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Scritto Mercoledì 11 ottobre 2017 alle 08:04

Riforma socio-sanitaria/3: individuati i ''gestori'' e gli ''erogatori''. A breve notificate le liste a 400mila cronici di Monza e Lecco

Terza puntata del viaggio nella riforma socio-sanitaria lombarda. Nella prima parte di questo viaggio abbiamo cercato di capire le reali e concrete ricadute sui cittadini e quale scenario si prospetta per i pazienti cronici, che rappresentano a livello di distretto e su scala provinciale il 35-40% dell'intera popolazione. Nella seconda abbiamo analizzato le modalità di accreditamento del "gestore", cioè dell'ente che prenderà in carico questi pazienti, quale ruolo avranno i medici di medicina generale e come, praticamente avverrà la "presa in carico". In questa terza parte, sempre con la consulenza del dottor Giacomo Molteni prendiamo in esame il ruolo dei "gestori" e dei "co.gestori".

Il dr. Giacomo Molteni


Dottor Molteni, dunque l'Agenzia di Tutela della Salute "Brianza" ha redatto la lista degli idonei al ruolo di "gestore", "co-gestore" e "erogatore" per la presa in carico dei 400mila pazienti cronici residenti nelle due province di Monza e Lecco.  

"Sì, la lista è stata presentata ed ora si conoscono i nomi dei soggetti che hanno i requisiti per operare all'interno del nuovo sistema assistenziale".




Ci spieghi ruoli e funzioni di questi tre soggetti "ideati" dai riformatori lombardi
.  

"La riforma pone in capo al "gestore" la responsabilità di coordinare, semplificare, ottimizzare e facilitare le diverse fasi del percorso di cura dei soggetti cronici e fragili, presidiando la collaborazione e la comunicazione tra i diversi "nodi" della rete per conseguire l'integrazione dei percorsi assistenziali. Al  "co-gestore" è riservata la funzione di collaborazione nei confronti dei soggetti gestori nell'assicurare le prestazioni e le fasi della presa in carico.  Gli "erogatori", ( case di cura, unità di offerta sociosanitaria o strutture ambulatoriali extraospedaliere) svolgeranno invece  la funzione di supporto della presa in carico dei pazienti cronici da parte dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta in forma aggregata".    



Sono giunte all'ATS Brianza molte candidature a quanto risulta.
 

"Davvero molte. Il Direttore generale Massimo Giupponi ha manifestato la sua soddisfazione per il gran numero di candidature. La quasi totalità degli enti del territorio si è associata al progetto".  




Vediamo allora chi si è candidato come "erogatore".
 

"Diciamo subito che rientrano tra gli "Erogatori" tutte le strutture attualmente accreditate e a contratto. Tra le principali nel lecchese figurano in particolare la Azienda Socio-Sanitaria territoriale, l'ex azienda ospedaliera per intenderci con i suoi presidi di Bellano, Lecco e Merate e le altre strutture ambulatoriali, la Mangioni di Lecco, clinica privata accreditata e l'INRCA di Casatenovo. In pratica la lista degli erogatori comprende tutte le strutture alle quali ora si accede per le visite e le prestazioni ambulatoriali con le richieste del medico di base oltre a quelle che garantiscono le prestazioni sociosanitarie ( il quadro completo lo si rileva dalle tabelle del sito ATS)".  



E chi come "Gestore
"....  

"Le candidature al ruolo di "Gestore" dichiarate idonee nel territorio della ATS sono risultate 27.  Oltre alle tre ASST di Monza, Lecco e Vimercate a prendersi carico dei cronici saranno 2 Istituti di ricerca, una Azienda Speciale Pubblica (ASP), 5 strutture sanitarie accreditate e a contratto, 9 sociosanitarie , una struttura sanitaria e sociosanitaria e 6 Cooperative di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. E' quest' ultimo dato che merita una sottolineatura.  I medici e i pediatri di base della ATS Brianza hanno preso sul serio il tanto reclamizzato slogan del "prendersi cura" che si basa soprattutto sull'assistenza sul territorio e vede nei medici di medicina generale il suo perno centrale. Da questi ultimi sono sorti i primi scogli, a suon di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, per ostacolare sul nascere la riforma sociosanitaria. A Milano solo uno su tre medici di famiglia si è reso disponibile ad aderire al nuovo modello di presa in carico del paziente cronico, un dato non certo entusiasmante. Nella nostra ATS, al contrario, la percentuale di adesione dei medici di medicina generale ha raggiunto il 72% (contro una media regionale del 48%), mentre i pediatri di libera scelta hanno aderito al 59% (media regionale al 36%)".  



