotica e anticostituzionale delibera regionale.

Io, cardiopatico e diabetico, respingerò comunque al mittente la lettera che la regione mi invierà.

G.Carlo Bandinelli
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