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Scritto Lunedì 09 ottobre 2017 alle 16:30

Osnago: storie di coraggio, determinazione e speranza per vincere la disabilità e un destino tutto in salita

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La giornata di chiusura dell'Impastata a Osnago, domenica 8 ottobre è stata all'insegna della solidarietà. Dopo il pranzo in Fiera si è aperto un dibattito sul tema della disabilità, non solo per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di politiche non discriminatorie nei confronti dei disabili, ma soprattutto per lanciare dei messaggi positivi. Sul palco sono salite a testimoniare la propria esperienza persone che con grande volontà riescono ad affrontare la propria condizione. Sono un esempio per tutti, indistintamente.

Angelo Colombo e Federico Villa


A coordinare l'iniziativa c'era Angelo Colombo, anima dell'associazione "Amici della paraplegia", affezionato alla Fiera di Osnago per le precedenti occasioni di scambio. «La provincia di Lecco è la seconda in Italia dopo Trento per numero di associazioni che svolgono iniziative verso il prossimo. Il mio cuore però è qui alla Fiera di Osnago». Quest'anno il ricavato dell'Impastata andrà alla sua Onlus, a "Fare Salute" e alla parrocchia. La forza di volontà non è mancata a Federico Villa, che quest'anno in 37 giorni ha attraversato l'Argentina da nord a sud. Circa 6 mila chilometri in autobus, taxi e persino autostop.

Il sindaco di Osnago Paolo Brivio

Un'avventura ricca di esperienze, nonostante le indubbie difficoltà a cui si è costretti stando seduti in sedia rotelle. L'atassia di Friedreich, patologia neuro-degenerativa, non l'ha bloccato. Già nel 2013 e nel 2015 ha svolto esperienze simili a Cuba e in Vietnam. Di essere uno sportivo lo ha dimostrato partecipando ai mondiali di paraciclismo e Coppe del Mondo in handbike. «Non è vero che non ci sono i limiti. Però bisogna sempre adattarsi agli imprevisti e trovare le soluzioni ai problemi. Così ho fatto anche durante il mio viaggio». Lo sport è la chiave di volta che stimola chiunque a volersi migliorare e in molti casi è come una terapia mentale.

Loredana Teofilo e Amelia Bonfanti

Vincenzo Contemi

Il sindaco di Osnago Paolo Brivio ha portato i saluti dell'amministrazione comunale e ha sottolineato «il potere liberante dello sport. Mentre si disputa una gara ci si spinge oltre i propri limiti perché concentrati nel raggiungere i propri obiettivi». Ha poi concluso: «Non si deve solo finanziare la ricerca, ma anche vivere la propria condizione in maniera più dignitosa».


In questo lo sport dà la forza di andare avanti: «È una pillola di adrenalina - ha spiegato Nuccio Rotolo, segretario dell'Associazione Paraplegici Lombardia - per mettere il naso fuori di casa e ricominciare la vita sociale». Per APL è intervenuto anche Mario Ponticelli, già presidente e attualmente consigliere della Onlus: «Dobbiamo iniziare tutti quanti a cambiare la mentalità. Bisogna fare un discorso di collettività perché quello che è comodo per me è comodo per tutti». Ha invitato al connubio, all'incontro, e all'aiuto tra le diverse realtà che non si conoscono.

Spesso chi ha bisogno di aiuto non lo chiede, questo il messaggio che ha voluto inviare Amalia Bonfanti, presidente dell'associazione meratese "L'Altra Metà del Cielo", che si occupa di violenza sulle donne. Non sempre è facile trovare le energie positive. Il primo anno e mezzo dall'incidente per Vincenzo Contemi è stato terribile: «Ho avuto il mio periodo nero. Poi ho trovato la forza di reagire grazie al getto del peso e il lancio del disco. A volta ci sentiamo disabili più per la burocrazia e per le gestioni delle amministrazioni che per la disabilità stessa».

 

Un'altra testimonianza è arrivata da Alessio Tavecchio, che ha partecipato alle paraolimpiadi di Atlanta. Con la sua Fondazione cerca di dare speranza e motivare le persone. Propone corsi motivazionali anche nelle aziende. Il suo sogno è di creare un centro che possa soddisfare tre esigenze fondamentali per molti disabili: la vita indipendente, la formazione per un lavoro e lo sport. La psicologa Loredana Teofilo ha infine offerto l'ultimo contributo, concentrandosi sull'importanza di mettere al centro la persona e sull'importanza di trovare una strategia per essere aiutati. «Può sembrare semplice, ma comporta il mettersi in discussione».

Marco Pessina
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