L'adesione dei medici di medicina generale è indispensabile per cogliere in pieno gli obiettivi che la riforma si è posta.  

"Certamente. La riorganizzazione radicale di una struttura sociosanitaria così complessa come quella lombarda richiede tempo, pazienza e molto lavoro. E, soprattutto, non può certo prescindere dalla collaborazione e dal sostegno dei medici di base . Nella nostra ATS i medici di famiglia si sono schierati in prima linea per cogliere questa sfida. Ben 403 di essi su 560 hanno aderito alla "presa in carico". Il dato ancora più interessante riguarda il numero dei professionisti che hanno aderito alle Cooperative, la forma associativa che permetterà loro di svolgere la funzione di "gestore".  Solo 26 hanno scelto di aderire al progetto in qualità di " co-gestore".  



Analoga soddisfazione per il numero di adesioni dei pediatri di libera scelta.  
 

"Vero, infatti anche i numeri dei pediatri di libera scelta sono decisamente confortanti: 90 su 154 hanno aderito alle Cooperative mentre solo uno ha puntato sulla co-gestione".  



Quali scelte hanno operato i medici di base?


"Posto che nel lecchese si registra la percentuale maggiore di adesioni rispetto alla media della ATS, va evidenziato come la stragrande maggioranza dei medici ha operato la scelta di aderire alla Cooperativa COSMA che vanta una grossa esperienza in materia di CREG,(Chronic Related Group). Questi Gruppi correlati per i cronici,  hanno rappresentato una anticipazione anche se limitata del processo di presa in carico dei pazienti cronici. La Cooperativa COSMA  si è candidata al ruolo di gestore sottoscrivendo un accordo di collaborazione anche con Retesalute . L'obiettivo della Coop. e dell'ASP è di fornire ai cittadini servizi all'interno di un contesto di rete che veda i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, specialisti ospedalieri e operatori dei servizi sociali, dialogare all'interno di accordi collaborativi".
 



Quali sono i prossimi "passi" verso l'avvio del nuovo metodo assistenziale?
   

"In settimana  COSMA e Retesalute avvieranno il confronto in vista anche delle prossime scadenze. Medici e pediatri di base, che hanno optato per la forma aggregata attraverso una cooperativa, saranno chiamati ad indicare la filiera erogativa scelta, in altri termini su quali saranno i  soggetti erogatori  di riferimento per l'attuazione dei Piano di assistenza individuale (PAI), i programmi di cura. Scelta che dovrà essere validata dalla ATS entro il 30 novembre. Successivamente l'Agenzia diretta dal dottor Giupponi farà partire le lettere ai pazienti cronici su cui saranno specificati i nomi dei soggetti risultati idonei, tra i quali il paziente stesso potrà scegliere, per sottoscrivere il patto di cura e il piano assistenziale individuale".  




Entreranno in gioco anche i servizi sociali dei comuni
?  

"Senz'altro. Bisogna partire dal presupposto che la gestione di questa ultima fase richiederà un impegno particolare, atteso che spesso i soggetti cronici e fragili lamentano anche situazioni familiari e socioeconomiche critiche. Per ciò il sistema di presa in carico dovrà necessariamente contare anche sull'impegno della rete dei servizi sociali dei Comuni.  Nel meratese, attraverso la manifestazione di volontà di collaborazione di  Retesalute formulata in anticipo a tutti i potenziali gestori e la pronta risposta del principale "gestore", il percorso potrebbe e dovrebbe essere facilitato. Retesalute ha tutti i requisiti per svolgere un ruolo fondamentale e la sua stessa "presenza" rende il meratese l'area in cui la riforma Maroni può trovare la sua migliore applicazione. Tanto che non esito a immaginare per il nostro ambito distrettuale il ruolo di riferimento per l'intera Regione dell'attuazione del nuovo modello assistenziale".    


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3/ continua 
Claudio Brambilla
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